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Jerome Sabbagh - Stand Up!

Jerome Sabbagh - Stand Up!
Sassofonista e compositore Jerome Sabbagh si è sempre distinto come artista che difende fermamente i valori in cui crede: integrità artistica, individualità audace, coscienza sociale e una visione personale distintiva. 

Il suo nuovo vibrante album, "Stand Up!", in uscita il 17 ottobre 2025 via Analog Tone Factory, afferma questi valori in modi molteplici, unendo composizioni memorabili all'esecuzione fervente del quartetto storico di Sabbagh.

Con "Stand Up!", Sabbagh celebra più di 20 anni con il suo straordinario quartetto - il chitarrista Ben Monder, il contrabbassista Joe Martin e, al suo debutto discografico con la band, il batterista Nasheet Waits. L'album segna la prima pubblicazione del gruppo in oltre un decennio, un periodo durante il quale Sabbagh si è concentrato su collaborazioni proficue con leggende del jazz come il pianista Kenny Barron ("Vintage") e il compianto batterista Al Foster ("Heart").

Ma perché questa lunga pausa? Come spiega lo stesso sassofonista: "Molto della mia musica jazz preferita è stata creata da band che lavoravano insieme. I primi e secondi quintetti di Miles Davis, il quartetto di John Coltrane, il trio di Bill Evans, Lovano/Frisell/Motian – quelle sono vere band. Parte di quello che le rendeva così grandi era il fatto che suonavano insieme con una certa frequenza".

"Stand Up!" è stato registrato dal vivo su nastro analogico e pubblicato sulla neonata etichetta dello stesso sassofonista, Analog Tone Factory. Questa scelta non è casuale: rappresenta la filosofia artistica di Sabbagh, che privilegia l'autenticità dell'esecuzione e il calore del suono analogico rispetto alle facilità della tecnologia digitale.

L'album sarà disponibile in vari formati: LP AAA 180g (pressatura one-step e pressatura standard), reel-to-reel e CD, tutti disponibili tramite analogtonefactory.com, oltre alla versione digitale 24 bit / 192k. Questa varietà di formati dimostra l'attenzione di Sabbagh per i diversi tipi di ascoltatori e la sua volontà di offrire la migliore esperienza d'ascolto possibile.

Il titolo "Stand Up!" non è solo una dichiarazione musicale, ma anche un manifesto artistico e sociale. In un'epoca in cui l'industria musicale spinge spesso verso compromessi commerciali, Sabbagh sceglie di "alzarsi in piedi" per i suoi principi: l'autenticità dell'espressione, la profondità compositiva, e l'importanza delle relazioni musicali durature.

Joni's Jazz: L'Antologia che Rivela l'Anima Jazz di Joni Mitchell

Il 5 settembre 2025 segna un momento storico per gli amanti della musica: l'uscita di Joni's Jazz, il nuovo cofanetto antologico di Joni Mitchell che esplora e celebra il profondo legame artistico tra la leggendaria cantautrice canadese e il mondo del jazz. 

Questo progetto, descritto dalla stessa Mitchell come "un progetto di passione anni nel farsi", rappresenta la prima compilation tematica della serie Archives e offre uno sguardo inedito sull'evoluzione artistica di una delle voci più influenti della musica contemporanea.

L'idea di Joni's Jazz era stata anticipata dalla stessa Mitchell nelle note di copertina del cofanetto Archives Vol 4 dell'anno scorso, dove aveva dichiarato: "La gente mi chiede qual è il mio album preferito tra i miei preferiti. Direi "Joni's Jazz". Non si trattava di una semplice boutade: questo cofanetto rappresenta davvero una selezione personale e intima dei brani che meglio illustrano come il jazz abbia permeato e influenzato la sua intera carriera artistica.

La raccolta è dedicata alla memoria di Wayne Shorter, il leggendario sassofonista scomparso nel 2023, con cui Mitchell aveva collaborato in diverse occasioni. "È stato un piacere suonare con lui. Mi mancherà, ma rimarrà vivo per me nella sua musica.", scrive Mitchell nelle note di copertina, testimoniando l'importanza delle sue collaborazioni jazz.

Joni's Jazz raccoglie 61 selezioni distribuite su 4 CD o 8 vinili, includendo registrazioni in studio, performance dal vivo, rare take alternative e materiale proveniente da diversi decenni e etichette discografiche. Tra i tesori nascosti del cofanetto spiccano due demo inediti del 1980, che offrono uno sguardo privilegiato sul processo creativo di Mitchell in un periodo particolarmente fertile della sua carriera.

La selezione spazia attraverso tutta la discografia di Mitchell, dalle prime esplorazioni jazz degli anni '70 fino ai lavori più recenti, dimostrando come l'influenza del jazz non sia mai stata un episodio isolato nella sua carriera, ma piuttosto un filo conduttore costante che ha attraversato e arricchito ogni fase della sua evoluzione artistica.

Il cofanetto mette in evidenza le collaborazioni di Mitchell con alcuni dei più importanti musicisti jazz della sua epoca. Tra questi figurano Wayne Shorter e altri giganti del jazz che hanno contribuito a plasmare il suono unico di Mitchell, quello che ha reso possibile l'osmosi perfetta tra la tradizione folk e l'innovazione jazzistica.

Tomas Fujiwara - Dream Up

Il 12 settembre 2025 è stato pubblicato Dream Up, il nuovo album di Tomas Fujiwara per Out of Your Head Records. Con questo progetto, il batterista e compositore americano di origini giapponesi introduce al mondo il suo Percussion Quartet, una formazione rivoluzionaria che ridefinisce completamente i parametri del jazz sperimentale attraverso l'esplorazione di sonorità percussive globali.

