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Charles Tolliver's Music-Inc, "Jazz Session", France 1971 (video)

Gene Jackson, CC BY-SA 2.0

Nel panorama del jazz degli anni ’70, pochi gruppi riuscivano a combinare virtuosismo tecnico, energia contagiosa e una raffinata sensibilità compositiva come il quartetto di Charles Tolliver, Music-Inc. 

Una testimonianza straordinaria di questo ensemble è offerta dal video “Jazz Session”, trasmesso dalla televisione francese l’8 novembre 1971, che immortala la band in una performance live in studio. Sebbene la data esatta della registrazione rimanga sconosciuta, la potenza e la freschezza dell’esecuzione sono palpabili ancora oggi.

Il gruppo era formato da musicisti di altissimo livello: Charles Tolliver alla tromba, Stanley Cowell al pianoforte, Wayne Dockery al basso e Alvin Queen alla batteria. Ognuno di loro contribuisce con il proprio linguaggio musicale a creare un suono compatto, brillante e pieno di sorprese armoniche.

La scaletta proposta nella sessione televisiva è un piccolo compendio del talento compositivo e interpretativo del quartetto. Si apre con “Orientale”, firmata da Cowell, un brano in cui le sfumature melodiche si intrecciano con ritmi pulsanti, creando un’atmosfera sospesa e coinvolgente. Seguono “Lynnsome” e “Ruthie’s Heart”, composizioni di Tolliver, dove la tromba emerge come voce solista con linee incisive, melodiche e al contempo improvvisative, sostenuta dalla solidità ritmica di Dockery e Queen. Chiude la sessione “Prayer for Peace”, altro pezzo di Cowell, che con la sua delicatezza e profondità espressiva evidenzia la capacità del quartetto di modulare intensità e sentimento, passando dalla tensione all’eleganza lirica senza soluzione di continuità.

Toots Thielemans e Franco Cerri: Bluesette a “Chitarra amore mio” (video)

Un momento prezioso della storia del jazz in televisione italiana è l’esecuzione di Bluesette da parte di Toots Thielemans, presentato da Franco Cerri. 

I due musicisti, prima di immergersi nel brano, duettano con grande intesa, dando vita a un dialogo sonoro elegante e spontaneo.

L’esibizione andò in onda all’interno di una delle otto storiche puntate di “Chitarra amore mio”, trasmesse sul Secondo Canale RAI tra luglio e settembre del 1965 e condotte da Arnoldo Foà.

Il programma, dedicato al mondo della chitarra in tutte le sue espressioni, rappresentò un’occasione unica per il pubblico italiano di conoscere da vicino artisti internazionali come Thielemans, maestro dell’armonica e chitarrista raffinato, e di vederlo in scena accanto a Franco Cerri, già allora punto di riferimento del jazz italiano.

Questa interpretazione di Bluesette rimane una testimonianza straordinaria della forza comunicativa del jazz, capace di unire culture e linguaggi diversi attraverso la spontaneità dell’improvvisazione.

Buddy Rich and Gene Krupa with Sammy Davis Jr (video)

Il video intitolato Buddy Rich and Gene Krupa with Sammy Davis Jr. presenta una delle performance più iconiche nella storia del jazz televisivo: una sfida tra due leggende della batteria, Buddy Rich e Gene Krupa, accompagnati dal carismatico Sammy Davis Jr. 

Questo spettacolo è andato in onda nel 1966 durante The Sammy Davis Jr. Show, un programma televisivo che ha ospitato numerosi artisti di spicco dell'epoca.

Buddy Rich e Gene Krupa sono considerati due dei batteristi più influenti nella storia del jazz. Rich era noto per la sua tecnica impeccabile e la sua energia travolgente, mentre Krupa era apprezzato per il suo stile melodico e il suo carisma sul palco. 

La loro "drum battle" è diventata leggendaria, mostrando non solo la loro abilità tecnica, ma anche la loro capacità di intrattenere il pubblico con dinamiche e interazioni coinvolgenti.

Sammy Davis Jr., con la sua presenza scenica e il suo talento poliedrico, ha aggiunto un ulteriore livello di intrattenimento alla performance. La sua capacità di cantare, ballare e intrattenere ha reso questo incontro tra batteristi ancora più speciale, creando un'atmosfera di festa e celebrazione della musica jazz.

Bill Evans Trio - BBC Studios London, 1965 (video)

Tra le testimonianze audiovisive più importanti del jazz degli anni Sessanta, il concerto del Bill Evans Trio registrato dalla BBC il 19 marzo 1965 per la celebre trasmissione Jazz 625 occupa un posto speciale. 

