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Spoleto Jazz 2025

La musica jazz torna protagonista nella città simbolo dell’eccellenza artistica italiana con la sesta edizione di Spoleto Jazz, in programma dal 10 ottobre al 22 novembre 2025 presso due teatri iconici della città: il Caio Melisso – Spazio Carla Fendi e il Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti. 

Un progetto ideato, promosso e organizzato da Visioninmusica, con il contributo e la collaborazione del Comune di Spoleto, che conferma la vitalità e la visione di una rassegna capace di coniugare prestigio internazionale, programmazione originale e apertura al nuovo.

Dopo i successi delle precedenti edizioni, la rassegna si prepara a offrire al pubblico un viaggio sonoro ricco e trasversale, con quattro concerti che spaziano dalle atmosfere sofisticate dello swing alla potenza espressiva delle influenze latino-americane, passando per la sperimentazione vocale e la fusion d’autore.

«Spoleto è storicamente sinonimo di teatro, musica classica e danza – afferma Silvia Alunni, direttrice artistica del festival – ma con Spoleto Jazz abbiamo scommesso su una nuova identità musicale, che in cinque anni ha saputo costruire un pubblico attento, trasversale e curioso. Il jazz qui non è solo suono: è ricerca, visione, narrazione. E quest’anno più che mai, con il titolo Jazz not war!, vogliamo affermare un principio profondo: la musica come linguaggio di pace, come spazio di dialogo e comprensione reciproca. Il jazz è nato per abbattere le barriere, non per erigerle; è una forma di espressione che unisce, che trasforma le differenze in armonia. Questo è il messaggio che portiamo sul palco, ed è la direzione che ci guida in ogni scelta artistica. Grazie alla fiducia delle istituzioni e all’appoggio del Comune, abbiamo potuto portare sul palco progetti originali, mai scontati, capaci di dialogare con il presente. E il pubblico ha risposto con entusiasmo fin dall’inizio, confermandoci numeri importanti e un’attenzione crescente da parte della stampa e degli operatori culturali».

A inaugurare la rassegna, venerdì 10 ottobre, sarà Lari Basilio, chitarrista brasiliana apprezzata a livello globale per la sua sensibilità e la sua tecnica fuori dal comune. Il suo progetto Redemption rappresenta una sintesi perfetta tra virtuosismo e narrazione emotiva, in un equilibrio sospeso tra jazz moderno, rock strumentale e suggestioni acustiche.

Venerdì 17 ottobre, sarà la volta di Michael Mayo, astro nascente del vocal jazz americano. Con FLY, l’artista ridefinisce il concetto di canto jazzistico fondendolo con elettronica, soul e sperimentazione timbrica. Dotato di una voce caleidoscopica e di un senso della performance magnetico, Mayo trasporta lo spettatore in un universo sonoro personale e profondamente innovativo.

Padova Jazz Festival 2025

Il Padova Jazz Festival 2025 è una kermesse che racconta molte storie: quelle della black music portata ai massimi livelli del virtuosismo fusion (Stanley Clarke), della tradizione che si rinnova (Cecile McLorin Salvant), dell’impegno sociale tradotto in futurismo sonoro (Camilla George); quelle della musica cubana, coi migliori esponenti della sua scuola pianistica (Roberto Fonseca e Alfredo Rodriguez); quelle del jazz italiano, in un caleidoscopio di idiomi stilistici e commistioni internazionali (Roberto Gatto, Max Ionata, Matteo Paggi…); quelle della più creativa scena statunitense (Uri Caine).

Storie che si ascolteranno dal vivo dal 6 al 23 novembre sugli innumerevoli palcoscenici del festival: location di importanza storica e architettonica come il Teatro Verdi, la Sala dei Giganti al Liviano, il Caffè Pedrocchi e il Centro Culturale Altinate/San Gaetano oltre alle aule dell’Università degli Studi di Padova e la Nuova S. Agnese – Fondazione Peruzzo.

Il Padova Jazz Festival è organizzato dall’Associazione Culturale Miles presieduta da Gabriella Piccolo Casiraghi, con il contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione del Veneto.

Scoprite il programma completo su www.padovajazz.com/festival

38^ edizione di Gezziamoci, il Jazz Festival della Basilicata

Un festival alla ricerca di nuove espressioni musicali, ma anche della valorizzazione del territorio e della scoperta dei luoghi più suggestivi di Matera e della Basilicata.

Da settembre a dicembre sono in programma nove concerti per la seconda fase del Gezziamoci 2025, il jazz festival lucano giunto alla trentottesima edizione.

Questa mattina, nella "sala Mandela" del Comune di Matera, si è tenuta la conferenza di presentazione della fase autunnale del festival che si aprirà con l'anteprima, in programma domenica 21 settembre, alle 11.30.

L'evento, intitolato "Racconti per una grande quercia", vedrà il Mike Rubini Wind Ensemble proporre un racconto che concilia musica e natura sotto la grande chioma di un albero monumentale, raggiungibile dalla strada provinciale Timmari-Santa Chiara-Matera.

Si prosegue sabato 11 ottobre all'Auditorium Gervasio con il debutto della produzione originale "Di cosa vive l'uomo? Le canzoni di Kurt Weill e Bertolt Brecht": in scena Peppe Servillo e Costanza Alegiani, la Giovane Orchestra Lucana diretta da Ettore Fioravanti e gli arrangiamenti di Gianluigi Giannatempo.