L'idea alla base di Dream Up affonda le sue radici nei viaggi d'infanzia di Fujiwara nella patria ancestrale del padre, il Giappone, dove il giovane musicista fu pervaso dai suoni di una varietà straordinaria di strumenti esotici. 

Questa esperienza formativa emerge chiaramente nella composizione e nell'arrangiamento dell'album, dove tradizioni musicali millenarie dialogano con le più avanzate ricerche del jazz contemporaneo.

Il concetto di un ensemble completamente percussivo non è nuovo nel panorama musicale, ma Fujiwara riesce a dargli una connotazione del tutto originale, creando texture sonore, ritmi e strutture innovative che si allontanano dalle forme tradizionali per abbracciare territorì inesplorati dell'espressione musicale.

Il Percussion Quartet di Fujiwara riunisce alcuni dei più raffinati specialisti della scena percussiva internazionale. Accanto al leader troviamo la vibrafionista Patricia Brennan, artista di punta della nuova generazione che ha saputo rivoluzionare l'approccio al suo strumento; Tim Keiper, percussionista eclettico che maneggia con maestria strumenti che spaziano dall'ngoni africano al calabash, dai temple blocks ai djembe, dalle castagnette al balafon, senza dimenticare una vasta gamma di found objects che arricchiscono la tavolozza sonora del gruppo.

Completa la formazione Kaoru Watanabe, maestro dei tamburi taiko e degli strumenti a fiato tradizionali giapponesi come lo shinobue. La sua presenza garantisce un ponte autentico con le tradizioni musicali nipponiche, portando nell'ensemble l'esperienza diretta di strumenti come o-jimedaiko, uchiwadaiko e shimedaiko che raramente trovano spazio nel jazz occidentale.

Kieran Brown - Loving You

Kieran Brown - Loving You
Nel panorama jazz contemporaneo, dove le nuove voci faticano spesso a emergere con personalità e maturità artistica, Kieran Brown si presenta con un album d'esordio che lascia il segno. "Loving You", uscito l'11 luglio 2025, non è solo la presentazione di una giovane cantante talentuosa, ma l'introduzione di un'artista di rara promessa.

Kieran Brown è una vocalist, compositrice e arrangiatore con sede a New York City, con una forte concentrazione nel Jazz, R&B e nell'American Songbook. La sua storia musicale inizia presto: a sedici anni cantava l'inno nazionale al Madison Square Garden, e l'anno successivo si è assicurata un posto in un prestigioso programma universitario di jazz.

Il brano di apertura di "Loving You" è una scelta azzeccata. La versione di Brown del brano di Previn "You're Gonna Hear from Me", arrangiato per l'album dal chitarrista Aaron Matson, è un'accoglienza travolgente al suo debutto. Canta "ascolta mondo, non puoi ignorarmi", e ha ragione.

"Loving You" è composto da dieci tracce che spaziano attraverso i classici dell'American Songbook, dimostrando la versatilità e la sensibilità interpretativa della giovane artista. La tracklist include brani come "Emily", "Do It Again", "Meditation", "Alfie", e l'omonima "Loving You".

Su "Emily", la splendida ballad di Johnny Mercer e Henry Mancini, Brown canta con passione e sincerità. La sua voce è anche perfetta per interpretare lo stile musicale brasiliano, come è chiaro nella sua presentazione del famoso brano di Antonio Carlos Jobim, "Meditation".

L'album beneficia della collaborazione di musicisti di prim'ordine: Tyler Henderson al pianoforte, Joey Ranieri al basso, Joe Peri alla batteria, e Aaron Matson alla chitarra, oltre ai contributi di Jarien Jamanila all'alto e Chris Lewis al tenore. La chiarezza e coesione di Brown sono supportate da questo ensemble che dimostra un acuto senso dell'interplay di gruppo e dell'identità sonora.

Il mondo della critica jazz ha accolto "Loving You" con entusiasmo. Konrad Paszkudski, direttore artistico di Jazz at the Ballroom, non mince parole: "L'avenir del jazz e del Great American Songbook riposa nelle mani di questa artista incredibilmente talentuosa".

Sylvie Courvoisier & Wadada Leo Smith - Angel Falls

L'autunno 2025 ci regala un incontro straordinario nel panorama del jazz contemporaneo: Angel Falls, il nuovo album in duo di Sylvie Courvoisier e Wadada Leo Smith, che sarà pubblicato il 3 ottobre dall'etichetta Intakt Records (CD 444). 

Un dialogo musicale che trascende i confini del genere per esplorare territori sonori dove l'intimità si fonde con l'epicità, dove la vulnerabilità incontra l'autorità artistica.

La pianista e compositrice svizzera Sylvie Courvoisier, figura centrale della scena jazz contemporanea da oltre vent'anni e recentemente insignita del prestigioso Swiss Grand Prize for Music 2025, porta in questo progetto la sua capacità unica di bilanciare la raffinata musica da camera delle sue radici europee con i suoni groove-laden della scena downtown newyorkese, dove vive da oltre due decenni.

Dall'altra parte, il leggendario trombettista Wadada Leo Smith, definito dal New York Review of Books come uno dei "narratori più potenti della nazione, erede di cronachisti americani come Charles Ives e Ornette Coleman", apporta la sua visione cosmica e la sua capacità di celebrare la diversità musicale senza accettare etichette limitanti.

Angel Falls non è un album costruito solo su un concetto o sulla chimica tra i musicisti - sebbene entrambi gli elementi siano presenti - ma su qualcosa di più raro e profondo: un amore filosofico per l'arte stessa. Le otto tracce che compongono l'album creano una suite di paesaggi sonori che sono simultaneamente intimi ed epici, volatili ma controllati, un equilibrio mobile tra fragilità e sicurezza espressiva.

