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Addio a Akiko Tsuruga, la voce dell’organo jazz che ha unito due mondi

woodleywonderworks, CC BY 2.0

Il 13 settembre 2025 si è spenta a Brooklyn, all’età di 58 anni, Akiko Tsuruga-Magnarelli, una delle organiste più rappresentative della scena jazz contemporanea. La sua morte, dovuta a una malattia improvvisa, ha scosso l’ambiente musicale internazionale, privandolo di una figura che coniugava tradizione e modernità in modo unico.

Nata a Osaka il 1° settembre 1967, Akiko iniziò a suonare l’organo quando aveva appena tre anni. La Yamaha Music School le offrì le prime basi, ma il suo talento andava oltre la tecnica: fin da bambina mostrava una sensibilità fuori dal comune verso il fraseggio, il ritmo e le atmosfere musicali. Dopo gli studi al Osaka College of Music, scelse di dare una svolta alla sua vita artistica trasferendosi a New York nel 2001, accettando l’invito del batterista Grady Tate.

Fu lì che conobbe Dr. Lonnie Smith, uno dei grandi maestri dell’organo Hammond. L’incontro si rivelò decisivo: sotto la sua influenza, Akiko affinò uno stile che sarebbe diventato il suo marchio distintivo. Il suo suono era caldo, incisivo, intriso di soul e swing, ma sempre elegante. Non era semplice emulare i giganti dell’organo jazz — da Jimmy Smith a Jack McDuff — senza cadere nella ripetizione. Akiko ci riuscì, aggiungendo una voce personale, capace di raccontare il presente senza tradire le radici.

Per oltre 15 anni collaborò con il sassofonista Lou Donaldson, portando avanti un dialogo musicale che la fece conoscere e apprezzare in tutto il mondo. Suonò anche con Frank Wess, Jimmy Cobb, Houston Person, e tanti altri nomi leggendari. Ogni volta il suo organo sapeva inserirsi come protagonista, senza mai oscurare i compagni di palco.

Pat Metheny "Last Train Home" - Brazil 2025 (video)

Il 28 agosto 2025, Pat Metheny ha regalato ai suoi fan un'esperienza musicale indimenticabile presso l'Ópera de Arame di Curitiba, in Brasile. 

Durante il concerto, ha eseguito una versione straordinaria di "Last Train Home", brano iconico del suo repertorio. Questo pezzo, originariamente tratto dall'album Still Life (Talking) del 1987, è stato reinterpretato con una sensibilità unica, arricchendo ulteriormente la sua già ricca discografia.

L'Ópera de Arame, con la sua struttura architettonica in metallo e vetro, ha fornito un'acustica perfetta per l'esibizione, permettendo a ogni nota di risuonare con chiarezza e profondità. Metheny, noto per la sua abilità tecnica e la sua capacità di emozionare, ha incantato il pubblico con la sua chitarra, trasportandolo in un viaggio sonoro che ha attraversato le sfumature più intime e le esplosioni più potenti della musica jazz.

Il concerto è stato trasmesso in streaming, permettendo ai fan di tutto il mondo di assistere a questa performance straordinaria. Per coloro che non hanno potuto partecipare, è possibile rivivere l'emozione dell'esibizione attraverso il video disponibile online.

Toots Thielemans e Franco Cerri: Bluesette a “Chitarra amore mio” (video)

Un momento prezioso della storia del jazz in televisione italiana è l’esecuzione di Bluesette da parte di Toots Thielemans, presentato da Franco Cerri. 

I due musicisti, prima di immergersi nel brano, duettano con grande intesa, dando vita a un dialogo sonoro elegante e spontaneo.

L’esibizione andò in onda all’interno di una delle otto storiche puntate di “Chitarra amore mio”, trasmesse sul Secondo Canale RAI tra luglio e settembre del 1965 e condotte da Arnoldo Foà.

