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Sheila Jordan – Portrait of Sheila (Tone Poet Vinyl Series)

Sheila Jordan – Portrait of Sheila
Nel 1962 Sheila Jordan entrò negli studi Blue Note per registrare il suo album d’esordio, Portrait of Sheila. 

Quel disco, pubblicato nel 1963, è diventato negli anni una pietra miliare del vocal jazz, non solo perché segnava il debutto discografico di una cantante fuori dal comune, ma anche perché rappresentava una delle rarissime incursioni di Blue Note nel repertorio vocale.

Sheila Jordan, nata a Detroit e trasferitasi a New York nei primi anni Cinquanta, si era immersa in una scena musicale in fermento: lì entrò in contatto con figure come Charlie Parker, Charles Mingus e Lennie Tristano, sviluppando un approccio alla voce che fondeva lirismo e avanguardia. Quando Alfred Lion la sentì cantare al Page Three Club di Greenwich Village, decise di registrarla nonostante la label fosse tradizionalmente concentrata sugli strumentisti.

Portrait of Sheila si compone di dodici brani tratti dal Great American Songbook e da standard jazz, rivisitati con uno stile personale e intimo. La voce di Jordan emerge limpida e audace su arrangiamenti essenziali, sostenuta dal trio formato da Barry Galbraith alla chitarra, Steve Swallow al basso e Denzil Best alla batteria. Tra i momenti più memorabili spicca “Dat Dere”, interpretato in una sorprendente versione voce-basso, che mette in risalto la capacità della cantante di giocare con le forme ridotte e con le sfumature del timbro.

Rosa Passos e Ron Carter - Entre Amigos

Rosa Passos e Ron Carter - Entre Amigos
Nel panorama della musica brasiliana contemporanea, raramente un incontro artistico si rivela così naturale e magnetico come quello documentato in "Entre Amigos", album che unisce la voce sensuale di Rosa Passos al contrabbasso leggendario di Ron Carter. 

Pubblicato originariamente dalla Chesky Records il 26 agosto 2003, è proposto in una nuova edizione limitata e numerata per il Record Store Day UK, incisa a 33 giri su vinile bianco da 180 gr.: 500 copie sono destinate al mercato inglese, mentre 1.000 saranno spedite in tutto il mondo. 

Gli appassionati di musica brasiliana dovrebbero assolutamente cogliere l’opportunità di accaparrarsi questa rarità anche disponibile ssu SACD ibrido.

“Entre Amigos” rappresenta molto più di una semplice collaborazione: è un manifesto di come la bossa nova possa ancora sorprendere e incantare dopo decenni dalla sua nascita.

Rosa Passos, già affermata protagonista della scena musicale brasiliana, trova in Ron Carter il partner ideale per esplorare le infinite sfumature del songbook brasiliano. Carter, leggendario bassista che ha suonato con Miles Davis, Herbie Hancock e praticamente tutti i grandi del jazz americano, usa il suo suono cantabile, il grande beat percussivo e la raffinata sensibilità armonica per complementare l'arte bossa nova dell'inimitabile Rosa Passos.

Per la Passos, questo disco segna il debutto nordamericano, un traguardo che la consacra definitivamente nel panorama internazionale. La sua voce, che è al tempo stesso esotica e stranamente familiare, è magnifica, capace di trasformare standard familiari in scoperte sempre nuove.

La tracklist include undici classici brasiliani: "Bahia Com H", "Insensatez", "Desafinado", "Sorriu Para Mim", "A Primeira Vez", "Garota de Ipanema", "Por Causa de Você", "Caminhos Cruzados", "Feitiço de Oração", "Eu Sei Que Vou Te Amar" e "O Grande Amor".

Ogni brano è un piccolo capolavoro di interpretazione. Le sue interpretazioni di vari classici bossa nova, come "Insensatez", "O Grande Amor", così come "Desafinado" e "Garota de Ipanema", sono sublimi. Prende queste canzoni fin troppo familiari e le fa suonare completamente nuove.

Richard Galliano ‑ New Viaggio (2 LP)

Richard Galliano ‑ New Viaggio
Richard Galliano torna con un nuovo capitolo della sua carriera, o meglio, con un ritorno che ha il sapore della riscoperta. 

New Viaggio, pubblicato in un elegante doppio vinile, non è una semplice ristampa del celebre Viaggio del 1993, ma un’edizione che riporta alla luce quell’universo musicale con nuova energia, nuove sfumature e una qualità sonora rinnovata. È come aprire un vecchio diario, ritrovare le stesse pagine, ma scoprire anche appunti mai letti prima, aggiunti per arricchire la memoria.

Chi conosce Galliano sa bene quanto sia riuscito, negli anni, a liberare la fisarmonica dall’etichetta folkloristica, portandola nei territori del jazz con naturalezza e poesia. In New Viaggio questo strumento diventa ancora una volta voce narrante: lirica, intensa, capace di muoversi tra malinconia e gioia, tra intimità e slancio collettivo. 

Ma questa volta il contesto cambia leggermente: accanto a lui troviamo Adrien Moignard alla chitarra e Philippe Aerts al contrabbasso, un trio che sa costruire spazi ariosi e dialoghi sottili, lasciando che ogni nota respiri.

