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Maurizio Grondona Group - Blue

Il panorama musicale italiano del soul-jazz si arricchisce di una nuova perla con l'uscita di BLUE, il nuovo album del Maurizio Grondona Group. Questa raccolta di 6 brani dalla durata complessiva di 30 minuti rappresenta l'ultima evoluzione artistica di uno dei progetti musicali più raffinati e originali della scena pugliese contemporanea.

Il Maurizio Grondona Group si muove, sin dai suoi esordi, nell'area musicale del raffinato linguaggio soul jazz attraverso sonorità arricchite e personalizzate dalla spiccata sensibilità artistica del poliedrico cantante, chitarrista e compositore barese Maurizio Grondona. 

L'artista pugliese ha saputo costruire negli anni un sound distintivo che coniuga con originalità e affabile naturalezza la lezione del jazz (Wes Montgomery, Pat Metheny) e le suggestioni del soul (Al Jarreau).

BLUE si inserisce perfettamente in questa tradizione artistica, confermando la capacità del gruppo di esplorare territori sonori sofisticati senza mai perdere quella naturalezza espressiva che ha sempre caratterizzato il progetto. Il titolo stesso dell'album evoca immediatamente l'universo blues e jazz, suggerendo un viaggio attraverso le sfumature emotive più profonde di questi generi musicali.

La scelta di concentrare l'esperienza musicale in soli 6 brani dalla durata di 30 minuti complessivi non è casuale: BLUE si presenta come un lavoro essenziale, dove ogni composizione ha il peso specifico necessario per contribuire a un discorso artistico coerente e coinvolgente. Questa compattezza formale riflette la maturità artistica di Grondona, che privilegia la qualità alla quantità, la profondità espressiva all'esibizionismo tecnico.

Roberto Magris - Lovely Day(s)

Roberto Magris - Lovely Day(s)
Il 1° settembre 2025, JMood Records ha pubblicato "Lovely Day(s)", il nuovo album del pianista e compositore italiano Roberto Magris, confermando ancora una volta la sua posizione di rilievo nel panorama del jazz internazionale. 

Dopo una carriera che lo ha visto protagonista sia in Europa che negli Stati Uniti, Magris torna con un progetto che sintetizza perfettamente la sua maturità artistica e la sua capacità di rinnovare il linguaggio jazzistico contemporaneo.

Roberto Magris è un musicista che ha saputo costruire una carriera davvero internazionale, muovendosi con disinvoltura tra Europa e America. La sua discografia precedente parla da sola: i suoi CD "Live in Miami", "Shuffling Ivories", "Match Point" e "Duo & Trio" sono stati votati da diversi critici americani tra i migliori album jazz rispettivamente del 2018, 2020, 2021 e 2022. Un riconoscimento ancora più prestigioso è arrivato nel 2019, quando il suo CD "Suite!" è passato il primo round di selezione per la nomination ai Grammy Award nella categoria Jazz.

In Europa, Magris ha diretto progetti di grande respiro come l'Europlane Orchestra (un'iniziativa jazz centro-europea sponsorizzata da INCE-Central European Initiative), il suo quartetto italiano, il Gruppo Jazz Marca, e l'Alfabeats Nu Jazz band. Nel periodo 2016-2020 è stato attivo con il MUH Trio (Magris-Uhlir-Helesic Trio), realizzando oltre cento concerti e registrando due album.

Il titolo "Lovely Day(s)" racchiude in sé una filosofia musicale e di vita che caratterizza tutto il lavoro di Magris. La parentesi attorno alla "s" suggerisce tanto il singolare quanto il plurale, come se ogni giorno potesse essere bello in sé, ma anche come parte di una serie di momenti preziosi che la musica sa catturare e trasformare in arte.

Questo approccio ottimistico alla vita e alla musica è tipico dello stile compositivo di Magris, che ha sempre saputo coniugare tecnica raffinata con un'emotività diretta e coinvolgente. Il jazz, nelle mani di questo artista triestino, diventa un linguaggio universale capace di attraversare culture e generazioni.

Michele Francesconi - Seasons

Michele Francesconi - Seasons
Non è comune (o forse non è mai accaduto), almeno nel jazz, che un pianista commissioni composizioni che poi interpreterà personalmente ai suoi colleghi, che in questo caso sono anche amici. 