Nel cartellone sono previsti anche il trio del contrabbassista Marco Bardoscia con "The Future Is a Tree" (venerdì 17 ottobre, Casa Cava), il progetto "Carosello in Jazz" del Pasquale Mega Sestetto (31 ottobre, Cinema Il Piccolo), il groove di "Moon Kin" di Emanuele Triglia (8 novembre, Casa Cava), il duo "A Pino" di Rita Marcotulli e Israel Varela dedicato a Pino Daniele (13 novembre, Casa Cava), la presentazione di "My Family Things" dell'Andrea Andreoli Quartet (21 novembre, Casa Cava), il "Patto Armonico" del batterista Giovanni Scasciamacchia con Dado Moroni, Tommaso Scannapieco e Perico Sambeat (6 dicembre, Casa Cava). La chiusura, in vece, è fissata per venerdì 19 dicembre con il Franco D'Andrea Trio insieme a Gabriele Evangelista e Roberto Gatto.

La stagione autunnale del Musicus Concentus

Le giornate si tingono d’autunno e il Musicus Concentus riparte con il secondo capitolo della sua stagione concertistica Tradizione in Movimento, che a partire dal 25 settembre proporrà più di 20 appuntamenti sparsi fra Firenze e la Toscana.

La collaborazione con l’Opera di Santa Maria del Fiore, giunta al suo quarto anno, si rafforza e porta il Musicus Concentus a proporre, durante l’autunno, quattro appuntamenti a ingresso su prenotazione. Quattro concerti unici, concepiti come eventi speciali, che trovano nella natura il loro filo conduttore: una fonte di ispirazione e riflessione musicale capace di unire bellezza artistica, spiritualità e apertura alla città.

Ne sono un esempio lo spettacolo di Maurizio Carucci (25 settembre) al Museo dell’Opera del Duomo e i due concerti inseriti nel programma della nona edizione di A Jazz Supreme, ossia quelli che vedranno in scena il nuovo progetto di Daniele Di Bonaventura (30 ottobre) e il concerto di Stefano Maurizi (11 dicembre).

Grande attesa poi per l’evento speciale in Cattedrale con Paco Peña, il massimo esponente del flamenco (27 novembre) che presenterà per la prima volta in Italia il suo Requiem per la Terra. Una rappresentazione potente e suggestiva, che unisce musica, canto e danza flamenca per esplorare la drammatica crisi ambientale, con la partecipazione della Cappella Musicale della Cattedrale di Firenze.

In Sala Vanni, sempre per A Jazz Supreme, spicca ELEkTRA, il nuovo progetto di Camilla Battaglia dedicato a personaggi femminili archetipici legati alla mitologia, alla storia antica e alla letteratura (3 ottobre). Da non perdere anche il concerto della “sacerdotessa del jazz psichedelico arabo” Yazz Ahmed, in quartetto per la sua attesissima unica data italiana (11 ottobre), e la serata che celebra i dieci anni di attività del trio ENEMY: intenso e visionario progetto che riunisce il pianista Kit Downes, il bassista Petter Eldh e il batterista James Maddren (17 ottobre).

Monte-Carlo Jazz Festival 2025

L’autunno del 2025 si accenderà, dal 20 al 29 novembre, con la 19ª edizione del Monte-Carlo Jazz Festival.

Un evento per appassionati di jazz ma non solo. La rassegna accoglierà, infatti, nel mitico palcoscenico della Salle Garnier dell’Opéra di Monte Carlo (nella piazza del Casinò) una serie di concerti con “artisti fuori dal comune, figure di spicco o voci emergenti del jazz”. Inoltre le serate del festival saranno accompagnate dai Before (dalle 19,30) e gli After (dopo il concerto) al Café de la Rotonde del Casinò, con accesso libero.

Ad aprire questa rassegna musicale sarà il 20 novembre il concerto dei giovani talenti dell’Académie Rainier III, con ingresso libero (prenotazione consigliata).

Il 21 novembre la Salle Garnier accoglierà il grande trombettista Ibrahim Maalouf  che renderà omaggio alla popolarissima cantante orientale Oum Kalthoum, 50 anni dopo la sua scomparsa. La serata si aprirà con Gabi Hartmann che si esibirà “tracciando un percorso tra jazz, pop, folk e musiche del mondo e coinvolgendo il pubblico con la sua voce vellutata”. 

Il 22 novembre a salire sul palco sarà Stanley Clarke “monumento del basso e del contrabbasso” cui seguirà il gruppo Deluxe, oggetto pop-funk della scena francese.

Il 23 novembre, l’Harlem Gospel Choir porterà a Monte Carlo un’intensa esecuzione del gospel afro-americano.

Il 24 novembre avrà luogo una serata dedicata al cinema: il critico cinematografico e regista francese Thierry Jousse terrà infatti una conferenza, in collaborazione con l’Institut Audiovisuel de Monaco, sui legami tra il jazz e il grande schermo.

Il 26 novembre sul palco salirà il pianista giamaicano Monty Alexander: “una leggenda del jazz e del reggae, influenzata sia dalle forme nordamericane che dai ritmi caraibici” seguito dalla salsa sensuale e romantica di Yuri Buenaventura.