Il programma, dedicato al mondo della chitarra in tutte le sue espressioni, rappresentò un’occasione unica per il pubblico italiano di conoscere da vicino artisti internazionali come Thielemans, maestro dell’armonica e chitarrista raffinato, e di vederlo in scena accanto a Franco Cerri, già allora punto di riferimento del jazz italiano.

Questa interpretazione di Bluesette rimane una testimonianza straordinaria della forza comunicativa del jazz, capace di unire culture e linguaggi diversi attraverso la spontaneità dell’improvvisazione.

In Memoria di Hermeto Pascoal

Thalita chargel, CC BY 2.0

Il mondo della musica ha perso uno dei suoi più grandi visionari. 

All'età di 89 anni, si è spento Hermeto Pascoal, il leggendario compositore, arrangiatore e multi-strumentista brasiliano che ha rivoluzionato il panorama musicale mondiale con la sua genialità senza confini.

Nato ad Alagoas nel 1936, Hermeto Pascoal è stato molto più di un musicista: è stato un alchimista del suono, capace di trasformare qualsiasi oggetto in uno strumento musicale. La sua filosofia era semplice quanto rivoluzionaria: tutto ciò che produce suono può diventare musica. Dalle pentole della cucina agli animali, dalla natura ai rumori urbani, Hermeto aveva il dono di trovare melodie ovunque.

Soprannominato "il bruxo" (il mago) per la sua capacità apparentemente magica di creare musica da tutto, Pascoal ha sfidato ogni convenzione musicale. La sua carriera, durata oltre sessant'anni, è stata un viaggio continuo alla scoperta di nuove sonorità e possibilità espressive. Non si è mai limitato a un genere: jazz, musica popolare brasiliana, rock, musica classica e sperimentale si fondevano nelle sue composizioni in modo naturale e innovativo.

Miles Davis lo definì "il musicista più impressionante del mondo", un riconoscimento che testimonia l'impatto internazionale del suo lavoro. Hermeto non si accontentava di suonare la musica: la viveva, la respirava, la creava istante per istante. Le sue performance erano esperienze totali, dove il pubblico veniva trasportato in dimensioni sonore inesplorate.

La sua capacità di improvvisazione era leggendaria. Poteva prendere una data a caso dal calendario e creare una composizione completa, trasformando numeri e parole in note e ritmi. Questa pratica, che chiamava "música da astrologia," dimostrava come per lui la musica fosse presente in ogni aspetto della vita.

Il contributo di Hermeto Pascoal alla musica mondiale è immenso. Ha influenzato generazioni di musicisti, non solo in Brasile ma in tutto il mondo. I suoi album sono considerati pietre miliari della musica strumentale, e la sua band, insieme alla "Nave Mãe" degli ultimi anni, ha sempre rappresentato l'eccellenza dell'improvvisazione e della sperimentazione musicale.

Snarky Puppy & Metropole Orkest - Somni

Dopo dieci anni dal loro acclamato album "Sylva", la collettiva jazz-funk vincitrice di cinque Grammy, Snarky Puppy, ha ufficialmente annunciato un nuovo album, "Somni", in uscita il 21 novembre 2025. 

Questa volta il gruppo texano si riunisce nuovamente con l'orchestra olandese Metropole Orkest, diretta dal maestro Jules Buckley, per quello che Michael League descrive come "il progetto più grande e ambizioso che abbiamo intrapreso nei nostri 21 anni di carriera".

"Somni", che significa 'sogno' in catalano, segna la seconda registrazione dal vivo tra la band e l'orchestra. Un titolo che non è stato scelto a caso: l'album rappresenta la materializzazione di un sogno artistico che continua a evolversi, spingendo i confini della fusione tra jazz contemporaneo e musica orchestrale.

L'album è stato registrato nel gennaio 2025 durante sei rivoluzionarie sessioni di registrazione distribuite in tre serate a Utrecht. Il pubblico, seduto tra i musicisti dell'orchestra, ha assistito alla prima di musiche completamente nuove e originali scritte dal leader della band Michael League.