Questo è accaduto alcuni anni fa quando Michele Francesconi (Faenza, 1975) ha chiesto a Marco Ponchiroli, Stefano Travaglini e Luca Dell'Anna – tutti, come lui, rinomati pianisti jazz italiani – di scrivere tre suite ispirate al ciclo delle stagioni.

Il progetto "Seasons" rappresenta un esperimento artistico audace e innovativo nel panorama del jazz contemporaneo. Francesconi ha dimostrato una maturità artistica straordinaria nel concepire un'opera che unisce la creatività di quattro diverse sensibilità pianistiche sotto un tema universale e poetico come quello delle stagioni.

L'originalità dell'iniziativa risiede non solo nella commissione stessa, ma anche nella capacità di Francesconi di amalgamare tre approcci compositivi diversi attraverso il suo stile pianistico maturo e personale, adattandoli alla sua sensibilità unica.

Nella poetica di Ponchiroli emerge un carattere pre-romantico che ricorda Mendelssohn nella linearità di certe melodie. I suoi cinque brani non hanno titoli ma solo indicazioni di tempo, come accade solitamente nella musica classica. Questa scelta stilistica conferisce alle composizioni un'eleganza formale che si sposa perfettamente con l'approccio colto e raffinato del progetto.

Nella musica composta da Travaglini predominano i colori scuri e il linguaggio armonico è più complesso. Questa dimensione più introspettiva e sofisticata aggiunge profondità emotiva all'intero ciclo, creando contrasti dinamici che arricchiscono l'esperienza d'ascolto.

La terza suite in ordine di ascolto, composta da Dell'Anna, si sviluppa in diverse aree che riconducono idealmente ai quattro elementi primari: fuoco, aria, acqua e terra. Questa dimensione elementale conferisce al progetto una connessione profonda con le forze naturali che governano il ciclo delle stagioni.

Andrea Molinari - Awakening | Il Tutto nel Nulla

E' appena uscito "Awakening | Il tutto nel nulla", il nuovo album del chitarrista marchigiano Andrea Molinari per l'etichetta Ropeadope Records. 

Un titolo che racchiude in sé una profonda riflessione filosofica, traducendo in musica il concetto del risveglio come momento di transizione tra il vuoto e il pieno, tra il silenzio e il suono.

Nato a Jesi nel 1986, Andrea Molinari rappresenta una delle voci più interessanti e originali della sua generazione nel panorama chitarristico italiano. La sua formazione accademica è di altissimo livello: diplomatosi con lode all'Università della Musica di Roma e successivamente al Conservatorio "Santa Cecilia", ha perfezionato i suoi studi presso il Conservatorio Royal de Bruxelles.

Nel marzo 2024 ha raggiunto un importante traguardo professionale, vincendo il primo concorso di chitarra jazz in Italia per esami e titoli e ottenendo il ruolo presso il Conservatorio di Musica "Gaetano Braga" di Teramo, dopo quattro anni di insegnamento presso il Conservatorio "Tito Schipa" di Lecce.

"Awakening | Il tutto nel nulla" rappresenta il secondo lavoro per l'etichetta Ropeadope Records e vede la partecipazione dell'altosassofonista olandese Ben van Gelder, musicista di fama internazionale che arricchisce le composizioni di Molinari con il suo sound raffinato e la sua esperienza nella scena jazz europea.

L'album si compone di nove brani che raccontano un percorso narrativo ed emotivo. Particolarmente significativa è la presenza di "Midnight Song (for Giacomo)", un brano che secondo le fonti locali rappresenta un omaggio a Giacomo Uncini, artista legato al territorio marchigiano. Questo elemento conferma la capacità di Molinari di coniugare la dimensione internazionale della sua musica con le radici territoriali e gli affetti personali.

Gianni Coscia & Alessandro D'Alessandro - 93-39/39-93

Il maestro Gianni Coscia, leggenda vivente della fisarmonica jazz italiana, torna alla ribalta discografica con un progetto dal titolo enigmatico quanto affascinante: "93-39/39-93". 

L'album è uscito lo scorso settembre 2024 per Encore Music, con l'Associazione Empoli Jazz nel ruolo di coproduttore, rappresentando un nuovo e intrigante capitolo nella straordinaria carriera di uno dei musicisti più innovativi del panorama jazz europeo.

