Questo progetto, descritto dalla stessa Mitchell come "un progetto di passione anni nel farsi", rappresenta la prima compilation tematica della serie Archives e offre uno sguardo inedito sull'evoluzione artistica di una delle voci più influenti della musica contemporanea.
L'idea di Joni's Jazz era stata anticipata dalla stessa Mitchell nelle note di copertina del cofanetto Archives Vol 4 dell'anno scorso, dove aveva dichiarato: "La gente mi chiede qual è il mio album preferito tra i miei preferiti. Direi "Joni's Jazz". Non si trattava di una semplice boutade: questo cofanetto rappresenta davvero una selezione personale e intima dei brani che meglio illustrano come il jazz abbia permeato e influenzato la sua intera carriera artistica.
La raccolta è dedicata alla memoria di Wayne Shorter, il leggendario sassofonista scomparso nel 2023, con cui Mitchell aveva collaborato in diverse occasioni. "È stato un piacere suonare con lui. Mi mancherà, ma rimarrà vivo per me nella sua musica.", scrive Mitchell nelle note di copertina, testimoniando l'importanza delle sue collaborazioni jazz.
Joni's Jazz raccoglie 61 selezioni distribuite su 4 CD o 8 vinili, includendo registrazioni in studio, performance dal vivo, rare take alternative e materiale proveniente da diversi decenni e etichette discografiche. Tra i tesori nascosti del cofanetto spiccano due demo inediti del 1980, che offrono uno sguardo privilegiato sul processo creativo di Mitchell in un periodo particolarmente fertile della sua carriera.
La selezione spazia attraverso tutta la discografia di Mitchell, dalle prime esplorazioni jazz degli anni '70 fino ai lavori più recenti, dimostrando come l'influenza del jazz non sia mai stata un episodio isolato nella sua carriera, ma piuttosto un filo conduttore costante che ha attraversato e arricchito ogni fase della sua evoluzione artistica.
Il cofanetto mette in evidenza le collaborazioni di Mitchell con alcuni dei più importanti musicisti jazz della sua epoca. Tra questi figurano Wayne Shorter e altri giganti del jazz che hanno contribuito a plasmare il suono unico di Mitchell, quello che ha reso possibile l'osmosi perfetta tra la tradizione folk e l'innovazione jazzistica.