Thomas Morgan - Around You Is A Forest

Dopo anni di collaborazioni al fianco dei più importanti nomi del jazz contemporaneo, Thomas Morgan presenta finalmente il suo attesissimo album di debutto da solista. "Around You Is A Forest", in uscita il 7 novembre 2025 per Loveland Music, è un lavoro che promette di ridefinire i confini tra composizione e improvvisazione, tra intimità acustica e ricchezza orchestrale.

Thomas Morgan non è certo un volto nuovo nella scena jazz internazionale. Il contrabbassista americano ha costruito la sua reputazione attraverso collaborazioni prestigiose con artisti del calibro di Bill Frisell, Craig Taborn, Ambrose Akinmusire e molti altri giganti del jazz contemporaneo. La sua presenza costante nei roster delle etichette più rispettate come ECM Records testimonia il riconoscimento di cui gode nella comunità musicale internazionale.

Quello che rende particolare Morgan non è solo la sua tecnica impeccabile al contrabbasso, ma la sua capacità di creare atmosfere uniche, di tessere linee melodiche che fungono da collante emotivo tra i diversi elementi di un ensemble. Caratteristiche che emergono prepotentemente in questo suo primo lavoro da leader.

Il titolo "Around You Is A Forest" evoca immediatamente un'immagine poetica: l'idea di essere circondati dalla natura, immersi in un paesaggio sonoro organico e in continua trasformazione. Non è un caso che questo concept attraversi tutto l'album, dalle composizioni originali di Morgan alle reinterpretazioni di brani scritti dai suoi collaboratori più stretti.

La scelta di pubblicare con Loveland Music, l'etichetta fondata dal chitarrista danese Jakob Bro, non è casuale. Questa label si è rapidamente affermata come punto di riferimento per un jazz che privilegia l'ascolto profondo, le dinamiche sussurrate e gli spazi contemplativi. Il catalogo Loveland include alcuni dei lavori più raffinati del jazz europeo contemporaneo, e "Around You Is A Forest" si inserisce perfettamente in questa estetica.

Snarky Puppy & Metropole Orkest - Somni

Dopo dieci anni dal loro acclamato album "Sylva", la collettiva jazz-funk vincitrice di cinque Grammy, Snarky Puppy, ha ufficialmente annunciato un nuovo album, "Somni", in uscita il 21 novembre 2025. 

Questa volta il gruppo texano si riunisce nuovamente con l'orchestra olandese Metropole Orkest, diretta dal maestro Jules Buckley, per quello che Michael League descrive come "il progetto più grande e ambizioso che abbiamo intrapreso nei nostri 21 anni di carriera".

"Somni", che significa 'sogno' in catalano, segna la seconda registrazione dal vivo tra la band e l'orchestra. Un titolo che non è stato scelto a caso: l'album rappresenta la materializzazione di un sogno artistico che continua a evolversi, spingendo i confini della fusione tra jazz contemporaneo e musica orchestrale.

L'album è stato registrato nel gennaio 2025 durante sei rivoluzionarie sessioni di registrazione distribuite in tre serate a Utrecht. Il pubblico, seduto tra i musicisti dell'orchestra, ha assistito alla prima di musiche completamente nuove e originali scritte dal leader della band Michael League.

Questa configurazione unica ha permesso di catturare non solo la potenza musicale della collaborazione, ma anche l'energia e l'emozione del momento creativo, con gli spettatori che sono diventati parte integrante dell'esperienza artistica.

Mentre il precedente "Sylva" ha ottenuto riconoscimenti mondiali e un Grammy nel 2015, "Somni" porta le cose a un livello superiore. La maturità artistica raggiunta da entrambi gli ensemble negli ultimi dieci anni si riflette in una proposta musicale ancora più sofisticata e audace.

Su "Somni", il suono complesso e groovy degli Snarky Puppy si fonde ancora una volta perfettamente con la ricca orchestrazione cinematica della Metropole Orkest, creando paesaggi sonori che spaziano dal jazz più raffinato alla world music, passando per elementi di musica classica contemporanea.

Il primo singolo estratto dall'album è "Waves Upon Waves", rilasciato venerdì 5 settembre alle 10:00 su tutte le piattaforme streaming. Il brano offre un primo assaggio dell'ambizione artistica del progetto, mostrando come i groove caratteristici degli Snarky Puppy possano dialogare con le ampie possibilità timbriche di un'orchestra sinfonica completa.

Lucian Ban, John Surman, Mat Maneri - Cantica Profana

C'è uno spirito che attraversa tutta la musica folkloristica del mondo. I suoni possono differire da regione a regione e da popolo a popolo, ma la musica folk racchiude verità profonde che parlano al tessuto connettivo dell'umanità. 

C'è qualcosa di misteriosamente universale nel modo in cui i contadini o, del resto, i musicisti jazz si approcciano alla musica.

Per questa doppia uscita, i collaboratori di lunga data, il pianista Lucian Ban e il violista Mat Maneri, insieme al leggendario maestro dei fiati John Surman, esplorano ulteriormente la musica folk della Transilvania raccolta da Béla Bartók più di cento anni fa. 

Negli ultimi cinque anni il trio ha approfondito lo spirito della propria musica durante i tour, come si può sentire nelle loro nuove registrazioni, Cantica Profana e The Athenaeum Concert (solo in LP vinile).

Dalle note di copertina informative di Ban e Maneri: "Una volta portata la musica in tournée, uno sviluppo di un nuovo spirito musicale stava accadendo a noi ad ogni concerto. Rivisitando le danze, i canti natalizi, le canzoni di dote, le doine e i lamenti registrati per la prima volta a Timisoara nel 2018, con ogni performance dal vivo si aprivano nuovi panorami, emergevano nuove forme, temi e ruoli strumentali venivano liberamente intercambiati, una 'vita pulsante della musica contadina', per usare le stesse parole di Bartók, che ci portava avanti."