Il disco nasce da un lavoro di rimasterizzazione attento, che non tradisce l’atmosfera originale ma la esalta, restituendo al vinile tutta la ricchezza dinamica delle registrazioni. A rendere il progetto ancora più interessante ci sono le tracce bonus: versioni alternative, take inedite, piccoli frammenti che gettano nuova luce su brani che già conoscevamo. È un po’ come vedere un dipinto sotto una diversa angolazione, scoprendo particolari che prima ci erano sfuggiti.

Frank Sinatra, In the Wee Small Hours: la ristampa del 70º anniversario

Il 14 novembre 2025 Blue Note pubblicherà una nuova edizione di In the Wee Small Hours di Frank Sinatra per celebrare i 70 anni dall’uscita originale. 

Il disco, considerato il primo grande concept album della musica popolare, ritorna in vinile all’interno della prestigiosa serie Tone Poet Audiophile Vinyl.

Quando apparve sugli scaffali nel 1955, In the Wee Small Hours fu qualcosa di mai visto prima. Sinatra, reduce da anni turbolenti e da una crisi personale legata alla fine della sua relazione con Ava Gardner, decise di mettere in musica le proprie fragilità. Lontano dall’immagine del cantante spensierato degli anni ’40, si mostrò vulnerabile, adulto, segnato dall’amore e dalle sue ferite.

Con gli arrangiamenti eleganti e malinconici di Nelson Riddle, il disco inaugurò una nuova fase della carriera di Sinatra e contribuì a ridefinire il concetto stesso di album: non più una raccolta di singoli, ma un ciclo coerente di canzoni legate da un filo narrativo e emotivo. Non a caso, molti storici della musica lo considerano uno dei primi veri concept album, antesignano di capolavori che avrebbero cambiato il rock e il pop negli anni successivi.

Brani come “Mood Indigo”, “Deep in a Dream”, “I’ll Be Around” o la title track “In the Wee Small Hours of the Morning” sono confessioni intime. L’orchestra diventa specchio dell’anima: i fiati sospirano, le corde si allungano come ombre in una stanza vuota, mentre la voce di Sinatra non è più solo canto, ma racconto. È un uomo che parla a chi ascolta, senza filtri, con una sincerità quasi disarmante.

La copertina iconica — Sinatra solo, con il cappello calato, sotto un lampione in una strada notturna — completava questa immersione nella solitudine urbana. È un’immagine che ancora oggi evoca un intero mondo di notti insonni e riflessioni amare.

Elvin Jones - Coalition (Tone Poet Society)

Nel luglio del 1970, Elvin Jones entrava negli studi di registrazione con la forza di un vulcano in piena eruzione creativa. 

Dopo aver segnato la storia del jazz negli anni ’60 come pilastro ritmico del quartetto di John Coltrane, il batterista si trovava ora libero di guidare i propri progetti, sperimentando nuove combinazioni di suoni e timbri. 

Da quell’incontro nacque Coalition, pubblicato su Blue Note nel 1971: un album che, a distanza di oltre cinquant’anni, resta uno dei manifesti più potenti della sua visione musicale.

Il titolo stesso, “coalizione”, suggerisce un’alleanza di voci e sensibilità. E infatti al fianco di Jones troviamo un gruppo di musicisti di rara intensità: George Coleman al sax tenore, Frank Foster al sax e clarinetto basso, Wilbur Little al contrabbasso e il leggendario Candido Camero alle congas e al tamburello. La loro interazione crea un tessuto sonoro in cui l’energia del bop incontra il respiro della tradizione afro-cubana, mentre la batteria di Jones, con le sue poliritmie esplosive, tesse un costante dialogo con ogni strumento.

Il repertorio alterna composizioni originali e riletture. Brani come Kidada e Thadrack mostrano l’intensità visionaria di Foster e Coleman, mentre la rilettura del classico Yesterdays diventa un laboratorio ritmico e melodico in cui la tradizione si piega all’invenzione. È un disco che vibra di modernità pur restando radicato nella grande tradizione del jazz.

Oggi Coalition torna a nuova vita grazie a un’edizione speciale della serie Tone Poet, curata da Joe Harley per Blue Note. Si tratta di una ristampa audiophile su vinile da 180 grammi, masterizzata da Kevin Gray direttamente dai nastri analogici originali e stampata presso RTI, con la consueta cura maniacale per i dettagli grafici e sonori.

Gerry Mulligan Meets Stan Getz (Verve’s Acoustic Sounds)

Una delle collaborazioni più celebrate nella storia del jazz torna a nuova vita. 

La Verve ha annunciato che "Stan Getz and Gerry Mulligan" sarà ristampato in vinile hi-fi tramite la prestigiosa serie Acoustic Sounds nell'ottobre 2025, precisamente il 24 ottobre.

"Gerry Mulligan Meets Stan Getz" (pubblicato anche come "Getz Meets Mulligan in Hi-Fi") è un album che presenta le performance registrate nel 1957 e pubblicato originariamente dall'etichetta Verve. 

Questo disco rappresenta la prima registrazione congiunta tra i due sassofonisti, entrambi figure chiave del movimento cool jazz, una corrente post-seconda guerra mondiale del genere ispirata dal bebop e dalla musica delle big band.

La registrazione avvenne a Los Angeles il 22 ottobre 1957, catturando un momento magico nell'evoluzione del jazz americano. L'album è particolarmente interessante perché nella traccia A3, Getz e Mulligan si scambiano gli strumenti, dimostrando la loro versatilità e complicità musicale.