Questa configurazione unica ha permesso di catturare non solo la potenza musicale della collaborazione, ma anche l'energia e l'emozione del momento creativo, con gli spettatori che sono diventati parte integrante dell'esperienza artistica.

Mentre il precedente "Sylva" ha ottenuto riconoscimenti mondiali e un Grammy nel 2015, "Somni" porta le cose a un livello superiore. La maturità artistica raggiunta da entrambi gli ensemble negli ultimi dieci anni si riflette in una proposta musicale ancora più sofisticata e audace.

Su "Somni", il suono complesso e groovy degli Snarky Puppy si fonde ancora una volta perfettamente con la ricca orchestrazione cinematica della Metropole Orkest, creando paesaggi sonori che spaziano dal jazz più raffinato alla world music, passando per elementi di musica classica contemporanea.

Il primo singolo estratto dall'album è "Waves Upon Waves", rilasciato venerdì 5 settembre alle 10:00 su tutte le piattaforme streaming. Il brano offre un primo assaggio dell'ambizione artistica del progetto, mostrando come i groove caratteristici degli Snarky Puppy possano dialogare con le ampie possibilità timbriche di un'orchestra sinfonica completa.

Ledisi omaggia Dinah Washington e sceglie Gregory Porter per “You’ve Got What It Takes”

C’è un filo sottile che lega il passato al presente nel jazz, fatto di voci che si passano il testimone, emozioni che attraversano decadi e generi che si intrecciano come rami su un albero rigoglioso.

In questo intreccio Ledisi ha deciso di camminare con passo deciso: scegliendo di rendere omaggio a un’icona, Dinah Washington, e coinvolgendo Gregory Porter per un pezzo che non è solo una cover, ma una piccola rinascita.

Ledisi non ha improvvisato il suo omaggio. Il nuovo album For Dinah, in uscita il 3 ottobre 2025, è nato da un’idea coltivata per molti anni. 

Fin da adolescente, Ledisi aveva sentito la forza magnetica della voce di Dinah Washington entrare nella sua vita, grazie alla madre che riproduceva i dischi di Washington in casa. Quell’influsso familiare, quella passione precoce, sono diventati oggi la scintilla che illumina questo progetto. 

Nella produzione dell’album Ledisi ha chiamato figure di grande rilievo: Christian McBride e Rex Rideout, nomi che assicurano un equilibrio tra rispetto della tradizione e freschezza interpretativa. 

Tra i brani prescelti, You’ve Got What It Takes non è uno dei meno significativi. Originariamente cantata da Dinah Washington e Brook Benton nel 1960, la canzone è diventata un classico della storia soul jazz. 

Aaron Parks - By All Means

Il 7 novembre 2024 segnerà un momento significativo nella carriera artistica di Aaron Parks, uno dei pianisti più innovativi della scena jazz contemporanea. 

Con "By All Means", il suo terzo album per la leggendaria etichetta Blue Note Records, Parks non solo consolida il suo linguaggio musicale maturo, ma apre nuove frontiere sonore attraverso un'espansione orchestrale che promette di ridefinire la sua proposta artistica.

Dopo il successo della formazione in trio che ha caratterizzato i suoi precedenti lavori, Parks compie un passo audace ma naturale nella sua evoluzione musicale. Il trio consolidato con Ben Street al basso e Billy Hart alla batteria – due veterani della scena jazz newyorkese di indiscusso valore – si trasforma in quartetto con l'ingresso del sassofonista tenore Ben Solomon, aprendo così a una nuova tavolozza coloristica che promette di arricchire considerevolmente il sound caratteristico del gruppo.

Questa scelta non è casuale: Parks ha sempre dimostrato una particolare sensibilità nell'amalgamare tradizione e innovazione, e l'aggiunta del sassofono tenore rappresenta un ponte naturale tra la dimensione intima del trio e le possibilità espressive più ampie del formato quartetto, da sempre una delle formazioni più classiche e versatili del jazz.