Il titolo "93-39/39-93" presenta una struttura numerica palindromica che lascia spazio a molteplici interpretazioni. Potrebbe riferirsi a date significative, coordinate geografiche, o rappresentare un codice simbolico legato alla composizione musicale o alla vita dell'artista. 

Questa scelta stilistica riflette l'approccio intellettuale e raffinato di Coscia, sempre attento a creare opere che stimolino non solo l'ascolto ma anche la riflessione.

La produzione dell'album ha visto una collaborazione significativa tra diverse realtà del panorama musicale italiano. L'Associazione Empoli Jazz ha assunto il ruolo di coproduttore dell'intero progetto, dimostrando l'interesse delle istituzioni culturali locali nel sostenere progetti di alto profilo artistico come quello di Gianni Coscia.

La registrazione è stata curata da Jacopo Pesci, già collaboratore di artisti come Krishna Biswas, garantendo una qualità tecnica all'altezza dell'importanza artistica del progetto. La scelta del team tecnico riflette l'attenzione per i dettagli che caratterizza ogni aspetto della produzione.

La fisarmonica di Gianni Coscia e l'organetto di Alessandro D'Alessandro condividono la stessa famiglia organologica ma esprimono universi sonori diversi e complementari. Mentre Coscia ha trasformato la fisarmonica in un sofisticato veicolo espressivo per il jazz contemporaneo, D'Alessandro ha portato l'organetto verso territori di sperimentazione elettronica e contaminazione stilistica.

Emanuele Primavera - Around The Fiery Future

Emanuele Primavera, batterista e compositore siciliano,  ha pubblicato il suo nuovo album "Around The Fiery Future" per l'etichetta Jam/UnJam con distribuzione Universal Music Italia. 

Un progetto che conferma la maturità artistica di uno dei talenti più interessanti della scena jazz italiana contemporanea.

"Around The Fiery Future" presenta otto nuove composizioni a firma del leader registrate con il consolidato quintetto composto da Alessandro Presti alla tromba, Nicola Caminiti al sax alto, Alessandro Lanzoni al piano e fender e Carmelo Venuto al contrabbasso. Si tratta dello stesso ensemble che aveva registrato il precedente "Above the Below", cinque musicisti legati da solida amicizia e intesa artistica.

La formazione rappresenta un perfetto equilibrio geografico del jazz italiano: i messinesi Nicola Caminiti al sax alto e Alessandro Presti alla tromba, il catanese Carmelo Venuto al contrabbasso e il pianista fiorentino Alessandro Lanzoni, tutti coordinati dalla batteria e dalle composizioni di Primavera.

Nato a Enna il 10 ottobre 1980, Emanuele Primavera ha coltivato fin da piccolo la passione per la musica, inizialmente con gli studi classici di pianoforte e poi, a sedici anni, realizzando il suo vero sogno artistico e professionale: lo studio della batteria e l'amore per il jazz.

Il percorso formativo di Primavera si è sviluppato attraverso un approccio non convenzionale al jazz. Come ha dichiarato in un'intervista: "Non ho subito iniziato con il jazz, anzi ci sono arrivato molto dopo ed in realtà nemmeno seguendo lo studio della cosiddetta tradizione jazzistica. È stato un percorso lento che mi ha portato inizialmente verso l'ambiente più improvvisativo e creativo del jazz siciliano".

"Around The Fiery Future" contiene 8 brani per una durata complessiva di 37 minuti, un formato che permette un ascolto concentrato e coinvolgente. L'album è disponibile sia in formato fisico (CD e vinile) che digitale, pubblicato dalla Universal Music Italia e disponibile in qualità FLAC a 24bit-48kHz per gli audiofili.

Le composizioni sono tutte originali del batterista ennese e rappresentano l'evoluzione del suo linguaggio compositivo, mantenendo le radici nel jazz contemporaneo ma esplorando sonorità che guardano al futuro, come suggerisce lo stesso titolo dell'album.

Luca Gusella - Portraits

"Portraits" del Luca Gusella Trio, è un album che rappresenta molto più di una semplice collezione di brani. 

È un caleidoscopio di influenze, un viaggio attraverso l'evoluzione del linguaggio jazzistico contemporaneo, dove ogni traccia diventa il ritratto sonoro di un'emozione, di un ricordo, di un momento cristallizzato nel tempo.

Luca Gusella, milanese classe 1962 e diplomatosi al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano nel 1986, è unanimemente considerato dalla critica nel novero dei migliori musicisti jazz italiani. 