Domeniche in Jazz 2025 – 5 Steps to A Love Supreme

Torna al Palazzo Blu di Pisa l’appuntamento con Domeniche in Jazz, la rassegna domenicale che ogni anno propone un affascinante viaggio nella storia della musica afroamericana. 

Giunta alla sua ottava edizione, la rassegna si è affermata come un punto di riferimento per appassionati e curiosi, capace di unire divulgazione e spettacolo, formazione e intrattenimento.

Il ciclo 2025, dal titolo “5 Steps to A Love Supreme – 1925–1965”, propone cinque lezioni-concerto, ciascuna dedicata a un disco fondamentale del jazz e a un artista simbolo di una rivoluzione stilistica. La guida in questo percorso sarà ancora una volta Francesco Martinelli, storico del jazz, divulgatore e voce autorevole della scena culturale italiana ed europea, che accompagnerà il pubblico con il suo racconto ricco di riferimenti storici, aneddoti e riflessioni.

Ad affiancarlo sul palco, in ogni appuntamento, ensemble creati appositamente per l’occasione, composti da alcuni tra i più importanti musicisti jazz italiani contemporanei, per offrire un’interpretazione dal vivo di quei capolavori che hanno segnato l’evoluzione del linguaggio jazzistico.

Il viaggio attraversa quarant’anni di storia della musica, partendo dal jazz classico di Louis Armstrong per arrivare alla trascendenza spirituale di John Coltrane, passando per le rivoluzioni stilistiche dello swing, del bebop e dell’hard bop.

MutaMenti. Spazi fluidi di un jazz senza frontiere

Dopo il successo dei primi appuntamenti, la Lunigiana si prepara ad accogliere i cinque grandi concerti – e spettacoli – in programma da martedì 17 settembre a domenica 21 settembre per la IX edizione del festival MutaMenti. Spazi fluidi di un jazz senza frontiere.

Il primo sarà mercoledì 17 settembre alle 21,30 al Castello Malaspina di Terrarossa, Licciana Nardi, con due grandi protagonisti della scena jazz italiana: Susanna Stivali e Alessandro Gwis. Insieme presenteranno in duo piano e voce “Piani DiVersi”, un progetto che porta al massimo delle potenzialità le già riconosciute qualità della cantante, autrice, compositrice, Susanna Stivali, e del musicista Alessandro Gwis. 

Il loro incontro, frutto di una collaborazione lunga decenni, sarà un viaggio tra voci e piani diversi attraverso strofe, improvvisazione, interplay ed incursioni elettroniche proposte in modo estemporaneo dai due musicisti. Tra i brani: originali di Stivali, musica brasiliana e folk, poesie, standard jazz riarrangiati e rimaneggiati. 

Il secondo appuntamento sarà giovedì 18 settembre alle 21,30 a Podenzana presso il suggestivo Santuario Madonna della Neve in Gaggio con il trio apprezzatissimo formato da Mauro Avanzini, Edoardo Ferri e Massimiliano Furia – sax contralto, chitarra ed elettronica, batteria e percussioni. Musicisti della scena ligure e non solo, Avanzini, Ferri e Furia, già molto amici, propongono nelle loro performance elementi jazz e di improvvisazione fondati su creatività e interplay. Nel loro repertorio: composizioni originali e grandi standard di Broadway e di compositori americani con spazio a transizioni di improvvisazione libera e sofisticazioni. L’evento sarà anticipato da una degustazione di panigacci alle 19,30 presso il Parco del Gaggio a cura di Pro Loco Podenzana (prenotazioni obbligatorie – 3203306197).

Un evento straordinario ci attenderà venerdì 19 settembre alle 21,30 nello speciale borgo di Bola, Tresana, dove la piazzetta diverrà teatro con lo spettacolo di e con Elisabetta Salvatori “Scalpiccii sotto i platani. La strage di Sant’Anna di Stazzema”. Accompagnata dal violinista Matteo Ceramelli, Salvatori presenta – a ottant’anni dalla Liberazione – il suo già applaudito e intenso lavoro di teatro di narrazione. Elisabetta Salvatori, con la profondità che contraddistingue tutti i suoi lavori, traccia, tra testimonianze e racconti, la storia personale degli abitanti di Stazzema intrecciandola drammaticamente alla storia collettiva. Le parole dello spettacolo diventano così memoria delle persone uccise e delle loro storie di sofferenza, amore, coraggio, lutti. 

Lava Music Fest 2025

Ottaviano (NA) torna a vibrare sotto le note del jazz con la nuova edizione di Lava Music Fest, il festival diretto da Errico Cutolo, co-fondatore di Italian Events Lab, sponsor ufficiale della serata, che trasformerà il territorio vesuviano in un crocevia di musica, formazione e suggestioni culturali.

L’appuntamento è per il 13 e 14 settembre al Palazzo Mediceo di Ottaviano, in via Salita San Michele, ingresso gratuito.

Durante il giorno i Maestri della Valerio Silvestro Academy guideranno le masterclass dedicate a improvvisazione, armonia e canto, creando spazi di apprendimento e confronto diretto con i grandi interpreti.

La sera il palco si accenderà con concerti unici di respiro internazionale.

Sabato 13 settembre alle 21.30, apre l’evento Massimo Tagliata, artista poliedrico che unisce talento compositivo e una sorprendente versatilità esecutiva.

A seguire Shai Maestro, tra i pianisti più apprezzati del Jazz, capace di trasformare ogni nota in un gesto di raffinata originalità.