Non si tratta soltanto di una performance impeccabile, ma di un vero documento storico che cattura uno dei momenti più intensi nella carriera di Evans, già allora riconosciuto come uno dei pianisti più lirici e innovativi della sua generazione.

Il trio schierava al fianco di Evans due musicisti di grande valore: Chuck Israels al contrabbasso e Larry Bunker alla batteria. Israels aveva raccolto l’eredità lasciata da Scott LaFaro, tragicamente scomparso nel 1961, portando con sé un approccio solido e al tempo stesso sensibile, perfettamente in linea con l’estetica del leader. Bunker, versatile e raffinato, completava il gruppo con un drumming che non invadeva mai lo spazio, ma sapeva sottolineare con discrezione e creatività ogni inflessione del pianoforte.

Il programma Jazz 625, trasmesso su BBC Two, era noto per la qualità delle sue riprese: immagini nitide, luci curate e un’attenzione particolare al suono. A differenza di molte registrazioni coeve, spesso segnate da limiti tecnici, questo concerto ci restituisce non solo l’intensità musicale del trio, ma anche la dimensione visiva di Evans al pianoforte, assorto e concentrato, quasi a voler scolpire ogni nota nel silenzio.

Art Pepper Quartet – Jazz Casual 1964 (video)

Nel panorama del jazz televisivo degli anni Sessanta, la serie “Jazz Casual” occupa un posto speciale. Ideata e condotta dal critico Ralph J. Gleason per la televisione pubblica americana, la trasmissione aveva l’obiettivo di portare la musica jazz nelle case degli spettatori, senza artifici, con riprese sobrie e un’attenzione unica all’autenticità delle performance. 

Ogni puntata diventava così un documento prezioso, capace di catturare non solo il suono ma anche l’atmosfera intima del jazz dal vivo.

Tra le puntate più significative spicca quella del 9 maggio 1964, dedicata all’Art Pepper Quartet. In quel periodo il sassofonista californiano era già considerato una delle voci più intense e liriche del jazz della West Coast, nonostante una carriera segnata da lunghi periodi di assenza dovuti ai suoi travagli personali. Proprio per questo, vederlo in forma smagliante sul piccolo schermo rappresenta oggi una testimonianza di grande valore storico e artistico.

Il quartetto, essenziale nella formazione, lascia ampio spazio al timbro struggente e passionale del sax alto di Pepper, capace di muoversi con naturalezza tra ballad profonde e brani più veloci e ritmati. La musica scorre con una tensione emotiva costante: la forza di Pepper sta infatti nella capacità di trasformare ogni nota in un racconto, di dare voce alle proprie fragilità e ai propri entusiasmi attraverso lo strumento. 

Accanto a lui, nel video troviamo tre musicisti di grande sensibilità: George Cables al pianoforte, già allora una delle voci emergenti più raffinate della scena californiana; Hal Gaylor al contrabbasso, solido e preciso nel sostenere il flusso musicale; e Carl Burnett alla batteria, dal tocco elegante e sempre attento al dialogo con i solisti. Insieme costruiscono un suono coeso e luminoso, che esalta al meglio l’intensità di Pepper.

Quando Frank Sinatra incontrò Elvis Presley in TV

La sera del 26 marzo 1960, la televisione americana mise in scena un momento destinato a entrare nella storia dello spettacolo: l’incontro tra Frank Sinatra ed Elvis Presley. 

Due icone apparentemente lontane – il crooner elegante e raffinato che aveva dominato gli anni ’40 e ’50 e il “Re del Rock’n’Roll” che aveva sconvolto la scena musicale nella seconda metà del decennio – si ritrovarono fianco a fianco nello speciale televisivo The Frank Sinatra Timex Show: Welcome Home Elvis.

Il contesto era speciale: Elvis, appena congedato dall’esercito dopo due anni di leva in Germania, tornava davanti alle telecamere per la prima volta. Era il 1958 quando il cantante di Memphis aveva interrotto la sua carriera al culmine del successo per indossare la divisa; il pubblico americano lo attendeva con trepidazione, e Sinatra colse l’occasione per celebrare il suo ritorno in grande stile.

L’incontro non fu solo un evento mediatico, ma anche un simbolico passaggio di testimone. Sinatra, che in passato aveva espresso dubbi sul rock’n’roll definendolo una moda passeggera, riconosceva ora l’importanza di Presley. Sul palco i due si scambiarono i brani: Elvis cantò Witchcraft, uno dei successi di Sinatra, mentre “The Voice” intonò Love Me Tender, la ballata più romantica di Presley. Lo scambio fu accolto da applausi scroscianti, dimostrando che le barriere tra generazioni musicali potevano essere superate.

