Attiva su più fronti, ha alle spalle importanti collaborazioni (Roscoe Mitchell e Butch Morris ma anche Tiziano Tononi e Marco Colonna, sono i primi nomi che vengono in mente), guida proprie formazioni, con una spiccata predilezione per quelle allargate (Open Combo, Fonterossa Open Orchestra), ed è anche una coraggiosa produttrice discografica.
Ha consolidato la sua fama internazionale formando nel 2009 l’Hear In Now Trio con Tomeka Reid e Mazz Swift, ma soprattutto entrando a far parte nel 2017 dell’Art Ensemble of Chicago, con cui ha pubblicato due album.
Non deve sorprendere che una musicista così curiosa, duttile ed aperta abbia sentito il desiderio di omaggiare Ellington, ma non quello che ti aspetteresti, piuttosto il Duke meno frequentato delle origini, degli anni del Cotton Club per intenderci. Con delle eccezioni però: ovvero i due temi della «Such Sweet Thunder» del 1957 e Ko–Ko del 1940.
Silvia Bolognesi ha affrontato la non facile sfida alla testa di un sestetto di amici–musicisti calatisi perfettamente nel progetto, dai fidati Emanuele Parrini, Tony Cattano ed Emanuele Marsico – che si rivela anche gustoso vocalist – ai più giovani Guglielmo Santimone e Sergio Bolognesi, cui aggiunge come ospite il sax alto di Nick Mazzarella.
Scrive nelle note di copertina Francesco Martinelli: “…Sulle orme di Lacy e Rudd, di Mengelberg e Mangelsdorff, Silvia e il suo gruppo rinnovano la meraviglia di questi pezzi riscattandone il senso grazie all’intreccio con improvvisazioni originali – in cui via via riaffiorano altri ricordi di brani ellingtoniani – e con frammenti audio di suoni e voci, compresa quella di Ellington stesso, carichi della loro aura mediatica, messi a contrasto con l’ariosa libertà improvvisativa della band.”

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