Domenica 14 settembre la serata si apre con Valerio Silvestro, Loredana Lubrano, Marco Galiero, Tancredi Silvestro e Silvia Aprile in un concerto che punta a connettere Napoli e New York in un mix di sound e culture.

Chiude l’evento la prestigiosa Côte Ouest Big Band diretta da Jean Philippe Vidal, con Marco Fiorenzano pianista d’eccezione che accompagnerà l’orchestra.

Con la Big Band si esibiranno Errico Cutolo & Friends, in un concerto che celebra il meglio del jazz contemporaneo.

Saliranno sul palco con Cutolo: Walter Ricci, cantante di fama internazionale, Veronika Rodriguez, Elena Torella astro nascente del canto italiano, e Sonia Mosca, artista che ha conquistato il pubblico con la vittoria a All Together Now e la finale di X Factor Romania, parte del team artistico di Rosa Benincasa Management tra gli sponsor della serata.

Tra gli eventi collaterali spicca anche ‘appuntamento al Palazzo Mediceo con il percorso ‘Il monumento desiderato’, che intreccerà musica, memoria e valorizzazione del patrimonio culturale, percorso gestito da Alessio Saviano con il suo progetto Vesuvio Adventures.

Nato nel 2021 per celebrare i 100 anni di Charlie Parker, il festival è cresciuto fino a diventare un appuntamento atteso che porta sul Vesuvio grandi protagonisti della scena internazionale.

Lava Music Fest è il risultato dell’incontro creativo tra le visioni di Errico Cutolo, Laura Taglialatela, Aniello Giuliano e di altri grandi artisti, con il sostegno formativo di Valerio Silvestro e Loredana Lubrano, come progetto che unisce radici vesuviane e respiro internazionale per restituire al territorio nuova energia culturale.

Quest’anno il festival offrirà un programma che mette insieme concerti di livello mondiale e momenti di formazione aperti a musicisti di ogni età.

Nel Gioco del Jazz a Bari

L’associazione Aps Nel Gioco del Jazz, presieduta da Donato Romito per la direzione artistica di Pietro Laera, torna in autunno con la rassegna «Soundscapes», cinque prestigiosi «paesaggi sonori» al Teatro Forma di Bari, tutti in programma alle ore 21. 

Dunque, si parte sabato 4 ottobre con Cinzia Tedesco, jazz vocalist e artista che reinterpreta le più celebri arie d’opera di Verdi e Puccini in un inedito e personale mood jazzistico. Con Pino Jodice al pianoforte, Viden Spassov al contrabbasso e Pietro Iodice alla batteria, le arie da tenore e soprano diventano accattivanti ed emotivamente travolgenti tra ritmi latini, atmosfere swing, tempi dispari e avvolgenti ballad.

Si proseguirà venerdì 10 ottobre con lo «Spiritual Trio», uno dei progetti più affascinanti di Fabrizio Bosso in cui il talentuoso trombettista, con l’organista Alberto Marsico e il batterista Alessandro Minetto, rende omaggio alla musica nera, declinata nella sua variante gospel e spiritual, come certifica il disco «Welcome Back» (Warner Music) contenente anche brani non appartenenti alla tradizione, con un repertorio che spazia da «You Are So Beautiful» di Billy Preston a «Theme from Taxi Driver» di Bernard Hermann sino a «The Preacher» di Horace Silver.

È, invece, dedicato a Burt Bacharach, tra i compositori più prolifici e rappresentativi della musica americana, il concerto «Close to You» che la cantante italo-algerina Badrya Razem terrà giovedì 20 novembre con il Fabrya Quintet, formazione della quale condivide la leadership con il batterista Fabio Accardi, autore degli originali arrangiamenti (completano la band, Vitantonio Gasparro al vibrafono, Nunzio Laviero al contrabbasso e Nicolò Petrafesa al pianoforte). Sarà un tuffo nella straordinaria carriera di un autore capace di tenere insieme musica colta e popolare, sofisticate armonie di matrice jazzistica e melodie easy, al quale il Fabrya Quintet rende omaggio riproponendone i brani più rappresentativi, quelli storici ma anche i capolavori più recenti legati alla collaborazione con Elvis Costello.

Una Striscia di terra feconda a Roma

Il festival di jazz e musiche improvvisate Una striscia di terra feconda, nasce nel 1998, nel 2025 giunge alla ventottesima edizione, con la direzione artistica di Paolo Damiani e Armand Meignan.

‘’OSTINATO’’ è il tema proposto agli artisti quest’anno, un atteggiamento di resistenza a prodotti preconfezionati di mercato e tendenze che cercano per lo più facili consensi. 

Il critico musicale Alberto Rodriguez definì Una striscia di terra feconda ‘’un festival dalla parte dei musicisti’’, teso a valorizzare l’originalità e la profondità dell’invenzione artistica. Scegliamo da sempre artisti che non seguano logiche di mercato ma che si concentrino sull’innovazione, la sperimentazione e la ricerca.

Il festival ha contribuito a consolidare le carriere di decine di giovani talenti, oggi tra i più affermati musicisti italiani, basti ricordare Francesco Fratini, Andrea Molinari, Elena Paparusso, Sara Jane Ceccarelli, Francesco Merenda, Michele Fortunato e molti altri. Anche nell’edizione 2025 i nuovi talenti saranno diversi, citiamo almeno Matteo Paggi (Premio Siae 2025) e il sestetto di Alessandra Soro con ospite Mauro Sigura, protagonisti di una residenza progettata insieme al Centro di Produzione INSULAE LAB diretto da Paolo Fresu. Senza dimenticare la Jazz Campus Orchestra, un numeroso gruppo di giovanissimi diretto da Massimo Nunzi.