Aaron Parks si è affermato negli anni come un compositore e pianista dalla personalità distintiva, capace di fondere influenze diverse in un linguaggio personale e riconoscibile. La sua formazione classica si intreccia con una profonda conoscenza del jazz contemporaneo, creando un approccio musicale che spazia dall'intimismo cameristico alle esplorazioni più ardite dell'improvvisazione collettiva.

Con "By All Means", Parks continua la sua ricerca artistica iniziata con i precedenti album per Blue Note, dimostrando ancora una volta la sua capacità di rinnovarsi senza mai perdere di vista la propria identità musicale. Il titolo stesso suggerisce un approccio aperto, una disponibilità all'esplorazione che caratterizza da sempre il suo lavoro compositivo e interpretativo.

Theo Croker e IDK - My Friend (video)

Nelle strade di Los Angeles, illuminate da un realismo senza filtri, nasce il nuovo video di Theo Croker, trombettista e innovatore del jazz contemporaneo. 

La traccia “My Friend”, impreziosita dalla voce del rapper IDK, unisce due mondi apparentemente lontani: la profondità spirituale del jazz e l’urgenza brutale dell’hip-hop.

Nel video, IDK cammina con passo sicuro, raccontando una realtà fatta di maschere, di sfide quotidiane e di resilienza. Dietro di lui, il suono di Croker cresce in intensità: fiati eleganti, ritmi serrati, venature elettroniche che si intrecciano in un crescendo avvolgente. La musica non è solo accompagnamento, ma diventa il tessuto emotivo di una storia urbana.

“My Friend” anticipa la versione deluxe dell’album Dream Manifest, in uscita a ottobre, un progetto che conferma la vocazione di Croker a spingersi oltre i confini del jazz. Tra vinili, collaborazioni e prossimi concerti al Blue Note, il trombettista dimostra che il jazz non è solo memoria, ma anche futuro: un linguaggio capace di parlare di strade, identità e sogni, con la stessa urgenza di sempre. 

Buddy Rich and Gene Krupa with Sammy Davis Jr (video)

Il video intitolato Buddy Rich and Gene Krupa with Sammy Davis Jr. presenta una delle performance più iconiche nella storia del jazz televisivo: una sfida tra due leggende della batteria, Buddy Rich e Gene Krupa, accompagnati dal carismatico Sammy Davis Jr. 

Questo spettacolo è andato in onda nel 1966 durante The Sammy Davis Jr. Show, un programma televisivo che ha ospitato numerosi artisti di spicco dell'epoca.

Buddy Rich e Gene Krupa sono considerati due dei batteristi più influenti nella storia del jazz. Rich era noto per la sua tecnica impeccabile e la sua energia travolgente, mentre Krupa era apprezzato per il suo stile melodico e il suo carisma sul palco. 

La loro "drum battle" è diventata leggendaria, mostrando non solo la loro abilità tecnica, ma anche la loro capacità di intrattenere il pubblico con dinamiche e interazioni coinvolgenti.

Sammy Davis Jr., con la sua presenza scenica e il suo talento poliedrico, ha aggiunto un ulteriore livello di intrattenimento alla performance. La sua capacità di cantare, ballare e intrattenere ha reso questo incontro tra batteristi ancora più speciale, creando un'atmosfera di festa e celebrazione della musica jazz.

Cécile McLorin Salvant esegue "What does blue mean to you?" dal vivo allo SFJAZZ

Ci sono artisti che non cantano soltanto: raccontano, trasformano le parole e i suoni in mondi da esplorare. Cécile McLorin Salvant è una di loro. 

Nel nuovo video registrato al SFJAZZ, la cantante presenta “What does blue mean to you?”, singolo tratto dal suo prossimo album Oh Snap, in uscita il 19 settembre per Nonesuch Records.

Sul palco, accanto a lei, c’è un trio d’eccezione: Sullivan Fortner al pianoforte, Yasushi Nakamura al contrabbasso e Kyle Poole alla batteria. Insieme costruiscono un tessuto sonoro intimo e vibrante, filmato dal vivo il 2 maggio 2024 al SFJAZZ Center di San Francisco. 