La serie Acoustic Sounds di Verve rappresenta il tentativo di offrire versioni audiofilo definitive di alcuni dei dischi jazz più storici e migliori mai registrati. Questa collezione, lanciata nel 2020, si distingue per l'attenzione maniacale alla qualità del suono e del supporto fisico.

Le ristampe della serie sono caratterizzate dalla rimasterizzazione dalle registrazioni analogiche originali: ogni disco viene lavorato partendo dai master originali per garantire la massima fedeltà sonora; vinile da 180 grammi con un supporto più pesante che garantisce maggiore stabilità e riduzione delle vibrazioni; un packaging di lusso con copertine gatefold che rispettano l'estetica originale migliorandone la qualità.

John Coltrane - The Complete 1961 Village Vanguard Recordings (7 LP Box Set)

In quattro giorni del novembre 1961, presso lo storico Village Vanguard nel cuore del Greenwich Village, John Coltrane e il suo quartetto insieme ad Eric Dolphy (ed altri musicisti occasionalmente aggiunti) registrarono 22 incredibili brani entrati nella storia.

The Complete Village Vanguard Recordings li presenta completi e in ordine di esecuzione per la prima volta in assoluto su vinile. 

Limitato a una tiratura iniziale di 2.500 copie in tutto il mondo, questo cofanetto deluxe di 7 LP contiene oltre quattro ore di musica registrata nel momento cruciale dell'evoluzione di Coltrane

All’inizio degli anni Sessanta, al Village Vanguard di New York si respirava un’aria di trasformazione. Nelle serate di novembre del 1961, John Coltrane si presentò con un quintetto che avrebbe spostato in avanti i confini del jazz moderno: con lui c’erano McCoy Tyner al pianoforte, Reggie Workman e Jimmy Garrison al contrabbasso, Elvin Jones alla batteria e, soprattutto, Eric Dolphy, il compagno di viaggio più audace e visionario.

Il pubblico del Vanguard fu testimone di qualcosa che andava oltre il semplice concerto: era una ricerca sonora, un’esplorazione spirituale che rompeva le strutture tradizionali per aprirsi a territori sconosciuti. Coltrane alternava standard e composizioni originali, ma li trasformava in lunghe architetture improvvisative, dove il dialogo con Dolphy aggiungeva tensione e bellezza dissonante. L’intensità era palpabile, la libertà assoluta.

Quelle registrazioni, oggi riunite nel cofanetto The Complete 1961 Village Vanguard Recordings in 7 LP, sono il documento definitivo di un momento irripetibile. Ogni take, ogni frammento catturato dai microfoni di Rudy Van Gelder restituisce la forza di un gruppo che stava scrivendo la storia. Da “Spiritual” a “India”, da “Chasin’ the Trane” a “Impressions”, ogni brano è una tappa di un viaggio che non conosceva confini.

Grant Green - Solid (Blue Note Classic Vinyl Series)

La musica di Grant Green ha da sempre affascinato per la sua capacità di fondere virtuosismo, groove e melodie indimenticabili. 

Tra i molti album che testimoniano il talento del chitarrista, Solid occupa un posto speciale. Registrato nel giugno del 1964, questo disco rimase inedito per anni, prima di essere finalmente pubblicato nel 1979, quando Green era già deceduto. 

Oggi, Solid torna a vivere grazie a una nuova edizione in vinile, parte della prestigiosa Blue Note Classic Vinyl Series, offrendo agli ascoltatori una possibilità unica di riscoprire uno dei momenti più ispirati della carriera di Green.

La registrazione di Solid vide Green affiancato da una formazione di musicisti eccezionali. Al suo fianco c’erano il sassofonista Joe Henderson, noto per il suo fraseggio elegante e incisivo, il talentuoso James Spaulding al sassofono alto, McCoy Tyner al pianoforte, Bob Cranshaw al contrabbasso e il leggendario Elvin Jones alla batteria. Questo gruppo di artisti creava un equilibrio perfetto tra energia, raffinatezza armonica e sperimentazione ritmica, dando vita a un album che unisce l’anima del hard bop con accenti più moderni e dinamici.

Ogni brano di Solid è una piccola avventura musicale. “Minor League” e “Grant’s Tune” mostrano il lato più melodico e brillante di Green, mentre “Ezz-Thetic” e “The Kicker” evidenziano la sua abilità nell’improvvisazione e la profondità armonica della sua scrittura. L’interplay tra i musicisti è costante, e ogni frase sembra rispondere a un dialogo invisibile, creando un’atmosfera di intensa complicità e creatività condivisa.

La nuova edizione in vinile di Solid rappresenta un’occasione imperdibile per gli amanti del jazz e dei collezionisti. Il disco, stampato in vinile da 180 grammi e realizzato presso la rinomata fabbrica tedesca Optimal, garantisce una qualità sonora superiore, capace di valorizzare le sfumature di ogni strumento. 

L’ingegnere del suono Kevin Gray ha curato la ripresa dei nastri originali in stereo all-analog, preservando l’autenticità della registrazione e la nitidezza dei dettagli. L’ascoltatore può così apprezzare la profondità del contrabbasso, la brillantezza delle note di chitarra e la potenza dei colpi di batteria come se fosse presente nello studio di registrazione nel 1964.