Cortona Jazz Festival

Dal 22 al 25 ottobre 2025, Cortona, antica città etrusca, ospiterà la 7ª edizione del Cortona Jazz, trasformandosi per quattro giorni nel palcoscenico più vibrante del jazz internazionale. 

Un festival che si è ormai affermato a livello mondiale grazie a un format inconfondibile, capace di intrecciare alta formazione musicale e grandi concerti dal vivo, il tutto nella cornice suggestiva della Toscana. 

Di giorno, il Centro Convegni Sant’Agostino si trasformerà in un vero e proprio laboratorio di idee e musica, accogliendo 25 giovani talenti provenienti da tutta Europa. Guidati da maestri di fama internazionale, i partecipanti vivranno un’esperienza immersiva di crescita artistica, sperimentazione e contaminazione creativa, sviluppando il proprio linguaggio musicale in un contesto stimolante e dinamico. 

Tra i docenti figurano nomi di spicco come il sassofonista e direttore musicale Ohad Talmor, il vibrafonista Joel Ross, il pianista David Bryant, il batterista Eric McPherson, il chitarrista Steve Cardenas e la poliedrica cantante e performer Jen Shyu, ognuno dei quali porterà la propria visione unica e il proprio talento al servizio dell’apprendimento e dell’ispirazione dei giovani musicisti.

Al calare della sera, il sipario del Teatro Signorelli si alzerà per dare vita a due concerti ogni sera, in un alternarsi di grandi stelle del jazz mondiale, giovani promesse e alcuni tra i più brillanti musicisti italiani: Francesco Bigoni (sassofono), Francesco Diodati (chitarra), Francesco Ponticelli (contrabbasso), Enrico Zanisi (pianoforte), Enrico Morello (batteria)

Le Forme del Jazz a Venire a Ravenna

Nasce a Ravenna una nuova manifestazione musicale, Le forme del jazz a venire, organizzata da Jazz Network ETS con il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, dedicato alla valorizzazione degli artisti under 35.

L’iniziativa, che si svolgerà nell’arco di due fine settimana (26-27 settembre e 3-4 ottobre), porterà sotto i riflettori formazioni jazzistiche emergenti che hanno le carte in regola per accedere a uno status professionale elevato.

“Le forme del jazz a venire” accentuerà particolarmente l’elemento giovanile: l’età media degli artisti coinvolti (esecutori e per la maggioranza anche compositori) è infatti di 25 anni.

A rimarcare il ruolo fondamentale dell’elemento anagrafico è anche la location che ospiterà i concerti (tutti a ingresso gratuito): il Cisim di Lido Adriano, col suo valore aggiunto di centro di aggregazione giovanile.

Il trio di Edoardo Ferri, Federico Campanello e Fabrizio Doberti, il progetto “Relevé” di Anaïs Drago, il Not to Mention Trio e Lorenzo Simoni Quartet e dimostreranno come il jazz contemporaneo non segua più una logica di costante progresso lineare (come ai tempi in cui Ornette Coleman registrava il disco The Shape of Jazz to Come, che chiaramente ispira il nome della rassegna) bensì si muova in una pluralità di direzioni, nutrendosi delle più disparate tradizioni musicali, oltre che di quella strettamente jazzistica. Non più “la forma” ma “le forme del jazz a venire”.

Il chitarrista Edoardo Ferri, il contrabbassista Federico Campanello e il batterista Fabrizio Doberti saranno i protagonisti dell’esordio di “Le forme del jazz a venire”, venerdì 26 settembre.

Il materiale originale del trio e le improvvisazioni collettive si integrano con spunti compositivi derivanti dal jazz classico e contemporaneo, dalla musica europea, dal rock.

Reggio in Jazz 2025

Il sipario freme, manca poco: a sera del quattro d’ottobre il cineteatro Odeon lascerà sbocciar la quindicesima edizione di Reggio in Jazz, il festival sognato, modellato e messo a disposizione di chiunque dall’associazione Naima, presieduta da Peppe Tuffo, ch’è pure sassofonista.

Quest’anno, però, c’è una sostanziale novità: “Reggio in Jazz” sarà sorseggiabile, tre serate dislocate fra l’alba d’ottobre e il tramonto novembrino.

Un’idea che consentirà, a quanti vorranno viverli, tutt’e tre spettacoli sempre all’Odeon, di godere e di gustare, poi, pian piano in attesa del nuovo appuntamento, le emozioni che ogni artista susciterà in riva allo Stretto. 

Il quattro d’ottobre sbarcheranno Chico Freeman e Antonio Faraò: saranno a capo d’un quartetto composto da Freeman al sax, Faraò al piano, Tommaso Scannapieco al double bass e Lorenzo Tucci alla batteria.

Sarà una serata italoamericana creata per omaggiar John Coltrane. E se Freeman è considerato uno dei jazzmen contemporanei più importanti, Faraò già nel 2015 partecipava a Parigi all’International Jazz Day, evento mondiale del jazz organizzato dall’Unesco e dalle Nazioni Unite. 