È in questo contesto che la voce di Salvant prende corpo, muovendosi tra sfumature delicate e improvvisi slanci, come se dipingesse con il suono.

La genesi del brano rivela un legame sorprendente con la letteratura. «Mi è stato chiesto di scrivere qualcosa basato sull’archivio di Toni Morrison» racconta l’artista. Durante questa esplorazione, Salvant si è immersa in Beloved, scoprendo nel romanzo una tavolozza di colori che ha acceso la sua immaginazione musicale. «La canzone parla di tutti i colori presenti nel libro e del modo in cui i personaggi interagiscono con essi» spiega.

Wes Montgomery - Live In 1965

Ci sono musicisti che hanno cambiato il modo di suonare uno strumento, e Wes Montgomery appartiene a questa ristretta cerchia. Con il suo pollice al posto del plettro, capace di generare un suono caldo e rotondo, il chitarrista di Indianapolis ha scritto una delle pagine più luminose della storia del jazz moderno. 

La testimonianza più viva di quel talento è oggi custodita nel video “Wes Montgomery – Live in ’65”, parte della serie Jazz Icons.

Le riprese, effettuate durante un tour europeo nel 1965, ci portano in Belgio, Inghilterra e Paesi Bassi, nei teatri e nelle sale da concerto che accolsero l’entusiasmo del pubblico europeo per il jazz americano. Sono anni in cui Montgomery ha già conquistato la scena statunitense e si affaccia con energia al pubblico internazionale, accolto con curiosità e devozione.

Accanto a lui sul palco ci sono musicisti di spessore, protagonisti della scena hard bop e post-bop: il pianista Harold Mabern, il contrabbassista Arthur Harper e il batterista Jimmy Lovelace. In alcune date si aggiunge anche il sassofonista Johnny Griffin, che porta una vivace impronta bop. 

L’intesa tra Montgomery e i suoi compagni è palpabile: la chitarra si intreccia con il pianoforte di Mabern in dialoghi brillanti, mentre la sezione ritmica sostiene con solidità e swing ogni fraseggio.

Il filmato cattura Montgomery all’apice della sua carriera, in un momento in cui la sua musica conserva l’urgenza delle origini blues ma si apre a frasi liriche e a strutture più moderne. I suoi assoli scorrono come racconti senza parole, costruiti con frasi melodiche che restano impresse nella memoria, e la sua capacità di creare climax emotivi coinvolge tanto gli spettatori di allora quanto chi oggi riscopre queste immagini restaurate.

Richard Davis, il virtuoso del contrabbasso, si è spento a 93 anni

Brianmcmillen
CC BY-SA 4.0

Il mondo della musica piange la scomparsa di Richard Davis, straordinario contrabbassista celebre per l’abilità tecnica, la versatilità e l’eclettismo, spentosi a 93 anni il 6 settembre a Madison, Wisconsin. 

La dolorosa notizia è stata confermata dalla figlia Persia, che ha anche aperto una pagina commemorativa in suo onore

Nato a Chicago nel 1930, Richard Davis ha attraversato quasi un secolo di musica con il contrabbasso tra le braccia, trasformandolo da semplice strumento ritmico in un linguaggio poetico, capace di parlare a più mondi contemporaneamente. 

La sua avventura musicale iniziò presto, tra le orchestre scolastiche della celebre DuSable High School, fucina di talenti del jazz di Chicago. Dopo gli studi classici, Davis si immerse rapidamente nella scena jazzistica degli anni Cinquanta, diventando un sideman richiesto per la sua capacità di unire solidità ritmica e immaginazione melodica.

Il suo percorso lo portò ad accompagnare Sarah Vaughan per molti anni, affiancandola con una sensibilità unica. Con Eric Dolphy incise album storici come Out to Lunch! e Iron Man, contribuendo a spingere il contrabbasso dentro territori sperimentali e avanguardistici. Suonò al fianco di Booker Ervin, Andrew Hill e Jaki Byard, figure chiave del jazz moderno, lasciando il segno in dischi che ancora oggi sono considerati pietre miliari. Con Elvin Jones e Roland Kirk trovò terreno fertile per esplorazioni ritmiche e timbriche che esaltavano la sua energia creativa.