Le tournée estensive hanno permesso al trio di esplorare davvero il proprio repertorio. I brani hanno iniziato ad espandersi ed evolversi. Surman ha osservato: "A volte utilizzando piccoli frammenti di materiale e sviluppando quei frammenti mentre si cerca di mantenere lo spirito del materiale originale." Ogni performance ha permesso al trio di approcciarsi a ogni canzone in modo nuovo e originale, che si trattasse di abbandonare completamente il tema o semplicemente di mescolare sottili accenni delle melodie o armonie per guidare il gruppo verso nuovi territori. Il trio era maturato fino a diventare un organismo musicale apparentemente vivente, che danzava sui propri suoni folkloristici contemporanei.

Aaron Parks - By All Means

Il 7 novembre 2024 segnerà un momento significativo nella carriera artistica di Aaron Parks, uno dei pianisti più innovativi della scena jazz contemporanea. 

Con "By All Means", il suo terzo album per la leggendaria etichetta Blue Note Records, Parks non solo consolida il suo linguaggio musicale maturo, ma apre nuove frontiere sonore attraverso un'espansione orchestrale che promette di ridefinire la sua proposta artistica.

Dopo il successo della formazione in trio che ha caratterizzato i suoi precedenti lavori, Parks compie un passo audace ma naturale nella sua evoluzione musicale. Il trio consolidato con Ben Street al basso e Billy Hart alla batteria – due veterani della scena jazz newyorkese di indiscusso valore – si trasforma in quartetto con l'ingresso del sassofonista tenore Ben Solomon, aprendo così a una nuova tavolozza coloristica che promette di arricchire considerevolmente il sound caratteristico del gruppo.

Questa scelta non è casuale: Parks ha sempre dimostrato una particolare sensibilità nell'amalgamare tradizione e innovazione, e l'aggiunta del sassofono tenore rappresenta un ponte naturale tra la dimensione intima del trio e le possibilità espressive più ampie del formato quartetto, da sempre una delle formazioni più classiche e versatili del jazz.

Aaron Parks si è affermato negli anni come un compositore e pianista dalla personalità distintiva, capace di fondere influenze diverse in un linguaggio personale e riconoscibile. La sua formazione classica si intreccia con una profonda conoscenza del jazz contemporaneo, creando un approccio musicale che spazia dall'intimismo cameristico alle esplorazioni più ardite dell'improvvisazione collettiva.

Con "By All Means", Parks continua la sua ricerca artistica iniziata con i precedenti album per Blue Note, dimostrando ancora una volta la sua capacità di rinnovarsi senza mai perdere di vista la propria identità musicale. Il titolo stesso suggerisce un approccio aperto, una disponibilità all'esplorazione che caratterizza da sempre il suo lavoro compositivo e interpretativo.

Patricia Brennan - Of The Near And Far

C’è qualcosa di irresistibile nell’osservare il cielo notturno: il suo infinito, le stelle che brillano come punti luminosi sparsi nel buio, la sensazione di un ordine nascosto nel caos.

È proprio questo senso di equilibrio e simmetria nelle costellazioni che ha catturato l’immaginazione di Patricia Brennan, vibrafonista e compositrice, spingendola a chiedersi se le forme celesti potessero essere tradotte in musica.

Nel suo nuovo album, Of The Near and Far (in uscita il prossimo 24 ottobre 2025 per Pyroclastic Records), Brennan trasforma questa fascinazione in un progetto che fonde jazz, musica classica, elettronica e improvvisazione contemporanea. 

L’album rappresenta un ponte tra scienza, arte e spiritualità, dove ogni composizione nasce dai dati raccolti osservando le costellazioni e dalle loro simmetrie naturali.

Nell’estate del 2024, Brennan ha sviluppato un processo innovativo per raccogliere dati musicali dalle stelle. Sovrapponendo le forme delle costellazioni al circolo delle quinte, ha esplorato se la simmetria celeste potesse generare armonie e melodie coerenti. Con sorpresa, molte delle note raccolte risultarono armonicamente consonanti, fornendo il materiale di base per le composizioni dell’album.

Le costellazioni protagoniste del disco sono: Antlia (La Pompa ad Aria), Aquarius (Il Portatore d’Acqua), Andromeda (La Donna Incatenata), Lyra (La Lira) e Aquila (L’Aquila). A queste si aggiunge Citlalli, una composizione elettroacustica nata dall’improvvisazione su spartiti grafici creati dall’artista, e When You Stare Into the Abyss, ispirata all’essenza dell’osservazione cosmica e al mistero dell’universo.

Per realizzare questa visione, Brennan ha riunito un ensemble di dieci musicisti, tra cui il violinista Josh Modney, il chitarrista Miles Okazaki, il batterista John Hollenbeck, oltre a un quintetto jazz (piano, basso, batteria, chitarra, percussioni a tastiera), un quartetto d’archi e un musicista elettronico. Gli elementi elettronici assumono ruoli differenti a seconda del brano: a volte come dettagli sottili, altre come protagonisti assoluti, come nella traccia Citlalli, dove le improvvisazioni dal vivo vengono manipolate elettronicamente per creare una nuova narrazione sonora.

Henry Threadgill - Listen Ship

Il prossimo 26 settembre, il mondo del jazz contemporaneo riceverà un nuovo regalo straordinario: "Listen Ship", l'ultimo capolavoro nell'universo sonoro sempre in espansione del compositore vincitore del Premio Pulitzer Henry Threadgill, che il New York Review of Books ha descritto come "uno dei grandi romantici della musica americana e un ricercatore del sublime per tutta la vita".

Nato a Chicago nel 1944 e cresciuto nella South Side, dove le marching band e il blues riempivano l'aria, Henry Threadgill è stato celebrato per oltre quarant'anni come uno dei compositori e polistrumentisti più visionari della musica americana. 