Il nove novembre sarà la volta del Luca Aquino 4et: con Aquino, alla tromba, ci saranno Giovanni Francesca alla chitarra, Marco Bardoscia al basso e contrabbasso e Gianluca Brugnano alla batteria.

Sarà un evento che esalterà ogni sfumatura del suono, assaporato da ogni angolazione e, soprattutto, privo di qualsivoglia artificio. Sabato ventinove novembre, invece, dopo la performance del reggino Fortunato Trefiletti e della chitarra sua, sarà Simona Molinari a concludere quel cammino iniziato in ottobre. 

Insieme a lei, in Kairos Tour, ci saranno Claudio Filippini, pianoforte e tastiera, Egidio Marchitelli, chitarre, Nicola Di Camillo, basso elettrico, Fabio Colella, batteria.

Milano Jazz Vibes

Il 13 e 14 settembre, il Teatro della Basilica di San Lorenzo ospiterà due serate di eccellente jazz nordico. 

Il 13 settembre si esibirà la pianista, cantante e compositrice finlandese Maja Mannila con il suo acclamato trio, accompagnata dall’ospite speciale, il batterista Alessandro Nitti, proponendo un mix vibrante di jazz, soul e R’n’B. 

Il 14 settembre, le icone del jazz estone Villu Veski, Tiit Kalluste e Taavo Remmel presenteranno il loro evocativo progetto Nordic Tango, che fonde l’intensità emotiva del tango con l’atmosfera dei paesaggi nordici.

Il Maja Mannila Trio e Nordic Tango rappresentano due anime complementari del jazz nordico contemporaneo: da un lato l’energia giovanile e l’espressione soul, dall’altro la maturità artistica radicata nel dialogo interculturale. Insieme offrono una ricca introduzione alla diversità e profondità della tradizione jazz nordica.

Maja Mannila è uno dei talenti più promettenti della scena musicale scandinava, nota per la sua musicalità istintiva e le composizioni emotivamente intense. Il suo trio – con il bassista Johannes Granroth e la speciale partecipazione del batterista Alessandro Nitti – offre performance dinamiche e profonde, basate sull’improvvisazione e groove moderni. Con esperienze internazionali e crescente riconoscimento, Mannila porta una voce fresca e autentica al jazz nordico contemporaneo.

Il progetto Nordic Tango di Veski, Kalluste e Remmel propone una fusione unica tra improvvisazione jazz e ritmi di tango, ispirata dal loro percorso artistico in Argentina e dalla collaborazione con Daniel “Pipi” Piazzolla. La loro musica evoca i contrasti della natura nordica – silenzio e tempesta, luce e ombra – fondendoli con il calore del tango, creando un paesaggio sonoro espressivo e senza confini che parla direttamente al cuore.

La XXXI edizione dell’Atelier Musicale a Milano

La XXXI edizione dell’Atelier Musicale, la rassegna di jazz e classica contemporanea organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio, scatterà sabato 20 settembre alla Camera del Lavoro di Milano e presenterà ancora una volta una varietà progettuale di grande interesse, nella quale le proposte non sono in linea con l’abituale programmazione concertistica sia nell’ambito jazzistico sia in quello eurocolto.

Molti dei concerti della nuova stagione, poi, sono in prima esecuzione (assoluta o milanese) ed evidenziano il senso di una filosofia propositiva che intende offrire al pubblico del capoluogo lombardo qualcosa che difficilmente potrebbe ascoltare altrove, in linea con l’idea che le vere operazioni culturali sono quelle che realizzano ciò che manca e non ripetono qualcosa di già esistente. 

Inoltre, la tanto apprezzata quanto rara formula della rassegna, che integra i concerti con dettagliati, ma agili, programmi di sala e brevi guide all’ascolto introduttive, contribuisce non solo all’educazione estetica del pubblico, ma forma una platea attenta, ricettiva e apprezzata enormemente da tutti i musicisti che, nell’arco dei decenni, si sono alternati sul palcoscenico dell’auditorium Di Vittorio. Anche l’orario pomeridiano delle 17.30 si è rivelato, nella sua applicazione più che trentennale, un modo di promuovere i concerti presso un pubblico non abituato alla frequentazione serale dei teatri e degli auditorium, svolgendo un ruolo socialmente utile e, generalmente, poco praticato.

Il programma della XXXI edizione si configura con la consueta e ampia articolazione progettuale, con performance che intrecciano il mondo jazzistico e quello eurocolto, come nel nel caso di Oscar Del Barba e Tino Tracanna, mentre altre evidenziano una concezione jazzistica prettamente europea, come l’apertura, sabato 20 settembre, con Claudio Fasoli, oppure presentano originali mix di mondi musicali, ben evidenti nei concerti di Mauro Ottolini e Giovanni Falzone, portatori di incroci con il rap, il funky e le musiche provenienti da vasti universi sonori. 

Non mancano poi i consueti e importanti omaggi, a partire da quello per il compianto Emilio Soana, scomparso lo scorso gennaio, che intorno a Enrico Intra riunisce grandi musicisti che hanno tante volte suonato con lui; quello a Miles Davis da parte di Marco Mariani, tra i primi a ricordare il centenario della nascita del grande artista africano americano, e, infine, il trombone summit, tributo a due trombonisti del valore di Jay Jay Johnson e dell’italiano Marcello Rosa.