Negli anni Sessanta e Settanta, Davis divenne uno dei contrabbassisti più registrati della sua epoca: collaborò con Miles Davis (pur non essendo parente), con Dexter Gordon, con Archie Shepp e con Thad Jones/Mel Lewis Orchestra, dimostrando una versatilità rara. Si muoveva con disinvoltura tra mainstream e avanguardia, senza mai smarrire la sua voce personale.

Federico Bonifazi - Black Bird

Prodotto da Dodicilune, distribuito in Italia e all’estero da IRD e nei principali store online da BELIEVE DIGITAL, mercoledì 10 settembre 2025 esce “Black Bird“, il nuovo CD del pianista e compositore ternano di adozione torinese Federico Bonifazi. 

Un progetto di piano solo ispirato ai grandi maestri del jazz come Jarrett, Evans, Mehldau dove brani originali convivono accanto a brani noti della tradizione jazz, classica o anche bossa nova nella direzione della ricerca di un suono comune ed omogeneo.

Considerato uno dei nuovi talenti della scena musicale italiana degli ultimi anni, Federico Bonifazi ha all’attivo diverse esperienze e tour che lo hanno portato a suonare in Europa e negli Stati Uniti con grandi nomi del panorama jazz nazionale ed internazionale tra cui Philip Harper, John Webber, Jimmy Cobb, Billy Kaye, Joel Frahm, Eric Alexander, Peter Giron, Paul Jeffrey, Antoine Banville, Emanuele Cisi, Aldo Zunino, Furio di Castri e molti altri ancora. 

La musica di Bonifazi racchiude in sé il giusto mix tra tradizione jazzistica internazionale e creatività armonica di stampo moderno; la sua facilità compositiva gli permette il giusto equilibrio tra melodie cantabili e una fervida creatività armonica di stile moderno, a volte anche complessa. 

Flora Purim e Airto Moreira tornano con "Aqui, Oh!" insieme a Ricardo Bacelar

I leggendari artisti brasiliani Flora Purim e Airto Moreira hanno unito le forze con il pianista e produttore Ricardo Bacelar per dar vita al nuovo singolo Aqui, Oh!, disponibile su tutte le piattaforme di streaming dal 29 agosto 2025. 

Registrato presso lo studio Jasmin Music di Fortaleza, il brano fonde la voce inconfondibile di Flora, la maestria percussiva di Airto e gli arrangiamenti ricchi e raffinati di Bacelar, creando un incontro musicale unico che unisce tradizione brasiliana e sonorità contemporanee.

Il singolo anticipa un album previsto per il 2026, accompagnato da un documentario che racconta le fasi di registrazione e il processo creativo dietro le quinte. Bacelar ha concepito il progetto come un completamento naturale del film, proponendo una collaborazione che valorizzasse le qualità artistiche di Flora e Airto.

Flora Purim, nota per la sua carriera con il gruppo Return to Forever di Chick Corea e per le numerose collaborazioni con artisti di fama internazionale, ha recentemente rilasciato un nuovo album dopo quindici anni. Con Aqui, Oh! lei e Airto continuano a esplorare nuove sonorità, mantenendo un forte senso di identità brasiliana e una straordinaria maturità musicale. Il brano sarà incluso come traccia bonus nell’album previsto per il 2026.

Marc Broussard reinventa Smile e trasforma la musica in solidarietà

Marc Broussard ha pubblicato una nuova interpretazione di Smile, il celebre brano portato al successo da Nat King Cole negli anni Cinquanta. 

La sua versione si inserisce nel progetto S.O.S. 5: Songs of the ’50s, un album che raccoglie reinterpretazioni di classici dell’epoca insieme a un brano originale.

