La playlist Michel Legrand in Jazz ci invita a riscoprire non soltanto il genio del compositore francese, ma anche la sua capacità di scrivere melodie che, pur nascendo per il cinema, sembrano fatte per vivere di vita propria nell’universo del jazz.
Le sue musiche hanno un doppio volto: da una parte il lirismo cinematografico, intriso di romanticismo e malinconia; dall’altra la flessibilità armonica che consente agli improvvisatori di trasformarle in veri e propri standard. Brani come The Windmills of Your Mind, What Are You Doing the Rest of Your Life? o The Summer Knows sono diventati terreno fertile per cantanti e strumentisti, da Sarah Vaughan a Tony Bennett, da Stan Getz a Bill Evans.
Ascoltando questa selezione, ci si accorge che Legrand non ha mai vissuto il jazz come semplice ornamento: era parte integrante della sua identità musicale. Non a caso, nel 1958 registrò Legrand Jazz, un disco entrato nella leggenda, che lo vide dirigere un’orchestra in cui figuravano Miles Davis, John Coltrane, Bill Evans, Herbie Mann e Ben Webster. Un incontro irripetibile tra la sua scrittura orchestrale raffinata e l’anima più viva dell’improvvisazione.
La playlist, quindi, non è solo un omaggio a un grande autore di colonne sonore, ma anche un modo per riscoprire quanto Legrand fosse vicino al cuore pulsante del jazz, un mondo che amava e che frequentava con naturalezza.
Michel Legrand nacque a Parigi il 24 febbraio 1932 in una famiglia già segnata dalla musica: suo padre Raymond era direttore d’orchestra, mentre la madre era di origini armene, legata a tradizioni musicali profonde. La sua formazione avvenne al Conservatorio di Parigi, dove studiò pianoforte, composizione e direzione d’orchestra, dimostrando fin da giovanissimo una sensibilità eccezionale.
Dopo i primi lavori come arrangiatore, il successo internazionale arrivò negli anni ’50 con l’album I Love Paris (1954), che ebbe una diffusione straordinaria. Ma il vero salto di qualità fu la sua decisione di immergersi nel jazz: Legrand rimase affascinato dalla scena americana, al punto da recarsi più volte negli Stati Uniti.
Il 1958 fu l’anno chiave: con Legrand Jazz mise insieme una delle più straordinarie sessioni mai realizzate, orchestrando standard del jazz per un cast stellare. Questo progetto rivelò la sua doppia anima: arrangiatore preciso e visionario, ma anche conoscitore profondo delle dinamiche del jazz. Non si limitò a scrivere per i musicisti: seppe valorizzarne le voci individuali, lasciando spazio a improvvisazioni memorabili.
Negli anni successivi divenne celebre come autore di colonne sonore, legando il suo nome a film come Les Parapluies de Cherbourg (1964), Les Demoiselles de Rochefort (1967) e The Thomas Crown Affair (1968), per cui vinse il primo dei suoi tre Oscar. Eppure, nonostante la fama hollywoodiana, non abbandonò mai il jazz.
Collaborò con Sarah Vaughan nel disco Sarah Vaughan with Michel Legrand (1972), scrisse arrangiamenti per Stan Getz, Oscar Peterson e Phil Woods, e continuò a esibirsi come pianista e direttore. La sua musica era capace di muoversi con eleganza dal rigore orchestrale al respiro libero del jazz club.
Negli ultimi anni, Legrand tornò spesso sul palco come pianista jazz, dimostrando che la sua passione per l’improvvisazione non era mai venuta meno. La sua carriera fu un ponte continuo: tra Parigi e Hollywood, tra cinema e musica dal vivo, tra scrittura rigorosa e libertà jazzistica.
Si spense a Neuilly-sur-Seine il 26 gennaio 2019, lasciando un’eredità immensa: un catalogo di canzoni che appartengono al cinema e, al tempo stesso, al repertorio jazzistico internazionale.
La playlist Michel Legrand in Jazz rappresenta un punto d’incontro ideale per chi conosce Legrand soprattutto come compositore di colonne sonore: ascoltandola si scopre un altro volto del suo talento, quello di un artista che ha saputo parlare al jazz senza mai smettere di essere se stesso.

Nessun commento:
Posta un commento