Jazz River - V edizione

Un fiume che attraversa i luoghi e le comunità, creando connessioni, emozioni e dialoghi attraverso la musica: è questo il cuore della quinta edizione di Jazz River, il festival organizzato da Circolo Controtempo con il Comune di Polcenigo che quest’anno si apre alla città di Sacile in un’estensione ideale del suo spirito, all’insegna di nuovi incontri e nuove prospettive. 

Otto appuntamenti, dall’11 al 20 settembre, che renderanno vivi i borghi e i paesaggi di due territori uniti in un’unica geografia culturale, con un programma scandito da narrazioni parallele, fra concerti, spettacoli teatrali, incontri con studiosi e laboratori partecipativi, per un mosaico che va oltre i generi e le discipline.

Ad aprire il cartellone, giovedì 11 settembre a Palazzo Ragazzoni di Sacile (ore 20.30, ingresso libero), “Armonie in codice”: un dialogo dal vivo fra il pianoforte di Gianni Della Libera e le creazioni grafiche e pittoriche di Alberto Della Libera. Le note di Jarrett, Bach, Ligeti, Bartók e Schönberg incontrano il gesto pittorico, dando vita a una tessitura dinamica fra suono e immagine. Venerdì 12 settembre (ore 21), nel Teatro di Polcenigo spazio al nuovo progetto di Glauco Venier, il pianista e compositore friulano da anni protagonista della scena jazz, non solo italiana, con il suo Quartetto nuovo. Insieme a musicisti del calibro di Mirko Cisilino, Alessio Zoratto e Marco D’Orlando condurrà il pubblico in un viaggio inedito fra composizioni originali, ritmi e melodie che si muovono fra tradizione jazz e linguaggi contemporanei.

Sabato 13 settembre (ore 21), lo stesso teatro ospiterà due protagonisti assoluti del jazz italiano, Fabrizio Bosso e Bebo Ferra, con un dialogo serrato fra tromba e chitarra, fatto di brani originali, standard e atmosfere brasiliane, nel segno dell’interazione e della creatività condivisa. Domenica 14 settembre a Sacile doppio appuntamento: alle 10.15 la visita guidata alla magnifica Tenuta Vistorta di Sacile sarà il preludio di “Frattaglie Itagliane. Le animelle di Stefano Benni”, spettacolo teatral-musicale diretto e interpretato da Sonia Barbadoro e Lorenzo Acquaviva, con le musiche originali del trio jazz Lune Troublante, composto dai noti musicisti friulani Matteo Sgobino, Didier Ortolan e Alessandro Turchet (ore 11). Un omaggio al genio ironico e dissacrante di Benni, seguito da una degustazione dei vini della cantina. 

Stezzano sotto le stelle 2025

Anche quest'anno tornano le serate di "Stezzano sotto le stelle del Jazz", una rassegna che è diventata ormai un appuntamento fisso per chi ama la buona musica nella provincia bergamasca.

La formula è semplice ma efficace: tre serate, tre proposte musicali diverse, tutte accomunate dalla qualità e dalla passione per il jazz. Il tutto in un contesto che sa di comunità, di vicinanza, dove il pubblico non è semplice spettatore ma diventa parte integrante di un'esperienza condivisa.

Si inizia sabato 6 settembre al Cascinetto di via Mascagni con il Joe Magnarelli Set, una formazione internazionale che promette di far viaggiare il pubblico attraverso i suoni del jazz più autentico. Joe Magnarelli alla tromba guiderà un quintetto di musicisti di alta levatura: Luca Cortobbesi al sax tenore, J.J. Fraser al pianoforte, Giuliano Dolloppo al contrabbasso e Michele Cerain alla batteria. È il tipo di formazione che sa come far vibrare le corde dell'anima, quella che unisce tecnica sopraffina e capacità comunicativa in un equilibrio perfetto.

Venerdì 12 settembre, sempre al Cascinetto, sarà la volta di un progetto particolare: "Viaggio nel jazz tra musica e parola" con Roberto Manzolini al sax, Elia Porfido alla chitarra e Matteo Vertua alla tromba. Non è un caso che Vertua, oltre ad essere uno dei protagonisti di questa serata, sia anche il direttore artistico della rassegna. La sua visione musicale, maturata negli anni, sa come creare ponti tra tradizione e innovazione, tra il jazz che fu e quello che sarà. Il dialogo tra musica e parola è uno dei territori più affascinanti dell'espressione artistica, dove il suono si fa racconto e la melodia diventa narrazione.

La chiusura è affidata a un evento speciale: domenica 28 settembre, la Civica Jazz Orchestra insieme a Paolo Tomelleri renderà omaggio a uno dei giganti del jazz, Count Basie. L'appuntamento si sposta all'Auditorium delle Scuole Medie di via Volta, una location che permetterà di accogliere la dimensione orchestrale del progetto. Count Basie non è solo un nome nella storia del jazz, è un'idea di swing, una concezione del ritmo che ha influenzato generazioni di musicisti. Sentire la sua musica rivivere attraverso l'interpretazione di una big band è sempre un'emozione intensa, che ci ricorda come il jazz sia una lingua universale capace di parlare a tutte le generazioni.