Solid non è solo un album da ascoltare, ma un’esperienza da vivere. La sua storia, sospesa tra il momento della registrazione e la pubblicazione ritardata di quindici anni, aggiunge un’aura di leggenda all’opera. La nuova edizione in vinile offre una nuova prospettiva su un disco spesso sottovalutato, permettendo di riscoprire il talento unico di Grant Green e la sinergia straordinaria con i suoi compagni di sessione.

Questa ripubblicazione conferma l’importanza di Solid nella discografia di Green e nella storia del jazz: un album che, pur registrato negli anni Sessanta, continua a parlare con forza agli ascoltatori di oggi, grazie alla sua combinazione di tecnica impeccabile, sentimento e groove irresistibile. Per chi ama il jazz, questo vinile è molto più di una ristampa: è un invito a entrare in un mondo sonoro ricco di energia e raffinatezza, dove ogni nota racconta una storia.

Frank Wess, John Coltrane, Paul Quinichette - Wheelin' & Dealin' (Original Jazz Classic)

Recentemente, Craft Recordings ha riportato alla luce uno dei tesori più affascinanti dell'epoca d'oro di Prestige Records con la ristampa di "Wheelin' & Dealin'" nella collana Original Jazz Classics, disponibile dal 22 agosto 2025. 

Questo album del 1958 rappresenta un momento magico nella storia del jazz: la riunione di tre sassofonisti leggendari - Frank Wess, John Coltrane e Paul Quinichette - in una sessione che cattura l'essenza pura dell'hard bop.

L'album, originariamente pubblicato da Prestige Records, presenta quattro brani che combinano composizioni originali di Mal Waldron con standard jazz, interpretati da quello che veniva talvolta chiamato "The Prestige All Stars". La formazione comprendeva lo stesso Mal Waldron al piano, il contrabbassista Doug Watkins e il batterista Arthur Taylor, creando un ensemble di straordinaria qualità musicale.

La nuova edizione Original Jazz Classics mantiene gli standard qualitativi più elevati: vinile da 180 grammi pressato presso RTI, mastering completamente analogico dai nastri originali realizzato da Cohearent Audio, e packaging in una copertina tip-on Stoughton per un'autentica presentazione vintage. Il lavoro di mastering è stato curato da Ryan K. Smith, specialista riconosciuto nel settore delle ristampe jazz di alta qualità.

Questa attenzione maniacale ai dettagli tecnici non è casuale: "Wheelin' & Dealin'" beneficia della registrazione di Rudy Van Gelder, uno dei più grandi ingegneri del suono nella storia del jazz, garantendo una qualità sonora eccezionale che viene preservata e valorizzata in questa ristampa.

La presenza di John Coltrane in questa fase della sua carriera è particolarmente significativa. Nel 1958, Coltrane stava attraversando un periodo di intensa crescita artistica, avendo superato i suoi problemi personali e sviluppando quel linguaggio musicale che lo avrebbe reso una leggenda. La sua interazione con Frank Wess, veterano della Count Basie Orchestra e maestro del flauto jazz, e con Paul Quinichette, soprannominato "Vice Prez" per il suo stile ispirato a Lester Young, crea dinamiche musicali uniche.

Questo incontro rappresenta un momento in cui la Prestige Records stava davvero permettendo ai musicisti di esprimersi liberamente in studio, con assoli più lunghi del solito e un'atmosfera da jam session, ma con una coesione complessiva più serrata.

Chico Hamilton Quintet Featuring Buddy Collette (Tone Poet Vinyl Edition)

La serie Tone Poet di Blue Note continua a sorprendere gli appassionati di jazz con ristampe di straordinaria qualità, e l'edizione vinilica AAA 180g di "Chico Hamilton Quintet Featuring Buddy Collette" rappresenta uno dei gioielli più preziosi di questa collezione. 

Questo album del 1955, originariamente pubblicato dalla Pacific Jazz, documenta uno dei momenti più innovativi e influenti del jazz della West Cost, catturando l'essenza di quello che sarebbe diventato noto come "chamber jazz" attraverso una formazione strumentale del tutto unica.

Il batterista e bandleader Foreststorn "Chico" Hamilton aveva già alle spalle un'esperienza significativa come sideman, avendo accompagnato leggende come Lester Young, Gerry Mulligan, Count Basie e Lena Horne. Ma fu nel 1955 che la sua visione artistica trovò piena espressione nella formazione di un quintetto che avrebbe rivoluzionato il modo di concepire il jazz da camera. L'idea di utilizzare il violoncello come strumento conduttore, affiancato da flauto, chitarra, contrabbasso e batteria, creava un sound completamente nuovo nel panorama jazzistico dell'epoca.

Il quintetto documentato in questa registrazione presenta una strumentazione che all'epoca appariva audace e sperimentale. Buddy Collette, polistrumentista di eccezionale versatilità, alternava flauto, sassofono alto e tenore, e clarinetto, dimostrando una padronanza tecnica e una sensibilità musicale che lo avevano già reso una figura di spicco nella scena jazz di Los Angeles. La sua capacità di passare da uno strumento all'altro senza soluzione di continuità, adattando il proprio approccio espressivo alle diverse timbriche, conferiva al gruppo una ricchezza sonora straordinaria.