La sua storia artistica è quella di un esploratore sonoro che ha saputo attraversare confini stilistici apparentemente invalicabili, collaborando con giganti della musica come Ray Charles, Barry White, Giorgio Gaslini e Franco Battiato.

Ma "Portraits" rappresenta qualcosa di diverso nella sua carriera: qui Gusella non è più il sideman di lusso, il percussionista ricercato dalle grandi orchestre. È il leader di un trio che ha trovato la sua voce distintiva, il narratore di storie che si dipanano attraverso marimba, vibrafono e timpani con una naturalezza che sconfina nell'incantesimo.

Il trio si completa con Andrea Grossi al contrabbasso e Alessandro Rossi alla batteria, due musicisti che non si limitano a fornire una sezione ritmica di supporto, ma diventano co-protagonisti di un dialogo musicale di rara intensità. L'arte dell'improvvisazione è "diventata un caleidoscopio di influenze" le più differenti, e questo album ne è la perfetta dimostrazione.

La chimica tra i tre musicisti è palpabile fin dalle prime battute. Non c'è mai la sensazione di un leader che detta i tempi a dei gregari, ma piuttosto di tre voci che si intrecciano, si rispondono, si completano in un continuum musicale che fluisce con organicità sorprendente.

Federico Bonifazi - Black Bird

Prodotto da Dodicilune, distribuito in Italia e all’estero da IRD e nei principali store online da BELIEVE DIGITAL, mercoledì 10 settembre 2025 esce “Black Bird“, il nuovo CD del pianista e compositore ternano di adozione torinese Federico Bonifazi. 

Un progetto di piano solo ispirato ai grandi maestri del jazz come Jarrett, Evans, Mehldau dove brani originali convivono accanto a brani noti della tradizione jazz, classica o anche bossa nova nella direzione della ricerca di un suono comune ed omogeneo.

Considerato uno dei nuovi talenti della scena musicale italiana degli ultimi anni, Federico Bonifazi ha all’attivo diverse esperienze e tour che lo hanno portato a suonare in Europa e negli Stati Uniti con grandi nomi del panorama jazz nazionale ed internazionale tra cui Philip Harper, John Webber, Jimmy Cobb, Billy Kaye, Joel Frahm, Eric Alexander, Peter Giron, Paul Jeffrey, Antoine Banville, Emanuele Cisi, Aldo Zunino, Furio di Castri e molti altri ancora. 

La musica di Bonifazi racchiude in sé il giusto mix tra tradizione jazzistica internazionale e creatività armonica di stampo moderno; la sua facilità compositiva gli permette il giusto equilibrio tra melodie cantabili e una fervida creatività armonica di stile moderno, a volte anche complessa. 

Dino Betti van der Noot - Brahm Dreams Still

Nel panorama del jazz orchestrale contemporaneo, pochi nomi possiedono la statura artistica e la costanza creativa di Dino Betti van der Noot. 

Compositore e direttore d'orchestra nato a Rapallo nel 1936, pubblica ora il suo diciassettesimo album, "Brahm Dreams Still", per l'etichetta Audissea, confermandosi ancora una volta uno dei più raffinati architetti sonori del jazz italiano.

È una compagine pressoché fissa l'orchestra di ventidue elementi che da anni presta suono, corpo, concretezza angelica alle "directions in music" di Dino Betti van der Noot. 

Questo ensemble, che rappresenta l'unico elemento stabile in una musica altrimenti caratterizzata da continuo movimento e flusso, costituisce il cuore pulsante della visione artistica del compositore ligure.

La stabilità della formazione permette a Betti van der Noot di sviluppare un linguaggio orchestrale sempre più sofisticato e personale. I suoi musicisti, gli stessi che lo accompagnano da anni e con cui c'è un rapporto ormai quasi simbiotico, sembrano tessere una tela leggera, quasi eterea, che al momento giusto arricchiscono con una fantasia, un ricamo.

Il maestro dimostra una comprensione profonda delle potenzialità individuali dei suoi musicisti. Dino Betti van der Noot sa come utilizzare i solisti e ne rivendica l'importanza all'interno del suo stile di scrittura, non tanto nel senso di indirizzarne a priori l'apporto ("Non sono interessato a che i solisti improvvisino sul tema", riportano le note di copertina curate dal critico Thomas Conrad), ma piuttosto con l'idea di utilizzare in un punto specifico le qualità strumentali dell'uno o dell'altro.