Gezmataz torna con 3 concerti-spettacolo a Palazzo Ducale

Dopo i concerti di luglio alla Piazza delle Feste del Porto Antico, la 22ª edizione di Gezmataz, storica e principale rassegna jazz genovese, prosegue alla Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale dal 12 al 14 settembre con tre appuntamenti che incarnano pienamente il tema Rawabet – termine che significa “connessioni” in lingua araba –, filo conduttore scelto quest’anno, attraverso spettacoli multidisciplinari in cui musica, arti visive, danza e narrazione si intrecciano in un dialogo creativo.

Venerdì 12 settembre si inizia con “Biomimesi”, spettacolo inedito firmato dalla danzatrice Camilla Cicciotti insieme alla tastierista Valeria Pittaluga e al chitarrista Giovanni Pittaluga. La biomimesi consiste nell’osservazione e nell’imitazione dei processi e delle forme presenti in natura per sviluppare soluzioni innovative in diversi ambiti, dall’arte alla tecnologia. In questa performance, la biomimesi diventa dunque metafora dell’esplorazione creativa: così come la natura ispira nuove prospettive, gli strumenti musicali saranno riscoperti e utilizzati in modi non convenzionali, rivelando potenzialità inaspettate e nuove forme di interazione con il movimento della danza.

Sabato 13 settembre è la volta di “Anime Sognanti”, un viaggio tra pittura e suono che vedrà Alberto Valgimigli – artista e illustratore bolognese, attivo tra pittura, scenografia e illustrazione editoriale, con esposizioni in Italia e all’estero – creare un’opera dal vivo, in stretta connessione con le musiche di Tommaso Rolando, polistrumentista e compositore genovese, già contrabbassista per progetti internazionali e ricercatore sonoro capace di spaziare tra jazz, folk e sperimentazione. La loro interazione dà vita a un dialogo tra gesto pittorico e paesaggio sonoro, in cui ogni pennellata risponderà a una vibrazione musicale e viceversa.

A Ruvo di Puglia 3 giorni di concerti diretti da Pino Minafra

Ruvo di Puglia torna ad accendersi di suoni, voci e visioni, dal 9 all’11 settembre, grazie alla serie di concerti “Uscimmo a riveder le stelle”, ideati e diretti da Pino Minafra. 

Appuntamenti intensi, concepiti come gesto artistico e personale allo stesso tempo, che vedrà il celebre trombettista pugliese protagonista nella sua città natale con un programma pensato per emozionare, coinvolgere e far riflettere.

Il titolo dei concerti prende in prestito i celebri versi danteschi, ma è il pensiero di Antonio Gramsci, tratto dalle sue Lettere dal carcere, a illuminare il senso più profondo di questa iniziativa: un invito a ricominciare anche quando tutto sembra perduto, a contare sulle proprie forze, a riprendere il cammino con coraggio e coerenza. È da qui che parte Minafra, il quale ha voluto trasformare il dolore privato – la recente scomparsa della moglie, la clavicembalista Margherita Porfido – in un’occasione di rinascita collettiva, attraverso l’arte e la bellezza.

Villa Fenicia, luogo incantato alle porte del centro abitato, farà da cornice alle tre serate. Si comincia il 9 settembre con l’apertura al pubblico delle prove del progetto “Pino Minafra & La Banda”, un ensemble storico che da oltre trent’anni porta la musica italiana in tutta Europa. Dalla Germania alla Francia, dall’Austria alla Gran Bretagna, la banda ha attraversato festival e palcoscenici prestigiosi, affermandosi come una delle realtà più originali e riconosciute della scena contemporanea.

Il giorno successivo, il 10 settembre, la serata si aprirà con un confronto generazionale ad alta intensità: il giovane sassofonista Vincenzo Di Gioia, finalista al Premio Internazionale Massimo Urbani, dialogherà musicalmente con la batteria irriverente e sperimentale di Vincenzo Mazzone, docente al Conservatorio di Monopoli. Un incontro inedito, intitolato Fuochi, in cui l’imprevedibilità sarà la vera protagonista. 

San Teodoro Jazz 2005

Nel cuore della Gallura, tra spiagge caraibiche e piazze che raccontano storie, San Teodoro Jazz celebra la sua decima edizione. 

Dal 1 al 6 settembre, diventa un palcoscenico diffuso: un laboratorio sonoro che attraversa spiagge, vie del paese, locali e luoghi simbolo, offrendo al pubblico una mappa di jazz internazionale e locale sempre più intrecciata al tessuto culturale dell’isola.

A guidare il progetto, ora giunto a una tappa storica, è Matteo Pastorino, clarinettista e direttore artistico che ha trasformato un’idea ambiziosa in una realtà vivace e partecipativa. Dieci anni di musica, incontri, emozioni e memoria dispiegano un festival che non teme il rischio creativo né l’urgenza di far dialogare tradizione e innovazione.

Il programma, ricchissimo, conferma l’identità incarnata del festival: apertura e ricerca, valorizzazione del territorio e attenzione continua alla comunità. 

Sul palco saliranno nomi di fama internazionale come Kurt Rosenwinkel, Dayna Stephens e Paloma Pradal, accanto a figure italiane e sarde di calibro come Matteo Pastorino, Federico Milone, Emanuele Filippi e Carol Mello. Ma la vera cifra distintiva resta lo spazio dedicato ai giovani talenti: il debutto dello STJ Contest offrirà a musicisti emergenti una vetrina dal vivo, ancorata a una possibilità concreta di registrazione professionale e a future collocazioni nelle prossime edizioni.