Fred Katz al violoncello rappresentava l'elemento più innovativo della formazione. Il suo background classico si fondeva perfettamente con la sensibilità jazz, creando linee melodiche che potevano essere tanto liriche quanto ritmicamente incisive. Il violoncello di Katz non si limitava a fornire supporto armonico, ma diventava spesso voce solista, dialogando alla pari con gli altri strumenti della formazione.

Jim Hall alla chitarra, già allora riconosciuto come uno dei maestri dello strumento nel jazz, apportava quella sofisticazione armonica che sarebbe diventata il suo marchio distintivo. La sua capacità di creare accompagnamenti complessi senza mai appesantire la texture musicale si rivelava fondamentale per l'equilibrio del gruppo. Carson Smith al contrabbasso completava la formazione fornendo quella solidità ritmica indispensabile, mentre Hamilton stesso alla batteria dimostrava una sensibilità per le dinamiche e i colori sonori che andava ben oltre il semplice tenere il tempo.

Stan Getz – Live at Zardi’s 1956

Il mondo del jazz si arricchisce oggi di un’autentica gemma ritrovata. Dopo quasi settant’anni tornano infatti alla luce le registrazioni di due concerti tenuti da Stan Getz il 27 giugno 1956 al leggendario Zardi’s Jazzland di Los Angeles, uno dei club più rinomati dell’epoca, punto d’incontro della scena musicale sulla Hollywood Boulevard. 

A riportarle all’attenzione degli appassionati è la casa discografica The Lost Recordings, che ha recuperato e rimasterizzato dai nastri analogici originali ben ventotto brani, consegnandoli in edizioni di grande pregio.

Il progetto nasce dal lavoro di ricerca di Frédéric D’Oria-Nicolas, che nella primavera del 2025 ha rinvenuto le bobine grazie al contributo di Vincent Tornatore. Il risultato è un doppio album, pubblicato sia in vinile che in UHQCD, un formato giapponese che garantisce una qualità sonora superiore grazie a materiali e processi di produzione innovativi. 

Le edizioni in vinile sono state curate nei minimi dettagli: i tagli sono stati realizzati a 33 giri da Kevin Gray, la pressatura è firmata Phoenix Pressings™ e il packaging, elegante e raffinato, è stato stampato in Italia in tiratura limitata e numerata. La pubblicazione si articola in due volumi distinti, il primo distribuito a fine settembre e il secondo atteso per ottobre, con tirature che rendono ogni copia un oggetto da collezione.

Al centro di questa operazione c’è naturalmente la musica. Getz si esibiva allora con il suo quartetto formato da Lou Levy al pianoforte, Max Bennett al contrabbasso e Gary Frommer alla batteria. Il repertorio abbraccia standard immortali come Little Girl Blue, Easy Living e Sweet Lorraine, accanto a due composizioni originali firmate dallo stesso sassofonista. La registrazione restituisce il lirismo raffinato e la sonorità vellutata che hanno reso celebre il suo sax tenore, capace di avvicinarsi per intensità e cantabilità alla voce umana.

Pharoah Sanders - Message From Home (180 Gram Black Vinyl)

Dopo quasi tre decenni dalla sua uscita originale, torna finalmente disponibile in formato vinile di alta qualità uno degli album più visionari e controversi del leggendario sassofonista Pharoah Sanders

"Message From Home", capolavoro del 1996, viene ora riproposto in una prestigiosa edizione da 180 grammi che promette di restituire tutta la potenza e la complessità sonora di questa opera unica nel panorama del jazz contemporaneo.

Originariamente pubblicato nel 1996 dalla Verve Records, "Message From Home" rappresenta uno degli esperimenti più audaci nella lunga carriera di Pharoah Sanders. L'album, prodotto dal visionario Bill Laswell, si presenta come "un viaggio trascendente attraverso il suono, che fonde l'eredità spirituale jazz di Pharoah Sanders con groove hip-hop ipnotici e ricchi ritmi africani".

Il disco nasce dalla collaborazione tra Sanders e Laswell, due artisti che condividevano la visione di un jazz capace di abbracciare le tradizioni musicali globali senza perdere la propria identità spirituale e innovativa. Il risultato è un'opera che sfida le categorizzazioni, spaziando dall'afro-jazz al world music, dall'ambient alle sonorità elettroniche.

La forza di "Message From Home" risiede anche nella straordinaria formazione che accompagna Sanders. L'album vede la partecipazione di musicisti di calibro internazionale, ognuno dei quali porta il proprio contributo culturale e musicale. 

Tra questi spiccano Foday Musa Suso alla kora, maestro della tradizione musicale dell'Africa occidentale, Dominic Kanza alla chitarra che apporta sonorità africane contemporanee, e Michael White al violino che aggiunge preziose texture orchestrali. Il sound è arricchito dalla presenza di Bernie Worrell alle tastiere, leggenda del funk e storico collaboratore dei Parliament-Funkadelic, mentre Hamid Drake alle percussioni porta la sua esperienza di batterista tra i più rispettati del jazz d'avanguardia. Jeff Bova completa il quadro curando programmazione e arrangiamenti elettronici.

Stanley Turrentine - In Memory Of (Tone Poet Vinyl Edition)

Una delle storie più affascinanti della discografia Blue Note trova nuova vita grazie alla prestigiosa serie Tone Poet. 