Miles Davis, ma anche Ellington (ma anche Gil Evans, Stan Kenton, George Russell, Carla Bley) rappresentano i riferimenti stilistici che hanno influenzato la formazione artistica di Betti van der Noot. L'espressione "directions in music" utilizzata per descrivere il suo approccio rimanda direttamente alla lezione davisiana, suggerendo un jazz in costante evoluzione e ricerca.

Paolo Angeli - Lema

Il quattordicesimo album da solista di Paolo Angeli si intitola "Lema" - termine che in spagnolo significa "motto" o "slogan" - ed è uscito il 9 maggio 2025 per AnMa Productions. 

Il titolo allude alla sintesi espressiva che il suono del chitarrista sardo insegue da sempre, sovrapponendo essenzialità strumentale e respiro orchestrale in una folla di visioni e reminiscenze.

In questo lavoro, Angeli esplora temi di transizione e rinascita, identità e appartenenza, perdita e il potere curativo della natura. "Lema" racconta la mutazione necessaria che si vive in quello spazio inesplorato, in cui si compie il passaggio tra la dimensione dei vivi e la transizione verso il mondo dei defunti.

Il disco si presenta come un lavoro più raccolto rispetto alle precedenti produzioni dell'artista. "Lema" è un disco che stringe il campo senza chiudersi: un lavoro più raccolto, che si concentra su un linguaggio intimo, quasi privato, pur senza rinunciare alle connessioni e ai rimandi.

L'album è stato registrato a Sitges, in Spagna, nel Silo Studio di Dave Bianchi, confermando ancora una volta l'attitudine di Angeli a creare ponti geografici e culturali attraverso la sua musica. La scelta della Spagna non è casuale: si inserisce in quel continuum mediterraneo che da sempre nutre la ricerca artistica del musicista sardo.

Paolo Angeli ha sviluppato negli anni un approccio strumentale assolutamente personale, trasformando la chitarra in un universo sonoro complesso e stratificato. Nel suo suono si manifestano tradizioni ataviche e istanze contemporanee, culture e controculture (musicali e non solo), il respiro della terra natale e le suggestioni esotiche che hanno attraversato il mare nei secoli.

Bruno Biriaco Saxes Machine - Nouami 50th

L’Album dal titolo Nouami della formazione orchestrale Saxes Machine diretta dal batterissta Bruno Biriaco viene inciso nei giorni 11 e 12 gennaio del 1978 presso gli Studi Emmequattro di Roma e pubblicato dall’etichetta Edipan del Maestro Bruno Nicolai. 

L’organico orchestrale Saxes Machine includeva la sezione fiati dell’ Orchestra Radiofonica della Rai formata da Giuseppe Carrieri, Gianni Oddi, Salvatore Genovese, Carlo Metallo, Baldo Maestri, con l’aggiunta del pianista Franco D’Andrea e il contrabbassista Giovanni Tommaso.
(Contributo estratto dal libro “L’Italia del Jazz” di Adriano Mazzoletti)

Il master originale del disco Nouami (vinile L.P pubblicato nel 1978) è stato gentilmente messo a disposizione da Giulia Nicolai, figlia del grande Maestro Bruno Nicolai, attuale direttrice della Edipan e licenziato all’etichetta romana AlfaMusic di Alessandro Guardia e Fabrizio Salvatore che hanno realizzato presso gli omonimi studi un nuovo restauro e prodotto le registrazioni delle due “Bonus” tracks “Hello” e “Sweet Cookies” con l’attuale formazione dei Saxes Machine: Gianni Oddi (1st alto/soprano), Filiberto Palermini (2nd alto), Gianni Savelli (1st tenor), Massimiliano Filosi (2nd tenor), Marco Guidolotti (baritone), Ettore Carucci (el. piano), Massimo Moriconi (el. bass), Bruno Biriaco (drums).

Rhapsódija Trio - Di Visioni Musicali

Il Rhapsódija Trio presenta "Di Visioni Musicali", un nuovo progetto discografico che conferma la straordinaria capacità del gruppo di creare ponti musicali tra culture diverse. 