Con questo lavoro, il cantante unisce il suo amore per la tradizione a un approccio personale che ne valorizza la voce calda e profonda. Dopo l’anteprima con Hallelujah, I Love Her So, omaggio a Ray Charles, la pubblicazione di Smile conferma l’intenzione di riportare alla luce il repertorio che ha segnato la storia del soul e del rhythm and blues, rivivendolo in chiave attuale.

Il progetto non è solo musicale. Tutti i proventi saranno destinati a Love of People, un’associazione con sede a Lafayette, in Louisiana, che da anni sostiene iniziative sociali e comunitarie. Broussard e la moglie collaborano attivamente con l’organizzazione, promuovendo eventi benefici, pasti festivi e la missione annuale Blue Monday, pensata per dare sostegno concreto a chi ne ha più bisogno.

Margaret Glaspy e Norah Jones reinventano “Jesus, Etc.” dei Wilco

Margaret Glaspy, affermata cantautrice statunitense, ha sorprendentemente unito le forze con Norah Jones per reinterpretare “Jesus, Etc.”, celebre brano dei Wilco del 2002. 

La canzone inaugura il nuovo album di Glaspy, The Golden Heart Protector, in uscita il 12 settembre 2025.

L’artista ha spiegato con emozione che poter cantare un brano dei Wilco insieme alla sua fonte d’ispirazione, Norah Jones, è stato un sogno che si realizza. 

Il disco si distingue per un filtro personale e corale, con sette cover realizzate in collaborazione con artisti che Glaspy ammira, come Madison Cunningham, Andrew Bird e Alam Khan. In parallelo all’uscita dell’album, sono stati annunciati diversi concerti: a New York il 16 ottobre, con biglietti in vendita dal 15 agosto; prima, Cristian live a Charleston l’17 agosto e a Philadelphia il 15 ottobre.

A suggello dell'iniziativa, Jeff Tweedy dei Wilco ha espresso una profonda commozione: sentire la sua canzone trasformata in qualcosa di nuovo lo ha fatto "piangere abbastanza" – una dichiarazione che parla di rispetto, rinnovamento e connessione artistica.

Kenny Barron pubblica una versione di Song for Abdullah con Cécile McLorin Salvant

Il 5 settembre 2025 è stato pubblicato il video del brano Song for Abdullah, un’intensa e sognante composizione eseguita dal trio guidato dal leggendario pianista Kenny Barron, con il contributo vocale della straordinaria Cécile McLorin Salvant.

Il brano, parte del nuovo progetto intitolato Songbook, segna un momento importante nella carriera di Barron: per la prima volta il pianista esplora la propria musica con testi e voci, grazie alla collaborazione con l’autrice Janice Jarrett. In questo contesto Salvant offre una performance che unisce profondità espressiva e capacità narrativa, confermando il suo ruolo di interprete unica nel panorama attuale.

Nata a Miami da madre francese e padre haitiano, Cécile McLorin Salvant è oggi considerata una delle voci più autorevoli e originali del jazz moderno. Vincitrice di più Grammy Awards e del prestigioso MacArthur Fellowship, si è distinta per la capacità di coniugare tradizione e innovazione, esplorando repertori che spaziano dallo swing al cabaret, fino alla canzone francese e afroamericana. La sua interpretazione non si limita al canto: ogni brano diventa per lei un racconto teatrale, ricco di sfumature emotive e di intensità drammatica.

Ad affiancare Barron in questo percorso ci sono due musicisti di straordinario spessore: Kiyoshi Kitagawa al contrabbasso e Johnathan Blake alla batteria. Con questa formazione Barron lavora da oltre un decennio, consolidando un interplay che è diventato uno dei più riconosciuti nel panorama jazz contemporaneo. Kitagawa, con il suo suono caldo e preciso, offre una base armonica essenziale, mentre Blake, tra i batteristi più richiesti della scena attuale, arricchisce il dialogo con energia, dinamica e grande sensibilità ritmica. Il trio rappresenta oggi una delle espressioni più raffinate del jazz moderno, capace di unire tradizione e libertà improvvisativa.