"In Memory Of" di Stanley Turrentine, un album dal destino singolare che aspettò quindici anni prima di vedere la luce e che oggi torna a splendere in vinile con la qualità audiofila che merita.

"In Memory Of" rappresenta uno dei casi più curiosi nella storia della Blue Note Records. Registrato il 3 giugno 1964 negli storici Van Gelder Studios di Englewood Cliffs, New Jersey, l'album rimase negli archivi dell'etichetta per ben quindici anni prima di essere pubblicato nel 1979. 

Un destino particolare per quella che si rivelerà essere una delle sessioni più intense e musicalmente ricche del sassofonista di Pittsburgh.

La storia di questo disco riflette le complesse dinamiche dell'industria discografica degli anni '60, quando la Blue Note aveva una produzione così ricca che molte registrazioni eccellenti rimanevano inedite per anni. 

Nel caso di "In Memory Of", il tempo si è rivelato un alleato, permettendo a questo capolavoro di emergere in un momento in cui poteva essere apprezzato nella sua piena grandezza.

L'album vede Turrentine con uno straordinario sestetto composto da Blue Mitchell alla tromba, Curtis Fuller al trombone, Herbie Hancock al pianoforte, Bob Cranshaw al contrabbasso e Otis 'Candy' Finch alla batteria. Una formazione che rappresenta il meglio del jazz anni '60, con musicisti che stavano simultaneamente forgiando il futuro del genere.

Herbie Hancock, allora ventiquattrenne, era già membro del celebre quintetto di Miles Davis e stava sviluppando quel linguaggio armonico innovativo che avrebbe caratterizzato la sua carriera. Blue Mitchell portava la sua eleganza lirica e la precisione tecnica che lo rendevano uno dei trombettisti più ricercati dell'epoca. Curtis Fuller aggiungeva la sua sonorità robusta e il fraseggio incisivo al trombone, mentre la sezione ritmica di Cranshaw e Finch garantiva un groove solido e versatile.

Time Traveler Records ridà vita ai tesori jazz di Muse Records

È un viaggio nel tempo che riscrive il presente quello che Time Traveler Records ha appena intrapreso: un progetto ambizioso che punta a riportare sotto i riflettori tre capolavori del catalogo Muse Records, etichetta storica del jazz americano attiva tra gli Anni ‘70 e ‘90. 

Ad inaugurare la serie chiamata Muse Master Edition sarà un trio di reissue in vinile – attesi per il 17 ottobre – che promettono di essere esperienze audio-visive di lusso.

I tre album prescelti per questa prima uscita sono “The Free Slave” (1972) del batterista Roy Brooks, “Sunset To Dawn” (1973) del pianista Kenny Barron, e “Cosmos Nucleus” (1976), un tesoro raro del sassofonista panamense Carlos Garnett, con un giovane Kenny Kirkland alle tastiere. 

Queste incisioni saranno presentate su dischi in vinile da 180 grammi di altissima qualità, realizzati in Germania da Optimal Media, con mastering analogico direttamente dai nastri originali a cura dell’ingegnere Matthew Lutthans presso The Mastering Lab in Kansas. Il packaging sarà altrettanto raffinato, con copertine in alta lucentezza tipo “tip-on” stampate da Stoughton Press, corredate da note di copertina inedite e fedeli riproduzioni visive della grafica originale, perfino ritocata e restaurata dal designer John Sellards. 

Zev Feldman, il produttore e “Jazz Detective” dietro l’operazione, descrive questo lancio come un vero e proprio "rolls-royce", un’edizione "ultra-deluxe" che offre ai collezionisti un modo privilegiato di riscoprire capolavori pronti a brillare nuovamente. 

Il progetto è sviluppato in collaborazione con Craft Recordings, con distribuzione affidata a Virgin Music Group, e anche se il primo focus è sul jazz, Feldman lascia intendere che in futuro potrebbero essere esplorati altri generi e patrimonio musicale da archiviare con la stessa cura. 

The John Coltrane Quartet Plays (Verve Acoustic Sounds)

La celebre serie Verve Acoustic Sounds si arricchisce di un nuovo gioiello imperdibile per gli appassionati di jazz: "The John Coltrane Quartet Plays". 

Questo vinile da 180 grammi rappresenta molto più di una semplice ristampa: è il ritorno in veste audiofila di uno degli album più significativi del periodo finale di John Coltrane come leader.

Registrato in due sessioni a pochi mesi di distanza dal lavoro su "A Love Supreme", questo album costituisce una perfetta introduzione al periodo finale di Coltrane come leader. 

Stiamo parlando di un'opera del 1965 che cattura il grande sassofonista in un momento di straordinaria maturità artistica, quando la sua ricerca musicale si stava orientando verso territori sempre più sperimentali senza mai perdere di vista la bellezza melodica.

L'album documenta quattro lunghi brani, registrati in tre sedute tra febbraio e maggio del 1965 nello studio di Rudy Van Gelder, il leggendario ingegnere del suono che ha contribuito a definire il sound del jazz moderno. Questa combinazione di genio creativo e perfezione tecnica rende "The John Coltrane Quartet Plays" un documento sonoro di valore inestimabile.

Il programma dell'album presenta una tracklist che include "Chim Chim Cheree" e "Brazilia" nel lato A, mentre "Nature Boy" occupa il lato B, completato da "Song of Praise". Questa selezione rappresenta un'alternanza di standard e di composizioni originali di Coltrane, mostrando la versatilità del quartetto nel trattare materiale di diversa provenienza.