Questo affascinante mosaico musicale tra Est Europa, klezmer, rock e jazz rappresenta l'evoluzione naturale di un ensemble che da oltre tre decenni esplora le connessioni profonde tra tradizioni musicali apparentemente distanti.

Il trio è composto da tre musicisti di straordinaria versatilità: Luigi Maione alla chitarra e voce, Nadio Marenco alla fisarmonica, e Adalberto Ferrari a clarinetti, sassofoni e fiati etnici. 

Questa formazione rappresenta l'attuale configurazione di un gruppo che ha subito alcune modifiche nel corso degli anni, mantenendo però sempre salda la propria identità artistica.

Il progetto nacque nel 1993 a Milano, inizialmente con una formazione leggermente diversa che includeva Maurizio Dehò, la cui formazione musicale include studi presso la scuola gitana per violino di Budapest, testimoniando fin dalle origini il legame profondo del gruppo con le tradizioni musicali dell'Europa orientale.

"Di Visioni Musicali" propone "un viaggio sonoro affascinante che attraversa culture, stili e tradizioni. Perché la musica è uno straordinario strumento di connessione tra mondi diversi". Il progetto rappresenta un'evoluzione artistica significativa per il trio, che da sempre si distingue per la capacità di fondere elementi musicali provenienti da diverse tradizioni.

Andrea Zacchia - Anemoia

Il chitarrista romano Andrea Zacchia torna con il suo secondo album, "Anemoia", pubblicato da Filibusta Records, confermandosi come una delle voci più interessanti del jazz contemporaneo italiano. 

Un disco che si presenta come una cartografia sonora della nostalgia, dove le composizioni diventano ponti tra memoria e immaginazione.

Il titolo stesso dell'album rivela l'intenzione artistica di Zacchia: "Anemoia" è infatti il termine che descrive quella particolare forma di nostalgia per un tempo mai vissuto, per ricordi che appartengono più al sogno che alla realtà. 

Come nel precedente lavoro "HBPM", Zacchia si affida alla formula del Hammond trio, una formazione che ha radici profonde nel jazz e che qui trova nuova linfa creativa. Ad accompagnarlo sono: Pietro Caroleo all'organo Hammond, che sostituisce Angelo Cultreri del precedente album; Maurizio De Angelis alla batteria, confermato anche da questa seconda esperienza

Andrea Zacchia costruisce il suo sound attingendo da diverse fonti del jazz: l'influenza di Wes Montgomery si percepisce chiaramente, così come quella di Pat Martino, due giganti della chitarra jazz che hanno lasciato un'impronta indelebile sul suo stile. Tuttavia, Zacchia non si limita alla citazione o all'omaggio: il suo approccio fonde be-bop, hard bop e jazz-soul in una sintesi personale e riconoscibile.

La produzione di Filibusta Records garantisce una qualità sonora che valorizza ogni dettaglio dell'esecuzione, permettendo di apprezzare sia i virtuosismi individuali che l'interplay del trio. L'album presenta 8 brani per una durata complessiva di 48 minuti, un equilibrio perfetto che mantiene alta l'attenzione dall'inizio alla fine.

Francesco Desiato & Ivano Leva - Caos Melancolico - omaggio a Kenny Wheeler

Prodotto da Dodicilune, distribuito in Italia e all’estero da IRD e nei principali store online da BELIEVE DIGITAL, mercoledì 3 settembre 2025 esce “Caos Melancolico - omaggio a Kenny Wheeler“, il nuovo CD del duo composto dal fiatista pugliese Francesco Desiato e dal pianista campano Ivano Leva, con la speciale partecipazione in un brano del celebre trombettista e flicornista Luca Aquino

Il disco è impreziosito dalle liner notes firmate dal virtuoso sassofonista americano Rick Margitza.

Un omaggio al grande trombettista, flicornista e compositore canadese naturalizzato britannico Kenny Wheeler (1930–2014) considerato tra le figure più originali e poetiche del jazz moderno, che ha saputo fondere la libertà del free jazz con la struttura della musica da camera e del jazz orchestrale; particolarmente attivo sulla scena europea, tanto da divenire anche figura di spicco della vivace avanguardia jazzistica inglese degli anni ’60 e ’70 e cofondatore dello storico trio Azimuth con John Taylor (pianoforte) e Norma Winstone (strumento voce). 

Il disco contiene 4 brani di sua composizione, un brano di Dave Holland e due originali firmati dagli stessi leader del progetto.

