Możdżer, Privat, Rantala, Wollny - Jazz at Berlin Philharmonic XVI: Piano Night II

Quando "quattro eccellenti pianisti jazz europei unici, ognuno con libertà di espressione illimitata" si incontrano nella sala principale completamente piena della Berliner Philharmonie, accade qualcosa di magico. 

"Jazz at Berlin Philharmonic XVI: Piano Night II" non è semplicemente un album dal vivo, ma la testimonianza di un evento musicale che trascende i confini nazionali e stilistici per celebrare l'arte del pianoforte jazz nelle sue molteplici sfaccettature.

È stata questa magia intensa che ha dato vita alla serie Jazz at Berlin Philharmonic. Al primo concerto nel 2012, c'erano tre pianisti: Iiro Rantala, Michael Wollny e Leszek Mozdzer

Tutto è iniziato come un esperimento unico, un concerto jazz curato in modo speciale nel tempio della musica classica. Più di un decennio dopo, Rantala, Wollny e Mozdzer si incontrano di nuovo in questa sala speciale, che è sempre stata pensata per avere "la musica al centro". Questa volta, i tre originali sono accompagnati da Grégory Privat, un altro talento pianistico unico.

Il formato rimane fedele allo spirito originale: abbracciando un repertorio che spazia da JS Bach a Chick Corea, dall'Eurojazz all'avanguardia classica, in formazioni solo e in ensemble variabili, creando un caleidoscopio sonoro di rara bellezza ed eclettismo.

Il pianista tedesco Michael Wollny rappresenta forse l'anima più cerebrale e architettonica del quartetto. La sua capacità di costruire narrazioni musicali complesse, di giocare con spazi e silenzi, di decostruire e ricostruire melodie familiari, emerge chiaramente in questo contesto. Wollny non è mai prevedibile: può passare dall'intimismo più raccolto all'esplosione virtuosistica con una naturalezza che testimonia una maturità artistica eccezionale.

Il finlandese Iiro Rantala porta nel progetto quella peculiare combinazione di tecnica impeccabile e sensibilità nordica che caratterizza la sua estetica. Conosciuto per il suo umorismo e la sua curiosità che attraversa i generi, Rantala sa essere tanto poeta quanto showman, capace di emozionare con un ballad quanto di stupire con le sue incursioni in territori musicali inaspettati.

Il polacco Leszek Mozdzer rappresenta forse l'elemento più lirico del quartetto. La sua concezione melodica, intrisa di quella malinconia slava che sa trasformare ogni standard in un piccolo dramma esistenziale, aggiunge una dimensione emotiva profonda a ogni performance. Mo?d?er non suona mai per impressionare, ma sempre per commuovere.

Il martinichese Grégory Privat, l'ultimo arrivato nel gruppo, porta una freschezza e una prospettiva diversa. La sua formazione, che fonde tradizione jazz, influenze caraibiche e sensibilità contemporanea, aggiunge al mix una dimensione ritmica e armonica che arricchisce ulteriormente il dialogo tra i quattro pianisti.

La tracklist di "Piano Night II" rivela l'ambizione e la varietà del progetto: "L'Horloge Créole", "Ritournelle", "Etude in C Minor 'Revolutionary'", "Singing in the Rain", "Smile", "July", "More Tuna", "Spring Dance", "Enjoy the Silence", "Polygon", "Caravan". Ogni brano rappresenta un piccolo universo esplorativo dove i quattro pianisti si alternano, si affiancano, si rispondono in un dialogo musicale di rara intensità.

La Berliner Philharmonie non è semplicemente una location prestigiosa, ma un partner musicale attivo. La sua acustica leggendaria, progettata per esaltare ogni sfumatura timbrica, trasforma ogni nota in un evento sonoro. In questo contesto, il pianoforte acquista una dimensione orchestrale, e i quattro strumenti diventano quattro voci di un coro impossibile.

"Jazz at Berlin Philharmonic XVI: Piano Night II" si inserisce in una serie che ha fatto la storia del jazz contemporaneo europeo. Ogni edizione ha rappresentato un momento di incontro tra artisti diversi, un'occasione per sperimentare, per osare, per creare connessioni inaspettate.

Questa seconda "notte dei pianoforti" conferma la validità di una formula che sa rinnovarsi pur mantenendo la propria identità. L'aggiunta di Grégory Privat al trio originale non è semplicemente un ampliamento numerico, ma una vera e propria evoluzione artistica che apre nuove possibilità espressive.

Quello che emerge più chiaramente dall'ascolto dell'album è la gioia pura del fare musica insieme. Gioia illimitata anche per il pubblico nella sala principale completamente piena della Philharmonie Berlin. È questa dimensione di festa condivisa, di celebrazione collettiva dell'arte pianistica, che rende "Piano Night II" un documento prezioso non solo per la sua qualità tecnica, ma anche per la sua capacità di trasmettere entusiasmo e passione.

"Jazz at Berlin Philharmonic XVI: Piano Night II" rappresenta tutto ciò che il jazz europeo contemporaneo ha di migliore: tecnica impeccabile, apertura stilistica, capacità di dialogo, rispetto per la tradizione e coraggio nell'innovazione. Quattro top pianisti jazz europei offrono espressione e gioia illimitate in quello che si configura come uno degli eventi musicali più significativi dell'anno.

Per gli amanti del pianoforte jazz, questo album è un ascolto imprescindibile. Per chi si avvicina al genere, rappresenta una perfetta introduzione alla ricchezza e alla varietà del jazz contemporaneo. Per tutti, è semplicemente musica di altissimo livello suonata da maestri che hanno ancora molto da dire e da condividere.

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