Il New York Times lo ha definito "forse il più importante compositore jazz della sua generazione", e la sua vittoria del Premio Pulitzer per la Musica nel 2016 per "In for a Penny, In for a Pound" lo ha consacrato come uno dei soli tre artisti jazz ad aver ricevuto questo prestigioso riconoscimento.

Polistrumentista che si è concentrato sul sassofono alto, il clarinetto e successivamente il flauto, Threadgill aveva 19 anni quando incontrò Muhal Richard Abrams e suonò nella sua band sperimentale che si evolse nell'Association for the Advancement of Creative Musicians (AACM), un collettivo influente che ha ridefinito i confini del jazz d'avanguardia.

"Listen Ship" rappresenta l'ultima evoluzione del pensiero compositivo di Threadgill, un lavoro che documenta musica che ha avuto la sua prima mondiale al Bang on a Can Long Play Festival a maggio. Ma ciò che rende questo album davvero rivoluzionario è la sua strumentazione: per Threadgill sono le chitarre, una scelta che segue la logica apparentemente semplice: perché fermarsi a una? L'attrattiva di aggiungere più dello stesso strumento, o famiglia di strumenti.

L'ensemble comprende Brandon Ross alla chitarra soprano acustica, Bill Frisell alla chitarra acustica, Gregg Belisle-Chi alla chitarra acustica, Miles Okazaki alla chitarra acustica, Jerome Harris alla chitarra basso acustica, Stomu Takeishi alla chitarra basso acustica, Maya Keren al pianoforte, e Rahul Carlberg, con Threadgill stesso nel ruolo di compositore e direttore.

L'idea di utilizzare un ensemble di chitarre non è semplicemente un esperimento timbrico fine a se stesso. Threadgill, maestro nell'arte di creare conversazioni musicali complesse, trasforma questo gruppo di chitarre in un organismo sonoro multiforme, dove ogni strumento mantiene la sua individualità pur contribuendo a un discorso collettivo di straordinaria ricchezza.

Mark Turner - Reflections on: The Autobiography of an Ex-Colored Man

Nel panorama contemporaneo del jazz, pochi artisti riescono a fondere con tanta eleganza e profondità la tradizione musicale con la riflessione intellettuale. 

Mark Turner, uno dei sassofonisti tenori più rispettati e influenti della sua generazione, compie proprio questo miracolo artistico con "Reflections on: The Autobiography of an Ex-Colored Man", un album che rappresenta molto più di una semplice registrazione musicale: è un dialogo tra jazz e letteratura, tra storia e contemporaneità, tra identità e arte.

Il titolo dell'album fa riferimento al romanzo seminale "The Autobiography of an Ex-Colored Man" di James Weldon Johnson, pubblicato anonimamente nel 1912 e poi ripubblicato con il nome dell'autore nel 1927. 

Quest'opera, considerata uno dei pilastri della letteratura afroamericana, narra la storia di un uomo di sangue misto che può "passare" per bianco nella società americana segregazionista, esplorando temi di identità razziale, appartenenza culturale e il prezzo dell'assimilazione.

L’album, in uscita il 10 ottobre 2025, è pubblicato in formato digitale e nasce con il sostegno di Giant Step Arts, la realtà fondata da Jimmy Katz per promuovere progetti innovativi di musicisti jazz contemporanei. Registrato e mixato con cura per restituire ogni sfumatura timbrica, il disco conserva la dimensione narrativa originaria, alternando la voce recitante di Turner al flusso musicale dell’ensemble.

La formazione è di altissimo livello e riflette la sensibilità collettiva necessaria a un progetto di tale portata. Accanto a Turner al sassofono tenore, e impegnato anche nella narrazione, troviamo Jason Palmer alla tromba, David Virelles tra pianoforte, organo e Prophet, Matt Brewer al contrabbasso acustico ed elettrico e Nasheet Waits alla batteria. Insieme, danno corpo a un tessuto sonoro che sa muoversi tra lirismo, energia e introspezione, sostenendo e dialogando con i testi tratti dal romanzo.

La struttura dell’opera accompagna l’ascoltatore in un viaggio che attraversa atmosfere contrastanti: dall’anonimato iniziale alla riflessione sull’identità, dai paesaggi europei evocati dal protagonista fino alle tensioni politiche e personali che il romanzo mette in scena. Ogni movimento diventa un frammento di racconto musicale, un riflesso sonoro di stati d’animo e situazioni, fino a condurre a una chiusura sospesa tra meditazione e destino.

Brad Mehldau - Ride into the Sun

Con Ride into the Sun, pubblicato da Nonesuch Records il 29 agosto 2025, Brad Mehldau consegna al pubblico un lavoro di grande intensità emotiva, che va oltre il semplice concetto di omaggio.

L’album intreccia il repertorio di Elliott Smith con nuove composizioni originali, restituendo una visione personale e al tempo stesso universale, sospesa tra malinconia e speranza.

Mehldau non si limita a reinterpretare le canzoni di Smith, ma le avvolge nel suo linguaggio pianistico e nella sua sensibilità compositiva. Il risultato è un album che vive di continuità tra generi: da un lato l’indie folk introspettivo e fragile di Smith, dall’altro il jazz e le armonie complesse di Mehldau. 

Il titolo stesso, Ride into the Sun, sembra evocare un passaggio simbolico, un movimento verso la luce dopo una lunga immersione nel buio interiore.

Il cuore del disco è costituito da dieci brani scritti da Elliott Smith, affiancati da quattro composizioni originali di Mehldau. A questi si aggiungono due riletture che completano il quadro: Thirteen dei Big Star e Sunday di Nick Drake. È un percorso musicale che tesse fili sottili tra artisti diversi ma accomunati da un senso di vulnerabilità e di ricerca poetica.