Antonio Faraò: - Kind of…

Antonio Faraò, pianista romano classe 1965 e già protagonista di numerosi progetti a firma con etichette internazionali, si presenta oggi in una veste più raccolta ma non per questo meno intensa. 

Il suo nuovo lavoro, Kind of…, è un raffinato album di piano solo, pensato e realizzato per mettere in luce la sensibilità espressiva più autentica dell’artista.

Registrato con la cura dell’artigiano del suono, l’album sarà disponibile dal 19 settembre 2025 in formato digifile a tre ante, edizione autografata, segno di un legame diretto tra Faraò e il suo pubblico. 

Il titolo — Kind of… — è al tempo stesso un invito e una dichiarazione d’intenti: un viaggio nel fraseggio poetico, costruito su armonie mai scontate, dove ogni nota diventa riflesso di un’estetica raffinata più che di una semplice definizione.

La scaletta propone dodici tracce che alternano standard del repertorio jazz, come There Will Never Be Another You e ’Round Midnight, a composizioni originali quali Kind Of…, Pina, Around, MT, Ballad for Four, Gospello, My Blues e Sulle Nuvole, senza dimenticare un omaggio alla musica brasiliana con O che Sera. L’alternanza tra brani celebri e scrittura personale permette a Faraò di mostrarsi sia come interprete sensibile sia come autore evocativo, con un equilibrio che restituisce freschezza e profondità.

Gaetano Duca - Inside Of Me

Il chitarrista Gaetano Duca presenta il suo secondo lavoro da solista per Abeat Records dal titolo “Inside Of Me”, in uno stile crossover che abbraccia il jazz, il blues e il rock, con echi che rimandano alle atmosfere mediterranee, conferendo al disco una tipicità assoluta.

Le composizioni eleganti intrise di grande lirismo denotano inoltre una vena introspettiva grazie alla quale l’ispirazione si fa intima e potente al tempo stesso.

Gaetano in questo suo nuovo progetto è supportato da un ensemble di musicisti di grande potenza espressiva: Dario Paolo Picone al piano e tastiere, Gaetano Diodato al basso, Vittorio Riva alla batteria, Santino Montesano alla voce, Marco Zurzolo al sax alto e Gianfranco Campagnoli al flicorno.

Simone Sessa - Space Echo

Con Space Echo Simone Sessa conferma il suo talento di chitarrista e compositore capace di muoversi oltre i confini di genere. 

Pubblicato dall’etichetta indipendente Dodicilune, l’album vede il musicista pugliese guidare il trio Genetic, formato insieme a Umberto Lepore al basso e al contrabbasso e Marco Castaldo alla batteria. Una formazione solida, che ha trovato nel tempo un equilibrio naturale e una forte intesa creativa.

Il disco si presenta come un vero e proprio viaggio musicale. La chitarra di Sessa esplora paesaggi che uniscono jazz, ambient, post-rock e progressive, intrecciando linee melodiche nitide e aperture improvvisative. 

La sezione ritmica accompagna con precisione e inventiva, contribuendo a creare un suono compatto e dinamico. Ne risultano otto brani diversi tra loro, capaci di alternare energia e introspezione, forza ritmica e delicatezza lirica.

Tra i momenti più intensi emerge Genetic Heritage, brano che sembra racchiudere l’essenza del progetto, con una scrittura incisiva che si intreccia a una forte espressività collettiva. A chiudere l’album c’è invece The Brave Traveler, una ballata acustica che svela la vena più intima e riflessiva di Sessa, confermando la varietà di registri che il trio è in grado di attraversare.

prolex - prolex

L’esordio discografico di prolex, con l’omonimo album, propone una serie di ambienti sonori che mirano a condensare le esperienze personali e i background dei tre giovani musicisti della band, ovvero Maurizio de Gennaro (chitarra), Fabio Angeli (basso) e Matteo Stefani (batteria).

prolex è una sorta di concept album che mira a esprimere musicalmente una dimensione esistenziale particolare, quella che nasce dall’esperienza della generazione degli anni Duemila.

«prolex – dichiara il trio – è figlio di un mondo iperconnesso che segue la velocità delle macchine e dove l’errore non viene ammesso. Parla del senso di solitudine frutto della società individualista moderna e di un allontanamento progressivo dalla natura e dai suoi ritmi più umani. Soprattutto incorpora il senso di inadeguatezza e di impotenza di un’intera generazione. Quest’esperienza rimane impressa nella nostra musica e diventa parte costituente dell’estetica e delle tematiche dei brani».