John Coltrane Quartet - My Favorite Things Live in Comblain-La-Tour 1965 (video)

Sul palco di Comblain-La-Tour, in Belgio, nel 1965, si consuma un momento che è entrato nella storia del jazz: il John Coltrane Quartet offre una versione intensa e spirituale di My Favorite Things. 

Nel video, della lunghezza di una ventina di minuti, disponibile online, vediamo Coltrane al sassofono soprano, accompagnato da McCoy Tyner al pianoforte, Jimmy Garrison al contrabbasso ed Elvin Jones alla batteria.

Il brano, originariamente tratto dal musical The Sound of Music, era già stato trasformato da Coltrane in un inno modale, capace di aprire nuove strade al linguaggio del jazz. 

In questa esecuzione dal vivo il tema viene continuamente rielaborato, spinto oltre i suoi confini, deformato e innalzato a una dimensione quasi trascendente. L’assolo di McCoy Tyner si distingue per forza e lirismo, tanto da essere ricordato come uno dei momenti più alti della storia del pianoforte jazz, mentre la sezione ritmica di Garrison e Jones sostiene e rilancia ogni frase, costruendo un dialogo di rara intensità con Coltrane.

Questo live del 1965 rappresenta anche un punto di svolta nel percorso del sassofonista, che in quegli anni stava portando al culmine la sua ricerca modale, poco dopo l’incisione di A Love Supreme. Nonostante la complessità del linguaggio, la scelta di partire da un tema popolare come My Favorite Things rende l’ascolto accessibile anche a chi si avvicina per la prima volta al jazz, offrendo una porta d’ingresso ideale a un universo sonoro di straordinaria profondità.

Pubblicato l'inedito “Eternally” di Roberta Flack

Negli ultimi giorni i fan della leggendaria interprete Roberta Flack si sono ritrovati di fronte a un dono inatteso: Eternally, una delicata ballata registrata nel 1997, torna a risuonare come tributo postumo alla sua voce immortale. 

Questa traccia, proposta per la prima volta in esclusiva su SoulTracks il 2 settembre 2025, cattura l’essenza emozionale e raffinata che da sempre ha caratterizzato l’artista 

La canzone, rimasta fino ad ora inedita, conferma quanto Roberta Flack sapesse fondere intimismo e profondità emotiva in una forma elegante e senza tempo. 

Il testo, sospeso tra nostalgia e speranza, è interpretato da una voce che sembra sospesa nel tempo, attraversando generazioni e mantendosi viva nel cuore di chi ascolta.

La riscoperta di Eternally assume ancor più significato se considerata alla luce della tragica scomparsa di Flack, avvenuta il 24 febbraio 2025 all’età di 88 anni per le complicazioni della SLA 

Questa pubblicazione giunge come un'improvvisa apertura verso il passato della sua immensa produzione musicale, un’ultima testimonianza della sua arte che non conosce confini temporali.

Johnatan Blake pubblica un singolo dal suo nuovo album

È disponibile il nuovo video di “Requiem for Dreams Shattered”, intenso brano che anticipa il prossimo album di Johnathan Blake, in uscita per Blue Note il 19 settembre. 

La composizione, impreziosita dalla voce di Bilal, porta in primo piano tutta la forza emotiva e spirituale di un progetto che intreccia riflessione personale e impegno sociale.

Il disco, intitolato My Life Matters, nasce come suite commissionata dal Jazz Gallery e si propone come un’opera che unisce la celebrazione dei valori familiari alla necessità di alzare la voce contro le ingiustizie. 

A sostenere Blake in questo percorso troviamo una formazione di altissimo livello: il sassofonista Dayna Stephens, il pianista Fabian Almazan, il vibrafonista Jalen Baker e il contrabbassista Dezron Douglas. La produzione è condivisa con il bassista Derrick Hodge, già compagno di etichetta e musicista di grande sensibilità.