Oscar Peterson, Count Basie & Joe Pass - BBC 1980

Oggi cade il centenario della nascita di Oscar Peterson, un anniversario di cui ci siamo già occupati su questo blog. 

Per celebrare questo importante anniversario, ecco questo speciale televisivo della BBC del 1980, che sarebbe rimasto nella storia del jazz come uno dei momenti più memorabili mai catturati dalle telecamere. 

Il programma "Words & Music" presentò un incontro irripetibile tra tre giganti della musica jazz: Oscar Peterson, Count Basie e Joe Pass, accompagnati da Niels-Henning Ørsted Pedersen al contrabbasso e Martin Drew alla batteria.

Lo speciale fu registrato presso la Royal Festival Hall di Londra il 6 novembre 1980, in un periodo in cui Oscar Peterson aveva già consolidato la sua reputazione come uno dei più grandi pianisti jazz di tutti i tempi. Il programma "Words & Music" era una produzione BBC che vedeva Peterson nel duplice ruolo di performer e conduttore, continuando un format che aveva già sperimentato con successo nella televisione canadese alla fine degli anni '70.

Il programma combinava sapientemente performance musicali e momenti di conversazione. Peterson fungeva da padrone di casa geniale e ben informato, guidando il pubblico attraverso diverse esibizioni che mostravano le peculiarità artistiche di ciascun musicista.

Tra i momenti più memorabili dello speciale: l'esecuzione di un jazz waltz da parte del trio di Peterson; la performance solista di Joe Pass su "Ain't Misbehavin'", dimostrando la sua maestria nella chitarra senza accompagnamento; il celebre duetto tra Peterson e Basie su "Jumpin' At The Woodside" con due pianoforti

Brevi ma illuminanti conversazioni tra Peterson e i suoi ospiti sui aspetti tecnici e artistici del jazz.

Questo speciale rappresenta un documento prezioso di un'epoca d'oro del jazz. La combinazione di tre approcci stilistici diversi ma complementari - il virtuosismo espansivo di Peterson, l'eleganza essenziale di Basie e la versatilità solistica di Pass - offre uno spaccato unico dell'evoluzione del linguaggio jazzistico.

Duke Ellington e Louis Armstrong all'Ed Sullivan Show

Il 17 dicembre 1961, il palco dell'Ed Sullivan Show si trasformò in un palcoscenico per la storia del jazz. Per la prima volta in 30 anni, due giganti della musica americana - Duke Ellington e Louis Armstrong - si esibirono insieme in televisione, regalando al pubblico americano un momento di pura magia musicale.

Quella domenica sera, Louis Armstrong salì sul palco con la sua formazione All Stars, che includeva musicisti di calibro eccezionale: Joe Darensbourg al clarinetto e Trummy Young al trombone. Ma l'elemento che rese quella serata davvero speciale fu la presenza di Duke Ellington al pianoforte, che si unì alla performance in quello che sarebbe diventato un momento iconico della televisione americana.

Questo incontro televisivo non fu solo un momento di intrattenimento, ma rappresentò il culmine di una collaborazione artistica che aveva radici profonde. Nel 1961, Ellington e Armstrong avevano già registrato insieme "The Great Summit", l'unico album studio completo mai realizzato dai due giganti del jazz. Le registrazioni televisive all'Ed Sullivan Show divennero così il complemento perfetto di quel progetto discografico.

L'Ed Sullivan Show era già famoso per aver portato nella televisione americana alcuni dei più grandi artisti del mondo. Sullivan stesso aveva un rapporto particolare con Louis Armstrong, tanto che nel 1959, quando Pops si ammalò gravemente in Italia, Sullivan prese il primo volo per raggiungerlo. Questa amicizia personale si rifletteva nella qualità delle performance che Armstrong offriva nel programma.

Timex All-Star Jazz - The Golden Age of Jazz

Foto in dominio pubblico
(fonte: Louis Armstrong House Museum).

Il 7 gennaio 1959, la televisione americana presentò uno dei momenti più memorabili nella storia del jazz televisivo con "Timex All-Star Jazz - The Golden Age of Jazz", il quarto episodio della prestigiosa serie sponsorizzata da Timex e trasmesso in diretta su CBS. 