Per comprendere la portata di questo progetto, è importante ricordare chi fosse Elliott Smith. Nato a Omaha nel 1969 e cresciuto a Portland, divenne una delle voci più autentiche della scena cantautorale americana degli anni Novanta. La sua scrittura, segnata da un lirismo fragile e da melodie delicate, lo portò a emergere prima con la band Heatmiser e poi con una carriera solista che raggiunse l’apice di notorietà con la candidatura all’Oscar per Miss Misery, colonna sonora del film Good Will Hunting.

Smith seppe raccontare con schiettezza la solitudine, la lotta interiore e la ricerca di un equilibrio precario tra dolore e bellezza. Le sue canzoni, spesso costruite su arpeggi di chitarra e armonie vocali stratificate, hanno influenzato intere generazioni di musicisti. La sua morte prematura nel 2003 ha reso la sua figura ancora più emblematica, simbolo di una sensibilità estrema capace di toccare corde universali.

Accanto a Mehldau troviamo collaboratori che arricchiscono la profondità del progetto: Daniel Rossen, voce e chitarra, conferisce un colore folk moderno; Chris Thile, con la sua mandolina e le linee vocali, aggiunge una dimensione luminosa e acustica; l’orchestra da camera guidata da Dan Coleman amplia lo spettro sonoro con arrangiamenti che avvolgono le canzoni di una delicatezza quasi cinematografica. La sezione ritmica, con Felix Moseholm al contrabbasso, John Davis al basso elettrico e Matt Chamberlain alla batteria, dona solidità e respiro alle interpretazioni.

Jon Irabagon's "PlainsPeak" - Someone to Someone

Uscito il 15 agosto 2025, "Someone to Someone" segna un momento di svolta radicale nella carriera artistica di Jon Irabagon. 

Dopo aver abbandonato "la sprawl tech-heavy" del suo lavoro precedente come "Server Farm" (Irabbagast, 2025), il sassofonista e compositore presenta PlainsPeak, un quartetto acustico che rappresenta una "deliberata pivottata" verso un suono "puramente acustico.

Il progetto costituisce "un'emotiva lettera d'amore a Chicago" la città natale di Irabagon, e manifesta un approccio completamente nuovo alla sua estetica musicale, privilegiando l'intimità e l'immediatezza espressiva rispetto alla complessità tecnologica che aveva caratterizzato i suoi lavori precedenti.

PlainsPeak è composto da Jon Irabagon al sassofono alto, Russ Johnson alla tromba, Clark Sommers al contrabbasso acustico e Dana Hall alla batteria. Questa nuova ensemble presenta "tre musicisti eccezionalmente versatili del Midwest" che insieme a Irabagon creano un sound caratterizzato da chiarezza e intensità emotiva.

La scelta della formazione non è casuale: "Più che un nuovo gruppo, PlainsPeak rappresenta due profondi punti di ritorno per Irabagon". Il primo è "una reunion con Russ Johnson, che suonò nel primo album di Irabagon, 'Outright!', nel 2008". All'epoca, Irabagon aveva appena completato i suoi studi alla Juilliard di New York e cercava di approfondire il suo mestiere suonando insieme a improvvisatori più esperti.

Johnson, che si trasferì nel Wisconsin negli anni 2010 per un posto di insegnamento, divenne rapidamente "un pilastro della fervente comunità musicale improvvisativa di Chicago", una scena che, nella visione di Irabagon, offriva qualcosa di essenziale e radicante.

Anche il nome della band, PlainsPeak, rivela strati di intento. "A un livello, fa riferimento alla geografia", dice Irabagon. "Date le coste, noi siamo nel mezzo. Chicago è il picco delle Great Plains". Ma letto velocemente, il nome diventa un gioco di parole, "plain speak" – una metafora appropriata per il suono stripped-down a due fiati del gruppo e la sua voce onesta e diretta.

Catherine Russell e Colin Hancock ridanno voce alle grandi cantanti del primo jazz

Al Birdland di New York, a inizio settembre, Catherine Russell e Colin Hancock hanno presentato al pubblico un progetto tanto affascinante quanto necessario: Cat & The Hounds, un album che celebra e restituisce nuova vita alle voci femminili che hanno scritto le prime pagine del jazz.

Russell, figlia del leggendario direttore musicale di Louis Armstrong, Luis Russell, non è nuova a imprese di questo tipo. La sua carriera, segnata da una voce calda e versatile capace di abbracciare blues e swing con naturalezza, è da anni dedicata a intrecciare passato e presente, portando al pubblico contemporaneo la freschezza senza tempo del repertorio tradizionale afroamericano. 

Questa volta, però, la sfida è ancora più ambiziosa: rendere omaggio a figure come Bessie Smith, Ma Rainey, Ethel Waters, Alberta Hunter e tante altre interpreti che, pur avendo inciso profondamente sullo sviluppo del jazz, sono spesso rimaste ai margini delle celebrazioni ufficiali della sua storia.

A darle man forte c’è Colin Hancock, giovane musicologo e musicista, appassionato di filologia sonora. Hancock ha dedicato anni a studiare e ricostruire gli stili e le tecniche di registrazione degli anni Venti e Trenta, portando nei concerti e in studio una cura quasi artigianale per il dettaglio. La sua idea di “restaurazione vivente” va ben oltre la semplice nostalgia: significa ricreare le condizioni, le atmosfere e persino le imperfezioni che davano vita a quella musica, senza mai trasformarla in museo, ma riportandola a respirare davanti al pubblico di oggi.

Il risultato è un album che fonde autenticità storica ed energia contemporanea. Cat & The Hounds, pubblicato da Turtle Bay Records il 15 agosto, è nato da un incontro informale nel 2023 e raccoglie anche l’eredità di un progetto che avrebbe dovuto debuttare al Newport Jazz Festival 2020, cancellato a causa della pandemia. Attorno a Russell e Hancock si muove un ensemble vivace e variegato: Evan Christopher al clarinetto, Jerron Paxton al banjo e all’armonica, Dion Tucker al trombone, Jon Thomas al pianoforte stride, Ahmad Johnson alla batteria, Kerry Lewis alla tuba, con la partecipazione di ospiti come Vince Giordano al sax basso.