L'album documenta il leggendario John Coltrane Quartet nella sua formazione classica, con John Coltrane al sassofono tenore e soprano, McCoy Tyner al pianoforte, Jimmy Garrison al contrabbasso ed Elvin Jones alla batteria. Questa formazione, considerata una delle più influenti nella storia del jazz, raggiunge qui un equilibrio perfetto tra ricerca armonica avanzata e comunicazione emotiva diretta. In alcune tracce si aggiunge Art Davis al secondo contrabbasso, arricchendo ulteriormente le sfumature timbriche dell'ensemble.

"The John Coltrane Quartet Plays" uscì nel 1965 ricevendo generalmente calorose recensioni e si rivelò un successo immediato, collocandosi accanto a capolavori come "Lush Life" (1957), "The Stardust Sessions" (1958), "Ballads" (1963) e "John Coltrane Meets Johnny Hartman" (1966) come uno degli album di standard più amati di Coltrane.

Wayne Shorter - Introducing Wayne Shorter (Original Jazz Classics)

La prestigiosa collana Original Jazz Classics di Craft Recordings celebra il 2025 con una ristampa fondamentale: "Introducing Wayne Shorter", l'album di debutto del leggendario sassofonista tenore che segnò l'inizio di una delle carriere più influenti nella storia del jazz moderno.

Originariamente pubblicato su Vee-Jay nel 1960, "Introducing Wayne Shorter" rappresenta un momento cruciale nella storia del jazz: il primo passo di Wayne Shorter come leader, dopo gli anni formativi nei Jazz Messengers di Art Blakey. L'album sarà disponibile in formato digitale dal 27 giugno 2025 e in vinile 180g dal 29 agosto 2025.

Ciò che rende questo album particolarmente speciale è la formazione straordinaria che accompagna il giovane Shorter. L'album presenta il bassista Paul Chambers e il batterista Jimmy Cobb, la sezione ritmica di Miles Davis, insieme a Lee Morgan alla tromba e Wynton Kelly al pianoforte. Questa combinazione di talenti crea un sound inconfondibile che fonde la freschezza dell'innovazione con la solidità dell'esperienza.

L'album include 5 composizioni originali di Shorter e una cover di "Mack The Knife". Il programma dimostra fin da subito la capacità compositiva di Shorter, con brani che spaziano dall'hard bop più tradizionale a soluzioni armoniche e melodiche che anticipano le sue future esplorazioni avant-garde.

Questo album rappresenta molto più di un semplice debutto discografico. Come primo sforzo di Shorter come bandleader, l'album presenta una formazione stellare che offre sei brani di hard bop di qualità. È il documento di un artista che, pur essendo ancora agli inizi della sua carriera da leader, dimostra già una voce compositiva distintiva e una visione artistica matura.

Geri Allen - The Printmakers

Nel panorama del jazz contemporaneo ci sono debutti che non passano inosservati e che, con il tempo, diventano punti di riferimento. 

È il caso di The Printmakers, il primo album a nome di Geri Allen, registrato nel febbraio del 1984 a Stoccarda con Anthony Cox al contrabbasso e Andrew Cyrille alla batteria. 

Pubblicato dalla neonata etichetta tedesca Minor Music, il disco segnò subito la nascita di una voce originale e audace, capace di aprire nuove prospettive per il pianismo jazz.

Quarant’anni più tardi, nel 2025, quello stesso lavoro torna alla luce in una prestigiosa ristampa in vinile, un’operazione che non ha soltanto il valore di un omaggio ma diventa un atto di memoria e di rinnovata attualità. 

L’etichetta Minor Music, che nacque proprio con la pubblicazione di questo album, celebra così la sua stessa storia e quella di un’artista che nel corso della carriera avrebbe saputo ridefinire il ruolo del pianoforte jazz nel dialogo con la tradizione e l’avanguardia.

Riascoltato oggi, The Printmakers conserva intatta la sua forza. Dall’apertura con “A Celebration of All Life”, dove percussioni e suoni astratti si trasformano progressivamente in una melodia vibrante, fino alle atmosfere di “Eric (For Eric Dolphy)”, omaggio a uno degli innovatori più radicali della storia del jazz, ogni brano rivela la capacità di Allen di mettere in discussione schemi consolidati e di costruire paesaggi sonori in cui lirismo e ricerca convivono. 

Elvin Jones - Puttin’ It Together (Blue Note Classic Vinyl Series)

Dopo sei intensi anni al fianco di John Coltrane nel leggendario Quartet, Elvin Jones si ritrovò nel 1968 a dover reinventare la sua carriera artistica. 

"Puttin' It Together" rappresentò l'inizio di un nuovo capitolo nella carriera del leggendario batterista, seguendo i suoi sei anni con il seminale John Coltrane Quartet e la morte di Coltrane nel 1967.

Quello che emerse da questo momento di transizione fu un album di rara potenza espressiva: "Puttin' It Together", il suo primo lavoro come leader per Blue Note, registrato e pubblicato nel 1968. Il disco segna anche il primo a presentare il suo trio con il sassofonista/flautista Joe Farrell e il bassista Jimmy Garrison.