Questo programma speciale, condotto dal leggendario Jackie Gleason, rappresenta un documento storico fondamentale che catturò l'essenza dell'età d'oro del jazz americano.

Il programma fu diretto da Dave Geisel e Hal Tulchin e vide la partecipazione di giganti del jazz come Louis Armstrong, Duke Ellington e la sua orchestra, Harry Carney e Barbara Dane. La scaletta della serata rappresentava un vero e proprio viaggio attraverso i suoni più raffinati del jazz dell'epoca.

Tra i momenti salienti dello spettacolo: Duke Ellington e la sua orchestra con "Satin Doll" e "Take the 'A' Train"; Louis Armstrong che cantava e suonava "Now You Have Jazz"; "Slide, Frog, Slide" con i Dukes of Dixieland; il quintetto di Dizzy Gillespie con "St. Louis Blues"; un duetto vocale e strumentale tra Gillespie e Armstrong; Ruth Olay che cantava accompagnata da Ellington e la sua orchestra; ed Ellington con "Sophisticated Lady".

Jackie Gleason, già celebre per la sua carriera comica e per il successo televisivo di "The Honeymooners", si rivelò un conduttore ideale per questo tipo di programmazione. "Che tu lo sappia o no," disse Jackie Gleason, traboccante di entusiasmo durante il più recente Timex All-Star Jazz Show in TV, "stai vivendo nell'età d'oro del jazz!" Le sue parole, pronunciate con genuina passione, catturavano perfettamente lo spirito di un'epoca in cui il jazz era al centro della cultura musicale americana.

Il programma fu registrato il 7 gennaio 1959 a New York City e trasmesso in diretta in tutta la nazione su CBS. Questo quarto episodio della serie Timex All-Star Jazz Show rappresentava l'apice di una programmazione televisiva che aveva il coraggio di dedicare un'intera serata al jazz, in un'epoca in cui la televisione stava ancora definendo i propri standard di intrattenimento.

For Jazz 625 – One Night Only (video)

Ci sono concerti che, già nel momento in cui accadono, si avverte che diventeranno un documento, una testimonianza, un rito collettivo. È questo il caso di “For Jazz 625: One Night Only”, trasmesso dalla BBC nel 2019 e registrato negli studi di Maida Vale come omaggio contemporaneo a “Jazz 625”, leggendaria trasmissione britannica degli anni Sessanta che per prima portò il jazz in TV con una qualità tecnica e musicale fuori dal comune.

Il titolo del concerto, One Night Only, è più di una semplice etichetta: evoca un evento irripetibile, e infatti la serata ha riunito alcuni dei musicisti più significativi del panorama jazz contemporaneo per una celebrazione che guarda al passato senza nostalgia, ma con orgoglio e consapevolezza.

La magia di Jazz 625 era racchiusa nella sua capacità di unire eleganza visiva e attenzione per il suono, in un’epoca in cui il jazz in Europa stava trovando una voce propria. In questo revival del 2019, condotto da Clare Teal, cantante e divulgatrice appassionata, si respira proprio quella combinazione di rispetto per la tradizione e slancio verso il futuro.

Sul palco, infatti, si alternano veterani e astri nascenti del jazz: Joshua Redman, ospite d’onore americano, si affianca a Soweto Kinch, Nikki Yeoh, Jacqui Dankworth, Guy Barker, Gregory Porter, Zara McFarlane e altri ancora. L’ensemble della BBC Concert Orchestra, arrangiata in modo superbo, regala profondità sinfonica senza mai soffocare l’improvvisazione.

Fine serata da Franco Cerri

“Fine serata da Franco Cerri” (1971) era un programma televisivo trasmesso dalla Rai, che vedeva come protagonista Franco Cerri, uno dei più grandi chitarristi jazz italiani.

Il varietà è andato in onda per la prima volta nel 1971 sulla  Rai, in seconda serata (da cui il nome “Fine serata”)  con la regia di Lino Procacci, e combinava momenti musicali dal vivo con ospiti, interviste e un taglio informale, per portare il jazz in televisione a un pubblico più vasto, ed era composto da sei serate.

Cerri, con il suo stile affabile e la sua abilità strumentale, contribuì a far entrare il jazz nel salotto degli italiani.

Nelle puntate hanno partecipato numerosi grandi nomi del panorama musicale, tra cui: Enzo Jannacci, Nicola Arigliano, Lucio Dalla, Bruno Lauzi, Cochi e Renato, mentre tra gli ospiti internazionali Jean Luc Ponty, Dizzy Gillespie, Gerry Mulligan, Slide Hampton e Tony Scott.