Gregory Tardy - Abide In Love

Con "Abide In Love", pubblicato per la WJ3 Records, Gregory Tardy presenta quello che può essere considerato uno dei suoi lavori più personali e maturi. 

Il sassofonista di New Orleans, nato nel 1966 da una famiglia di cantanti d'opera, offre qui una riflessione profonda sull'amore nelle sue molteplici sfaccettature, creando un album che fonde spiritualità, intimità e sofisticazione jazzistica in un equilibrio perfetto.

Tardy, che ha costruito la sua reputazione come uno dei musicisti più versatili della sua generazione attraverso collaborazioni con leggende come Elvin Jones, Tom Harrell, e il Jazz at Lincoln Center Orchestra di Wynton Marsalis, dimostra con questo progetto di aver raggiunto una piena maturità artistica. 

La sua formazione classica al clarinetto, seguita dalla scoperta del sassofono jazz nei suoi primi vent'anni, si riversa in un approccio compositivo che abbraccia tanto la tradizione quanto l'innovazione contemporanea.

L'album presenta Tardy in compagnia di una formazione accuratamente selezionata che comprende Marcus Printup alla tromba, Keith Brown al pianoforte, Sean Conly al contrabbasso e Willie Jones III alla batteria. Questa scelta di musicisti non è casuale, ma riflette la volontà del leader di creare un ensemble capace di interpretare al meglio la sua visione artistica. Marcus Printup, trombettista dalle sonorità calde e melodiche, si rivela il partner ideale per Tardy, creando dialoghi strumentali che arricchiscono ogni composizione senza mai sovrastare il discorso principale.

Keith Brown al pianoforte fornisce un supporto armonico ricco e sofisticato, dimostrando una sensibilità particolare per le atmosfere intime che caratterizzano l'album. La sua capacità di alternare momenti di lirismo cristallino a passaggi di maggiore intensità espressiva si integra perfettamente con l'approccio compositivo di Tardy. Sean Conly al contrabbasso e Willie Jones III alla batteria completano la sezione ritmica con una solidità che non sacrifica mai la flessibilità e la capacità di adattarsi alle diverse dinamiche emotive dei brani.

La tracklist di "Abide In Love" rivela immediatamente l'ambizione tematica del progetto. I nove brani che compongono l'album esplorano diverse dimensioni dell'amore attraverso composizioni originali di Tardy. Questa scelta di concentrarsi interamente su materiale originale dimostra la maturità compositiva raggiunta dal sassofonista, che riesce a creare un universo sonoro coerente e personale.

JD Allen - Love Letters (The Ballad Sessions)

Il sassofonista tenore JD Allen torna con "Love Letters (The Ballad Sessions)", un album che rappresenta un'immersione profonda nell'universo delle ballate jazz, confermando ancora una volta la sua straordinaria capacità di reinterpretare i classici del genere con una sensibilità moderna e personale.

"Love Letters (The Ballad Sessions)" si inserisce in una tradizione che Allen ha già esplorato con successo in precedenti lavori. Nel 2018, con "Love Stone", aveva già dimostrato la sua capacità di abbracciare le ballate jazz del passato con un suono magnifico e un linguaggio fluido e bellissimo. 

Questo nuovo progetto rappresenta un'evoluzione naturale di quel percorso artistico, approfondendo ulteriormente la sua relazione intima con questo formato musicale così espressivo.

Allen è noto per il suo trio di lunga data, soprannominato "the three headed monster" dalla rivista Burning Ambulance, una formazione che ha sviluppato negli anni una comprensione quasi telepatica, elemento fondamentale per l'interpretazione delle ballate jazz. In "Love Letters", questa alchimia si manifesta attraverso arrangiamenti che rispettano la tradizione pur mantenendo una freschezza contemporanea.

Le ballate rappresentano il cuore emotivo del jazz, spazio in cui melodia e sentimento si fondono in un linguaggio universale. Allen, con la sua esperienza maturata accanto ai maestri del genere, porta in questo album una maturità interpretativa che trasforma ogni brano in una lettera d'amore al pubblico, come suggerisce il titolo stesso dell'opera.

Robert Glasper - Code Derivation

Il pluripremiato pianista e produttore Robert Glasper ha appena pubblicato per Loma Vista Recordings e per la prima volta su tutte le principali piattaforme di streaming, un progetto ambizioso che ridefinisce i confini tra jazz e hip-hop. dal titolo "Code Derivation", 

Originariamente pubblicato come esclusiva di Apple Music nel 2024, Code Derivation è in gran parte composto da due versioni dello stesso brano, una suonata dal vivo in studio dalla band di Glasper e una versione 'flipped' da un produttore di sua scelta". 

Questo formato innovativo permette all'ascoltatore di sperimentare come "Glasper divide la differenza tra jazz e hip-hop, enfatizzando la loro genetica condivisa".

L'album, della durata di 57 minuti e composto da 15 tracce, presenta un approccio unico: ogni composizione originale viene esplorata attraverso due lenti stilistiche distinte ma complementari. Da un lato, l'esecuzione live cattura l'immediatezza e l'energia del jazz contemporaneo; dall'altro, le versioni rielaborate dai producer evidenziano le radici hip-hop che da sempre permeano il lavoro di Glasper.