Peculiarità sostanziale del progetto non è evidenziare le capacità strumentali dei singoli membri, quanto piuttosto delineare uno spazio comune, dare forma a un progetto collettivo in cui il contributo di ciascuno sia fondamentale e di pari importanza, senza porsi limiti di genere e sfruttando l'improvvisazione come strumento narrativo.

«Per questo motivo – confidano i tre – lo spazio solistico è ridotto all’osso ed è stato inserito in un secondo momento nel processo di creazione, per essere a servizio del sound complessivo. Il suono del gruppo è sicuramente l’aspetto che privilegiamo, una caratteristica che sia allo stesso tempo decisamente riconoscibile ed estremamente malleabile. Il metodo compositivo – proseguono – è perciò molto vario, a volte qualcuno propone un brano piuttosto completo, altre volte partiamo da bozze da elaborare insieme o da vere e proprie jam».

Patty Lomuscio - My Foolish Heart

La cantante Patty Lomuscio torna con un nuovo album, My Foolish Heart, pubblicato per l’etichetta AlfaMusic. 

Il disco propone un repertorio di standard jazz rivisitati con arrangiamenti contemporanei, interpretati con sobrietà e precisione tecnica.

Il progetto vede la collaborazione di musicisti di alto livello: il contrabbassista Peter Washington, il sassofonista Vince Herring e il chitarrista Gianluca Renzi

Questa formazione internazionale conferisce al disco un sound ricco e raffinato, dove ogni elemento musicale sostiene l’eleganza della voce di Lomuscio senza sovrastarla.

L’album, della durata complessiva di circa 46 minuti, comprende nove tracce che spaziano tra standard classici e composizioni meno conosciute, tra cui You’ve Changed, Love Theme from Spartacus e il brano omonimo My Foolish Heart, che chiude il progetto con un’intensa interpretazione vocale.

Disponibile sia in CD per il mercato europeo sia in formato digitale ad alta risoluzione (fino a 24-bit/96?kHz), l’album è pensato per offrire un’esperienza di ascolto curata nei minimi dettagli. Il singolo My Foolish Heart (feat. Peter Washington & Vince Herring) è già disponibile sulle principali piattaforme di streaming.

Stefano Bellon - Vocativo (Live at Concertgebouw)

Stefano Bellon (Padova, 1956) è un compositore che ha saputo tracciare un percorso personale e originale all’interno della musica contemporanea italiana. 

La sua formazione è solida e ricca di incontri determinanti: si è formato alla scuola di Wolfango Dalla Vecchia, perfezionandosi poi con Franco Donatoni presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma e all’Accademia Chigiana di Siena. 

Ha inoltre frequentato i seminari di figure come Salvatore Sciarrino, Pierre Boulez e Karlheinz Stockhausen, mentre con Giacomo Manzoni ha approfondito lo studio dell’analisi musicale.

Bellon ha avuto un rapporto diretto anche con il mondo del jazz, che da giovane ha praticato come pianista e successivamente come arrangiatore. Dopo gli studi nei conservatori di Udine, Trieste e Rovigo, è diventato docente di composizione al Conservatorio “Pollini” di Padova, ruolo che ricopre da diversi anni.

La sua musica è stata eseguita in Europa, America e Asia da ensemble di grande prestigio come l’Arditti Quartet, l’Atlas Ensemble, il CMEK e il Lumen Contemporary Ensemble, oltre che da importanti solisti. Un ruolo significativo nel suo percorso creativo è rivestito dalla collaborazione con Alvise Vidolin, specialista nell’ambito della musica elettronica.

Dal punto di vista stilistico, Bellon ha mosso i primi passi avvicinandosi alle posizioni di Donatoni e Luciano Berio, al quale ha dedicato Paul McCartney Commentaries, presentato alla Biennale Musica di Venezia. Nel suo lavoro è rintracciabile anche la lezione di Bruno Maderna, in particolare nel dialogo costante tra scrittura tradizionale e suggestioni provenienti dal jazz, così come nell’elaborazione di un linguaggio post–seriale che attinge a materiali extraeuropei, con particolare attenzione alle culture asiatiche.