Il trio di Jones presenta una formazione essenziale ma incredibilmente versatile. Jones si trova in trio con il bassista Jimmy Garrison e il polistrumentista Joe Farrell, che si esibisce al saxofono tenore, saxofono soprano, flauto e piccolo.

Il formato spartano permise a Farrell di intraprendere fantastici voli solistici in un vivace dialogo a tre vie tra i musicisti. La versatilità di Farrell aggiunge colori strumentali unici all'album: il suono infuocato del piccolo bebop di Joe Farrell è uno dei momenti salienti dell'album.

"Puttin' It Together" offre un'esperienza musicale che bilancia perfettamente libertà espressiva e coesione di gruppo. Elvin Jones mostra la sua creatività con un assolo ritmicamente non ortodosso, concludendo con una cadenza di batteria giocosa che rientra nel tema principale.

L'album include brani come "Village Greene", descritto come un tipico blues minore con interazione ritmica tra Jones e gli altri membri del trio, dimostrando la capacità del gruppo di navigare tra tradizione e innovazione.

La nuova edizione fa parte della prestigiosa Blue Note Classic Vinyl Series. Questa edizione Blue Note Classic Vinyl è stereo, completamente analogica, masterizzata da Kevin Gray dai nastri master originali, e pressata su vinile da 180g presso Optimal.

Kenny Burrell - Kenny Burrell (Original Jazz Classics)

Nell'universo delle ristampe di alta qualità, pochi eventi suscitano l'entusiasmo degli appassionati quanto il ritorno di un classico album jazz in una nuova veste audiophile. 

È questo il caso della nuova edizione dell'album omonimo "Kenny Burrell", originariamente pubblicato da Prestige Records nel 1957, che torna ora nella prestigiosa Serie Original Jazz Classics con una qualità tecnica e una cura editoriale che rendono giustizia alla grandezza artistica dell'opera originale.

Questo disco rappresenta un momento particolare nella carriera del chitarrista di Detroit: si tratta del suo quarto album come leader per l'etichetta Prestige e del sesto album da leader della sua carriera. 

All'età di soli 25 anni, Burrell aveva già sviluppato quello stile riconoscibile e diretto che lo avrebbe reso una delle voci più rispettate della chitarra jazz americana.

L'album presenta Burrell alla chitarra in compagnia di musicisti di primissimo piano, ognuno dei quali porta un contributo distintivo al sound complessivo del disco. Cecil Payne al sassofono baritono è forse la presenza più caratterizzante: il suo strumento, non comune nelle formazioni jazz dell'epoca, aggiunge una profondità armonica e una ricchezza timbrica che rendono unico il colore di queste registrazioni.

Tommy Flanagan al pianoforte rappresentava già allora una garanzia di eleganza e swing. Il pianista, frequente collaboratore di Burrell, dimostra in questo album quella sensibilità musicale che lo avrebbe reso uno degli accompagnatori più richiesti del jazz. La sua capacità di creare tappeti armonici sofisticati senza mai sovrastare i solisti era già pienamente sviluppata in queste registrazioni del 1957.

La sezione ritmica è completata da Doug Watkins al contrabbasso e Elvin Jones alla batteria. Watkins, con il suo suono caldo e la sua concezione walking bass sempre impeccabile, forniva la base ideale per le esplorazioni armoniche del quintetto. Jones, futuro pilastro del quartetto di John Coltrane, mostra già in queste registrazioni quella creatività ritmica che lo avrebbe reso leggendario.

Antônio Carlos Jobim – The Composer of Desafinado, Plays (Verve Vault)

Ci sono album che non appartengono solo alla storia della musica, ma sembrano vivere al di fuori del tempo. 

Uno di questi è senza dubbio The Composer of Desafinado, Plays, il debutto solista di Antônio Carlos Jobim, uscito nel 1963 per la Verve Records. Un disco che segnò non soltanto la consacrazione internazionale del grande compositore brasiliano, ma anche il momento in cui la bossa nova si impose come linguaggio universale, capace di parlare al mondo con la sua eleganza sottile e il suo lirismo inconfondibile.

Oggi quell’album ritorna sotto una nuova luce grazie alla collana Verve Vault, un progetto con cui Verve Label Group e UMe hanno deciso di riportare in vita, in edizioni di altissima qualità, alcuni tesori nascosti e grandi classici dei loro cataloghi storici. 

The Composer of Desafinado, Plays sarà uno dei due titoli inaugurali di questa serie, insieme a Sonny Side Up di Dizzy Gillespie, Sonny Rollins e Sonny Stitt. Le nuove edizioni usciranno in vinile da 180 grammi, completamente analogiche, con mastering di Ryan K. Smith e stampa a cura di Optimal: un lavoro pensato per offrire un’esperienza d’ascolto fedele e avvolgente, come se ci si trovasse nello studio di registrazione accanto agli artisti.

Registrato a New York nel maggio del 1963 sotto la produzione di Creed Taylor, l’album fu un biglietto da visita straordinario per Jobim sul mercato americano. Niente voci, niente parole: solo musica strumentale, per lasciare che fossero le melodie a parlare. E quelle melodie erano già destinate all’eternità: Desafinado, Chega de Saudade, One Note Samba, Meditation… brani che avrebbero fatto scuola e che qui si presentano in arrangiamenti orchestrali raffinati firmati da Claus Ogerman, dando vita a un equilibrio unico tra spirito brasiliano, sensibilità jazz e delicatezza da camera.