Per quanto riguarda la band, il gruppo include nomi come Walter Smith III, Mike Moreno, Kendrick Scott, Vicente Archer e Keyon Harrold, con l'aggiunta di Marcus Strickland. Dal punto di vista della produzione, Glasper ha chiamato alcuni dei suoi amici e collaboratori preferiti, come Hi-Tek, Black Milk, Taylor McFerrin, Kareem Riggins e l'unico ospite che Glasper farebbe fatica a negare come il suo preferito del gruppo, suo figlio Riley. Sul fronte degli MC, Glasper ha chiamato artisti come Beaumont, il texano Jamari (un collaboratore frequente di suo figlio), gli MMYYKK di Minneapolis e Oswin Benjamin, nato a Brooklyn, giovani rimatori che, secondo Glasper, sono diventati il pezzo forte del progetto.

"Il jazz è letteralmente alle origini dell'hip hop. Ecco perché ho usato la parola "derivazione", perché è un derivato del jazz. Ho suonato con i maestri di entrambi i generi, quindi volevo realizzare un progetto in cui fosse tipo, 'Ehi, farò canzoni jazz che ho scritto con la mia band, con i miei amici, e chiederò a dei fantastici produttori, che sono miei amici, di campionarmi'", dice Glasper.

Jim Black & The Shrimps - Better You Don't

Il panorama del jazz contemporaneo si arricchisce di una nuova, esplosiva proposta con l'arrivo di "Better You Don't", secondo album della collaborazione tra il batterista americano Jim Black e il trio berlinese The Shrimps. 

Pubblicato da Intakt Records nell'agosto 2025, questo lavoro rappresenta un momento cruciale nella discografia di Black, confermando la sua posizione tra gli innovatori più audaci della scena jazz internazionale.

Jim Black, figura di spicco del jazz d'avanguardia americano con alle spalle collaborazioni con artisti del calibro di Tim Berne, Ellery Eskelin e Dave Douglas, trova nei berlinesi The Shrimps il partner ideale per esplorare nuove frontiere sonore. 

The Shrimps sono un trio formato dal sassofonista alto danese Asger Nissen e dai musicisti tedeschi Julius Gawlik al sassofono tenore e Felix Henkelhausen al basso, rappresentanti della nuova generazione dell'innovazione jazz europea.

Questa formazione internazionale nasce dall'incontro tra la visionarietà ritmica di Black e l'approccio fresco e sperimentale dei musicisti berlinesi, creando un ensemble che condivide la stessa strumentazione di base di alcune delle più celebri band guidante dal batterista americano nel corso della sua carriera.

"Better You Don't" si presenta come il dodicesimo album di composizioni originali di Jim Black, testimoniando un percorso artistico in costante evoluzione. L'album conta 10 brani distribuiti in 44 minuti di musica, una durata che riflette l'approccio contemporaneo alla fruizione musicale senza sacrificare la profondità compositiva.

Il titolo stesso dell'album suggerisce un approccio provocatorio e anticonformista, caratteristiche che hanno sempre contraddistinto il lavoro di Black. L'artista americano, noto per le sue influenze che spaziano dal rock alternativo alla musica elettronica, trova in questo progetto lo spazio per fondere jazz d'avanguardia e sonorità contemporanee in una sintesi originale e coinvolgente.

L'album è stato realizzato con la cura maniacale che contraddistingue le produzioni Intakt Records, etichetta svizzera specializzata in jazz contemporaneo e musica improvvisata. Il mixaggio, affidato allo stesso Jim Black insieme a Michael Brändli presso gli Hardstudios di Winterthur il 19 dicembre 2024, garantisce una qualità sonora che valorizza ogni dettaglio dell'interplay tra i quattro musicisti.

Eric McPherson - Double Bass Quartet

Quasi vent'anni dopo il suo debutto come leader, il batterista Eric McPherson torna con un progetto ambizioso che ridefinisce le possibilità sonore del quartetto jazz. 

"Double Bass Quartet", pubblicato il 25 luglio 2025 su Giant Step Arts, è molto più di un esperimento: è una dichiarazione artistica matura che esplora le infinite possibilità del suono moltiplicato.

"Il batterista Eric McPherson ha avuto un'idea semplice: aggiungere un altro bassista. Non perché sia insolito—Duke Ellington, Ornette Coleman e Andrew Hill l'hanno tutti fatto—ma perché apre un suono che lui desidera". 

L'album, registrato dal vivo all'Hunter College, cattura l'energia e la spontaneità di una formazione che suona "rilassata e reattiva, anche mentre lascia spazio per reagire in tempo reale".

La formazione vede John Hébert e Ben Street ai contrabbassi e il pianista cubano David Virelles, creando un ensemble che rappresenta l'eccellenza del jazz contemporaneo. "Due bassi è semplicemente una texture che mi piace," dice McPherson, "specialmente quando i musicisti suonano insieme".

La storia di Eric McPherson è intrinsecamente legata ai giganti del jazz. Il leggendario bassista Richard Davis era il padrino di McPherson, l'uomo che disse che questo futuro batterista doveva essere chiamato come Eric Dolphy. Questa connessione familiare con la storia del jazz si riflette nella sua musica: la sua audacia potrebbe derivare dal suo tempo con sassofonisti altrettanto coraggiosi come Pharoah Sanders, Greg Osby e Abraham Burton, o pianisti percussivi come Andrew Hill e Jason Moran.

McPherson è stato "amato per aver creato il tuono dietro il fulmine di Jackie McLean per quasi 20 anni fino alla scomparsa della leggenda dell'alto nel 2006", stabilendo la sua reputazione come uno dei batteristi più ricercati della scena jazz contemporanea.

L'uso di due bassi nel jazz ha una storia illustre. L'uso di due bassi nel jazz risale fino a Duke Ellington negli anni '40 e continuò nel corso dei decenni con Don Shirley, Ornette Coleman, John Coltrane, Albert Ayler, Archie Shepp, Pharoah Sanders e Andrew Hill. McPherson si inserisce in questa tradizione con una visione personale che esplora le possibilità timbriche e ritmiche uniche offerte da questa strumentazione.